GLI STRUMENTI DEL MESTIERE. Per alcuni giorni ho fatto la rivista degli strumenti del mestiere con i quali un giornalista nell’era di Internet lavora per costruire le sue notizie. Questo discorso sarà ampio e se vorrai condividere i tuoi strumenti nel ragionamento ne sarò felice. Io, nel frattempo, metto in piazza i miei. Verrà un momento in cui parleremo di hardware, di camere, di cellulare, di tablet, di mezzi fisici con cui si sviluppano le notizie e i lavori di ricerca a queste associati, oppure di diffusione. Tuttavia penso che lo strumento più importante del cronista di oggi sia la conoscenza del territorio e la sua mappatura. Parto da lì perché è facile parlare di agenzie, di twitter, di facebook, di Google, di ricerche di dati e di fatti, ma è meno facile pensare che se si conosce il territorio si limano molto i tempi di realizzazione dei pezzi e dei reportage. E se si limano i tempi si vince il confronto con i colleghi e si va a pubblicazione, quindi a farsi pagare.

 

TROVARE IL POSTO? NON FACILE. Io sto scrivendo da qui. Esattamente sto scrivendo dal “Todos a Cuba”. Dico subito che c’è una ragazza spettacolare ai tavoli che è dotata di occhi che sono un’opera d’arte (divagazione). Ebbene, questo come tanti è un locale nel quale il lavoro è facile per mille  motivi e il conoscerlo aiuta molto. Mappa tutti i locali come questo, vicini a posti che possono essere nevralgici perché molto frequentati perché zeppi di eventi in cui vai. Ragionamento lapalissiano, ma se riuscissi a crearti una mappa evoluta allora avresti un vantaggio competitivo nei tempi di post produzione non comune. Io su Milano posso rivelarne alcuni come l’Arnold di via Orefici, caffè all’americana, oppure il “Le Petit Bistrot” in via Puccini, di fianco al Teatro Dal Verme. Anzi, ecco una lista dei miei preferiti:

1 Le Petit Bistrot. Via Puccini, Milano. Non c’è la connessione, ma il tavolino dentro la porta a sinistra è spettacolare, il padrone è un tesoro e il cibo e il caffé sono ottimi.

2. Arnold. Via Orefici, Milano. Caffé modello Starbucks dove puoi stare per ore. A parte le americanate da mangiare e bere la connessione buona, le ragazze anche, la compagnia è giovane e il clima è quello da posto “made in Usa”. La sua posizione lo rende eccellente.

3. Il “Todos a Cuba”, Colonne di San Lorenzo, Milano. Mangiare? Ottimo. Location? Anche. La cameriera? Mi sono innamorato. Connessione buona, spine ovunque, astanti silenziosi.

4. I Mac Donald’s. Milano città. Sono posti nei quali la connessione salva tutto quello che, invece, non c’è di accessorio. Il vantaggio che li rende indispensabili è legato al fatto che li trovi ovunque.

5. Bar Galf, Corso di Porta Vittoria, Milano. Quel bar vede talmente tanti giornalisti e fotografi di nera passare di lì che molto probabilmente il titolare li vuole come specie protetta. Tavoli vicini a delle spine ce ne sono a iosa.

6. Capallano, via Solferino, Milano. Il bar perfetto, con ottimo arredamento, ottimi vini, un buon aperitivo, tante spine vicino ai tavoli. Niente connessione, ma il resto è meraviglioso.

Naturalmente la aggiornerò per quanto possibile, condividendo in questo post altri indirizzi di altri locali in cui è piacevole lavorare. Tra i miei criteri più importanti non c’è la connessione perché ritengo che un giornalista debba portarsi addosso, con router o cellulari vari, un bel pacco di dati. Tuttavia vedrò di migliorare le mie capacità di osservazione anche per offrire indicazioni di bar con il wifi potente.

LE CARATTERISTICHE INDISPENSABILI. Non sono locali qualunque, ma hanno caratteristice precise. Una buona connessione Internet, gente disposta a farti lavorare (da alcuni locali mi hanno stupidamente cacciato), tavoli vicino a delle spine, un buon servizio, un po’ di silenzio (per chi ci tiene, io personalmente no). Ecco, la prima proposta che ti faccio è proprio quella di condividere (se no che #sharingjournalist sarei?) una mappa dei luoghi buoni per lavorare in città o nelle città che frequentiamo. Lascia qui sotto le tue idee e i tuoi stimoli e cerchiamo di creare una rete di conoscenze che crei vantaggio nelle fasi di post produzione. Sembra stupido dirlo, ma questi vantaggi che creano velocità nella consegna fanno la differenza, nel tuo onorario alla fine del mese.