UN ALTRO STRUMENTO. Torno a scrivere parlando di strumenti dello #sharingjournalist e continuo con i social network, i quali restano fra gli arnesi principali per il nuovo artigiano della notizia. Detto di Twitter e del suo stato di salute, mi addentro sull’uso che un cronista moderno, a mio avviso, può e deve fare di Facebook. Il sito di Zuckerberg, uno dei più grandi geni moderni, è un social nel quale il cronista si scontra con una massa mostruosa di informazioni solitamente di natura eterogenea e di difficile interpretazione e verifica. Mi viene subito da dirtene una: se consulti Faccialibro per trovare notizie non farlo per troppo tempo, visto che la stragrande maggioranza dei post sono pinzellacchere sull’umore dei tuoi amici od opinioni più o meno becere. Se, invece, usi Facebook per promuovere la tua professionalità fai una grande attenzione a come lo fai perché potrebbe esserti molto utile e, nello stesso tempo, molto pericoloso. Ecco, comunque, alcuni modi che utilizzo per l’uso di questo social sia per la ricerca di notizie, sia per la promozione della mia professionalità. Faccio, innanzitutto, una premessa: per i giornalisti facebook sta diventando uno strumento, ai fini della ricerca delle notizie che si trasformano in pane da mangiare, praticamente inutile. Le notizie non sono più lì, per quanto riguarda il web, ma altrove. Lì ci sono le opinioni e le tendenze sociali, ma anche, sempre più spesso, le cazzate.

ALCUNI CONSIGLI BUONI (SECONDO ME). Ecco un decalogo di spunti per l’uso di Facebook che ti potrebbero essere utili:

  1. Se consulti Facebook la mattina, fallo dopo aver consultato altri social come Twitter e le tendenze su Google Trends. Lì, più che alla domanda “cosa è successo?” potrai rispondere alla domanda “come la pensa la gente oggi?”
  2. Segui solo profili ufficiali delle fonti che sono utili al tuo lavoro. Solo account verificati, letti e riletti, scannerizzati proprio. La buccia di banana, in questo caso, è dietro l’angolo e dare in bocca a qualcuno parole non sue, è una cazzata bella grossa che i giornali e i giornalisti fanno sempre più spesso.
  3. Non passarci più di mezz’ora al giorno: ti risparmierai delle sonore incazzature. Spesso, infatti, Facebook è pieno zeppo di titoli che fanno clickbait. Per sapere che diavolo è, se non lo sai ancora, clicca qui.
  4. La principale utilità di Facebook è quella di poter arrivare alle persone che vuoi chiamare o intervistare più velocemente possibile. Se mandi un messaggio a qualcuno, anche famoso, molto probabilmente ti risponderà.
  5. Avere su facebook un rapporto diretto con i gruppi di attivisti sulle notizie di cui ti occupi o con le persone che spesso ti danno notizie è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO.
  6. La possibilità di incontrare giornalisti che possono avere i soldini in mano per comprarti un pezzo è molto molto facile. Avere un’amicizia con il proprio capo, poi, sarà utile per dare feedback o ricevere indicazioni in tempo reale. Usa questo modo per entrare in contatto con i capi perché sono principalmente più vecchi di te e, chiodati sulla sedia, riescono a masticare seriamente soltanto Facebook.
  7. Se vuoi davvero notizie, verificate, da Facebook che rappresentano i topic principali del social io, se fossi in te, mi fiderei di una sola pagina che va seguita giornalmente: è FB Newswire
  8. Se usi il profilo anche per far vedere chi sei personalmente o cosa fai fallo con grande cura soprattutto per quanto riguarda l’editing dei post. Dì la tua, dì quello che senti, ma non quello che pensi sotto il profilo politico, religioso, razziale, filosofico. Non dire mai nulla di negativo su di te (io qualche volta lo faccio, ma poi mi pento) e tieni sempre un atteggiamento positivo.
  9.  Se vuoi sapere che è il genio assoluto di Facebook in italiano clicca qui. Lui stacca tutti di parecchie incollature.
  10. Ti prego, non ci puntare troppo se non per la ricerca contatti, per la promozione professionale-personale della tua figura e per dare un occhio, ogni tanto, alle opinioni del contesto sociale che ti circonda.

Il vero problema di facebook è che non è un tramite tra te e le notizie, ma tra te la pubblicazione. Quindi è un medium classico, quindi puoi farci “soldi” solo attraverso un lavoro minuzioso (che io, per esempio, farò) di promozione intelligente dei tuoi contenuti pubblicati, siano essi quelli che riesci a vendere (quindi editati da altri) o a pubblicare nel tuo blog (perché ce l’hai un blog, vero?). Insomma Facebook non è il più grande mezzo “trova-notizie” del mondo, ma la più grande azienda editoriale (profilata) del mondo.

Concludo con una riflessione. Un collega mi ha detto che nelle colonne di questo sito si leggono cose vecchie e che io sono vecchio. Lo ringrazio perché ha ragione, ma prometto a te che leggi di andare in giro a cercare dove sono i nuovi mondi giornalistici e di riportare qui i risultati. Intanto dico una cosa: qui parlo della mia professione e di come si fa. Penso che gli strumenti per farla possano essere nuovi o vecchi, ma debba essere nuovo il modo in cui si usano per arrivare ai prodotti giornalistici da vendere. Se ti va di discuterne e di leggerne, dimmi la tua qui sotto e continua il viaggio con me. Sono un vecchietto che si rinnova, non uno che pretende di dire sempre la verità.