IL TUO ZAINETTO COSA CONTIENE? Ecco, è proprio questa la prima domanda buona per chi voglia campare di giornalismo multimediale. Sono da un decennio uno studioso del mobile journalism e l’ho studiato per capire come evolveva la figura professionale che mi appartiene, ma soprattutto come potevo campare lavorando prima da solo e poi per realizzare un progetto come quello di alaNEWS. Io dentro la mia borsa zaino ho queste cose:

Una telecamera
Uno smartphone
Un radiocrofono
Un monopiede
Una connessione 4g+
Un taccuino
Due penne
Gli alimentatori
Il tablet (ipad mini)
Una macchina fotografica compatta
Un pc ( minimo i5 con 8 di ram e disco a stato solido) con programma di montaggio

CHECK TUTTI I GIORNI, PLEASE. Faccio il check dell’attrezzatura la mattina e metto tutto in carica la sera. Con questi attrezzi potrei fare di tutto, da un tweet, a uno storymap, a un servizio speakerato e montato, fino a una diretta streaming. Quindi nello zaino devi avere cose che ti permettano di fare qualunque cosa fino a un livello di immagine alto 1080 p. Tanto per non dire mai di no a chi di chiede se puoi fare qualcosa. Una cosa, magari stupida apparentemente, ma a mio avviso fondamentale, mi permetto di consigliartela in modo diretto.

NON VERGOGNARTI MAI. Mobile journalist, però, lo sei se rompi gli schemi. Se non ti vergogni di avercela piccola (la telecamera), ma in grado di fare le stesse immagini di una grande. Da oltre 10 anni il #mojo è una tendenza che sul mercato americano sta rompendo gli schemi e anche le modalità produttive del content giornalistico. E’ per questo che ho messo un pezzo sui cronisti di Sky che stanno per cambiare modalità con cui vanno live. Annoto solo che la Cbs lo fa da quasi 10 anni e che, di conseguenza, sembra evidente come il mercato italiano sia indietro nel comprendere questi linguaggi e queste potenzialità. Se vuoi capirci qualcosa clicca qui poi torna che ti racconto anche altro. Il testo di riferimento, un po’ vecchio, è questo qui ed è un testo del più grande rivoluzionario americano dell’argomento: Ivo Burum. Il suo sito è una roba da mangiare, non da leggere. Ecco perché nella valigetta dell’attore (o meglio del mojournalist) ci deve essere soprattutto una cosa, vale a dire la voglia di spaccare qualsiasi schema produttivo e di racconto della notizia: quella ce l’hai?