MILANO. Arriva dalla notte brasiliana l’epopea di due mamme vincenti, Diana Bacosi e Chiara Cainero, le quali hanno vinto rispettivamente l’oro e l’argento nella disciplina dello Skeet alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Mi scappa una riflessione che voglio girarti, anche se questo blog è diventato e diventerà sempre più di servizio. Il circo mediatico regala, per loro, un nuovo giro di ruota dell’epopea delle madri che realizzano i sogni nonostante tutte le difficoltà. “Le mamme hanno qualcosa in più, gli uomini non capiscono”, dicono in coro le due splendide atlete. Ecco, metti in parte la straordinaria storia sportiva delle due ragazze e pensa un attimo a questo vomitare dell’epica mammesca. A mio avviso questo paese è perso fino a quando non va oltre. Non mi metterò certo qui a rivendicare l’esistenza dei papà che abbandonano con dolore i figli tanto quanto le mamme, quando devono partire per lavoro. Bisogna andare oltre. Quando il racconto di un successo, il racconto dell’unicità della vita, il racconto della genitorialità non avrà più categorie, non sarà più diviso per genere, avremo un paese migliore, un paese che penserà con equità alle necessità dei figli indipendentemente da chi vede di loro, mettendo tutti, padri e madri, nelle condizioni per averli, questi pargoli, ma anche di sostenerli nel percorso della vita. Per ora siamo ancora al le mamme sono brave, i papà non ci sono. Una tristezza infinita. Senza nulla togliere alle sensazioni e alle emozioni di chi, genitore come Diana e Chiara, realizza i suoi sogni anche contro un paese per il quale i bambini sono un problema, non la ricchezza del futuro.