Vacanza: quante volte ti sei dato del pirla.

Quante volte ti sei ritrovato a guardare l’orizzonte al mare col pupo. Quante volte hai pensato di essere un po’ pirla. E’ inutile che ti nascondi, lo sappiamo tutti, qui, che ci sono stati dei momenti in cui ti sei sentito smarrito, perché ti eri dimenticato una cosa importante, perché il bimbo o la bimba ti hanno fatto capire con una frase che stavi sbagliando, perché non hai fatto attenzione a un particolare. Ecco 10 cazzate che sicuramente hai combinato.

  1. Il giorno in cui sei partito hai fatto liste e controliste, schemi schemini e schemetti. Hai viaggiato fino alla località di villeggiatura e poi sei arrivato, già stravolto. Tempo di mettere il sedere da qualche parte per tirare il fiato e via, la prima cacchiata. Con faccia atterrita ti sei ricordato, alle 22, di aver dimenticato i pannolini per la notte. Rimedio da boy scout: pietirne una confezione da una mamma superequipaggiata e superfriendly.
  2. Sicuramente sei sepolto da un mare di preoccupazioni, ma poi ti sei accorto, al ritorno, che erano tutte lì e in quei giorni non potevano certamente cambiare. Allora, tonto che non sei altro, hai portato il cellulare in spiaggia, accorgendoti che qualcosa non andava quando il pupo stava per rimanere strozzato da una corda dell’altalena. Rimedio: spacca il cellulare contro il muro.
  3. Benedetti bisogni. Niente da fare, le due cose fondamentali per il fisico del bimbo te le sei dimenticate. Se la prima è il pannolino, la seconda sono i clisterini per fare la pupù. La seconda volta che sei andato a pietire aiuto dalla mamma superaccessoriata lei ti ha guardato con riprovazione. Rimedio: mettili per primi in valigia. Poi tutto il resto.
  4. Avevi bisogno dell’orologio. Per guardare i cicli giusti di tuo figlio/a, dovevi portarti anche l’orologio, dimenticato anche quello. La prossima volta passa dallo zio ferroviere e fatti dare una cipolla della Perseo. Ti serve quella. Se non altro per schivare la possibile litigata per gli orari tedeschi dell’oste della tua pensione Genzianella, per i quali qualcuno ti ha promesso la crocifissione in sala da pranzo tra i novantenni ghignanti
  5.  Non hai badato alle cose da fare ritrovandoti il pupetto/a annoiato la sera. Ricordati di fare una ricerca prima di partire, senza fare programmi tipo gita a orologeria. Il bello della vacanza è anche l’improvvisazione.
  6. La maledetta bottiglia dell’acqua. Ecco il segreto per il paradiso. Il bambino deve bere e tu la devi smettere di spendere un euro e mezzo per la bottiglietta che regolarmente lasci in camera. Rimedio: una borraccia da mettere nel suo zainetto.
  7. Non ti scordare mai il libro delle favole o delle storie della sera. E’ la manna dal cielo per riposarsi e far riposare presto il pupotto o la pupotta scancati dalla giornata al mare. Consiglio: leggi a voce bassa, concilia il sonno. Rimedio: qualche app per favole, ce ne sono mezzo milione. Oppure un audio libro come questo.
  8.  I grassi, stai attento. Gli hai dato da mangiare troppo cioccolato e troppe merendine. Invece dovrebbe mangiare frutta e pesce, magari cominciando a cena proprio dalla prima che si solito è l’ultima.
  9. Se ha sui 4-5 anni sta cominciando a scoprire le relazioni. E la cazzata la fai tu non lasciandolo libero di andare. Osserva l’ambiente, ma se sei al chiuso o in una struttura adeguatamente recintata, mollalo libero. Deve saper andare e tornare dal mondo, le tue ansie seppelliscile sotto la sabbia.
  10. Non ti dimenticare di spiegargli il ritorno. Ogni viaggio deve portare grande attenzione al momento nel quale si spiega che la vacanza è finita. E se ti dimentichi di prendere il numero dei papà dei suoi nuovi amici sei da ardere al fuoco. E’ quello ciò che resta di più dell’estate.