Colazione, il primo cambiamento

Inizia una nuova stagione di sharingdaddy e si sta avvicinando l’inizio della scuola. Con il bimbo hai passato, probabilmente, la tua porzione di vacanze tra mille peripezie e tanta stanchezza. Il ritorno a casa, spesso, fa rima con la ripresa di determinate abitudini, ma tu e il tuo pupo/a siete ancora apprendisti stregoni di questa vita a due (o a tre se hai più figlioli). E’ difficile, lo so, mettere il punto su nuovi metodi e nuovi modi di vivere, visto che per creare nuove abitudini nei bambini ci vuole una perseveranza che duri almeno un mese. Da dove cominciare? Dalla colazione, naturalmente.

L’inizio solito

Ti vedo. Ti alzi prima di lui, occhi cisposi, male al collo, voglia zero. La prima cosa che tocchi è il cellulare per vedere se qualcuno ti caga. No, nessuno. Spippoli siti e siterelli, profili e app, mentre ti tiri su e fai il caffé per cercare di cominciare a ragionare, ma… c’è il pupo. Lui si alza e tu già sei in ritardo, perché vuole chiede, mangia, non mangia. Oddio, che fare? E parte tutta una rincorsa che sbatte su mille ostacoli e di solito va a spiaccicarsi contro un “Non voglio il latte” che ti fa incazzare. “No, lo mangi”, “No, non lo mangio”, “Si, lo mangi”: a quel punto le tue gonadi sono già da revisionare e non hai ancora bevuto il caffé.

Devi proprio cambiare tutto

Ecco, in questo post non troverai cosa dare da mangiare al pupetto per non farlo crescere obeso. Non sono un dietologo, non farò il dietologo. Però ritorniamo al letto: svegliati ed evita il cellulare come la peste. La prima cosa che fai è andare in bagno a lavarti la faccia e a bere, la seconda e mettere la musica e aprire la stanza del bimbo. Poi metti su il caffé, prepari la tavola, metti due tovagliette e quattro soluzioni di colazione per lui, ma anche per te. Lui si sveglia e tu lo porti in bagno e poi davanti all’orologio facendogli vedere dove sono le lancette e dove devono arrivare alla fine della colazione. Quando quei trenta-quaranta minuti saranno finiti, sarà finita la pacchia. Perché pacchia? Perché la colazione è una festa. Se gli alimenti che hai messo sulla tavola sono sani, lascialo scegliere, ma ricordati quello che sceglie perché l’indomani al posto di quello che ha mangiato metti altro. La mia scelta di oggi con Davide? Yoghurt alla frutta, latte e Ovomaltina, Pompelmi rosa con lo zucchero, pane burro e marmellata. La musica sia alta e i cellulari spenti o perlomeno lontani.

Impara a dire ciao al giorno

Questo modo per dire “Ciao al giorno” rappresenta la mia scelta, per trasformare la colazione nel segreto vincente di una buona giornata per te e tuo figlio. Dentro quella mezz’ora ci siano sorrisi e balli, musiche e canzoni. Se qualcosa non va, evita di sgridarlo e parlagli dopo. Per chiarirsi c’è tempo, per dire “Ciao al Giorno” il momento è quello. Ribadisco che questo non è un post di consigli nutrizionali, ma un post per raccontare una soluzione, fra tante, per iniziare bene a stare insieme. La tua giornata di casini si sposterà di 40 minuti, ma non cambia nulla. Cambia molto come inizi la giornata con il tuo bambino. Naturalmente dopo la colazione va messo tutto a posto e bisogna farlo insieme, così come si è preparata insieme la tavola prima di mettersi a sedere. Ecco, quindi, la lista dei dieci accorgimenti per iniziare bene il giorno con tuo figlio.

  1. Stai lontano dai cellulari al risveglio, vai in bagno a lavarti la faccia, metti su il caffé, attacca della musica che abbia ritmo.
  2. Apri la porta della sua camera e quando si sveglia, dopo il bagno, prepara con lui la tavola
  3. Metti quattro soluzioni sane sul tavolo e lascialo scegliere. Togli il giorno dopo quella che ha mangiato il giorno prima.
  4. Fagli vedere che dovrete stare 30-40 minuti insieme e dopo, se non ha mangiato, non potrà più farlo. Vedrai che si spiccia e non fa storie. Se non beve il latte daglielo lo stesso in una tazza piccola.
  5. Alla fine della colazione rimettete tutto a posto insieme.
  6. Usa la frutta.
  7. Fallo con continuità per almeno un mese di tempo. Se vedi i tuoi figli per poco tempo, conta 30 giorni anche spezzettati.
  8. Balla con lui/lei.
  9. EVITA I CELLULARI E I TABLET. Lo ripeto perché so che hai fatto finta di non sentire.
  10. Ridi con lui.