Papà single, ti do un consiglio spassionato.

Se lo sei un papà single, ma anche se sei una mamma single, vai a vedere “Mamma o Papà” prossimo film di Paola Cortellesi e Antonio Albanese, a regia di Riccardo Milani, in uscita il 14 febbraio. Consiglio spassionato. Il motivo? Semplice, dopo molte risate ti prenderà una sensazione di disagio, di fastidio. Se stai facendo la guerra alla tua ex anima gemella, forse capirai che è il caso di smettere. Perché il conto lo pagano i figli. Sarà, infatti, come vedersi allo specchio nella guerra degli ex innamorati che va in scena a ogni divorzio, con le bassezze che fanno quasi tutti quando si tratta di tenersi i bambini e usarli come moneta di scambio per avere soldi, rivincita o per cercare di rimarginare le proprie ferite facendole pagare a chi ci sta di fronte.

La vicenda

La storia è quella di Valeria e Nicola, coppia bene della provincia italiana. Tutto ok, tranne il fatto che si vogliono separare: in quel momento Milani inserisce due variabili al contrario nella storia. Se due separati qualunque solitamente non hanno lavoro, beh, qui il discorso comincia a incriccarsi quando a entrambi, contemporaneamente, viene prospettata non un’occasione, ma l’Occasione. Lei da buona mamma si fa da parte, fino a quando non scopre che lui si spupazza un’altra. E allora? E allora vuole partire anche lei e fargliela pagare. Lui non si tira indietro e inizia la Guerra dei Roses in salsa italiana. La seconda variabile è che non vogliono tenersi i figli: li vogliono sbolognare all’altro per partire.

Le gag saranno un’escalation che rivela i due veri volti dei futuri papà single e mamma single: orribili. Le nefandezze perpetrate allo sgangherato gruppetto dei figli sono da carcerazione e da risate continue, fino a un bel finale (forse troppo veloce). Il messaggio che vuole dare Milani esce chiaro e forte: vuol far capire a chi si siede a vedere il film e si sta separando, magari accapigliandosi con la ex o l’ex, che il conto lo pagano i figli. Sempre. In qualsiasi caso. Allora se ci vai ti anticipo che, a un certo punto, sentirai il leggero fastidio di riconoscerti nelle bassezze e nelle strategie dei due, strategie che adotti per far prevalere l’io rispetto al “loro”. In vicende come queste, ricordalo, non vince nessuno: perdono tutti.

Il finale un po’ veloce

Il film è bello e fa ridere, ma fa soprattutto pensare quelli come te e me. Per questo, forse, lascia un po’ così il finale, un finale veloce che arriva dopo un film sostanzioso. La Cortellesi è e resta splendida e aggiunge al suo personaggio quel tocco provinciale che mette a nudo vizi privati e pubbliche virtù dell’Italiuccia delle placide città lontane dal centro della vita di questo paese. Albanese, invece, pare più ovattato e meno dirompente del solito, ma tiene la verve della collega.

Le maschere che si susseguono nel film sono uno spaccato sociale, una fotografia impietosa. Valeria e Nicola sono noi, sono come noi, bassi come noi, cattivi come noi. I due amici della coppia, interpretati dagli attori Stefania Rocca e Roberto De Francesco, sono poi una perla nel panorama del film: insieme, sposati, ma finti e doppi. Benpensanti quando sono davanti ai due, istigatori e cattivi quando si tratta di istigare i rispettivi amici dello stesso sesso a dare addosso all’altra parte della coppia che si sta disfacendo.

Il film sarà in sala dal 14 febbraio, data bastarda per piazzarlo, lasciamelo dire: tuttavia ti dò un consiglio. Vai a vederlo, ti troverai davanti allo specchio e quello che vedrai ti farà ridere e non ti piacerà. Il motivo? Se ti stai separando e ci sono di mezzo i figli, quello o quella che sta facendo le peggio bassezze per ottenere quello che vuole dalla separazione, beh, mi dispiace, ma sei tu.