Time management del papà single.

Se sei un papà single e passi un po’ di tempo con i figli, c’è una situazione che viene rifuggita come fosse una malattia nel time management del tuo tempo con i pupi. E’ la noia.  D’altronde quel groppo dentro che ti fa pensare al dover fare qualcosa per rendere speciale il poco tempo che hai a disposizione con i pupi è difficile da sbrogliare. Quindi fai, progetti, esci, cerchi parchi divertimenti ed eventi speciali come se non ci fosse un domani.

E riempi, riempi, riempi il tempo che un week end diventa spesso un tour forzato tra una visita da nonna e un party con amici, tra un tour a Mirabiliandia e un cinema. Si, ok, però questi bambini vanno anche lasciati in pace e queste loro agende da amministratori locali andrebbero anche svuotate di tutti quegli impegni che li trasformano, alla fine delle giornate, in pupotti sovraeccitati o in zombie devastati dalal stanchezza.

Troppe informazioni, troppi stimoli

La nostra vita da genitori travolti ci obbliga a riempire i tempi dei figli per colmare le nostre assenze. Li obblighiamo al time management poco dopo averli visti camminare per la prima volta… Però non credo di dirti una panzana se c’è quel tot in più che fa rima con la paura del confrontarsi col tempo vuoto. Loro, i pupi, hanno d’altronde un overload di informazioni che li bersaglia durante tutte le ore di veglia. Si tratta di un mare che non fa comprendere loro quale sia il valore dell’attesa, della pazienza, dei tempi vuoti, del relax, dell’ozio che sarà pure il padre dei vizi, ma #ammemipiaceassai.

E’ un tempo che serve anche a loro per comprendere il valore di quello che vivono, di quello che hanno. Senza doverlo arricchire per forza. Ti consiglio una cosa: annoiati con tuo figlio, giocaci sopra, ricama la bellezza del tempo vuoto, affinché quello pieno non venga vissuto con troppa normalità. Cacciare impegni, eventi, presenze, cose, feste e annessi dentro le ore vissute con questi bambini, ti obbliga poi a fare sempre di più, perché l’eccezionale, per loro, diventerà normale.

Gioca sul tempo dell’attesa

Io e Davide, con l’aiuto di Zia Anna, abbiamo fatto il gioco della noia contando assieme i secondi in cui uno di noi tre riusciva a stare zitto, fermo e a occhi chiusi. La prima reazione? Ridere. La seconda? Mio figlio ci ha riprovato prendendoci subito gusto. Ora che tutto corre veloce insegna a tuo figlio l’arte del fermarsi, del vivere il tempo vuoto come una parentesi dovuta tra un fatto e un altro, tra un’esperienza e un’altra, tra un cibo per la mente e un altro. Giocaci sopra.

D’altronde sei un papi separato e nella maggioranza dei casi stai nei guai. Nelle pieghe di questi guai ci sono anche molti istanti di attesa che vale la pena di vivere non pensando a quello che vorresti essere, ma a quello che sei. La noia, quindi, sarà buona anche per te. Per farti rendere conto, fino in fondo, di quello di buono che hai e che sei. Per poterlo rigiocare sul tavolo di una nuova vita. Ecco per il time management ci sarà tempo: per vivere la fanciullezza no. Bisogna farglielo fare subito: è l’unico vero impegno da mettere nell’agenda.