Sharingdaddy lancia la sfida.

Sei un produttore di bici? Io, Sharingdaddy, Ti lancio una sfida. Tu mi dai un velocipede, io racconto com’è la vita pedalando sul tuo velocipede. Se ci pensi risolviamo un problema in due: tu trovi un testimonial vero, io trovo un mezzo per sfangarmela. Tutto è partito da questo post nel quale io scrivevo una lettera di ringraziamento (si, hai letto bene, di ringraziamento) a un ladro che mi ha zanzato la due ruote nel cortile. Invece di abbattermi, gli ho reso il giusto onore per avermi fatto cominciare questa sfida di vivere la vita pedalando da zero, cioè senza nemmanco la bicicletta.  Invece di imprecare per 21 minuti (sinceramente ho smesso dopo 20), mi sono messo in testa di lanciare un appello: posso raccontare la vita di un papi single su due ruote se mi offri un mezzo per pedalare.

Il progetto del papibiker.

Avevo cominciato due giorni prima che mi fregassero la bicicletta. Ecco come ho riassunto l’idea in un video. L’obiettivo è raccontare le esperienze, le storie, gli incontri, i consigli, le strade e i luoghi che entrano dentro la vita di un papà separato che, con la mamma, in pieno accordo, accudisce un bellissimo bambino di nome Davide. In modo sporco, con una sport camera in mano, con l’audio ambiente. Già, la vita di chi va in bici è così, bassa, lenta, imprecisa, popolare. Vera, insomma. Il problemino, tuttavia, è stato che giovedì scorso il topo di cortile è venuto e mi ha zanzato la citybike. Quindi sono sceso dal mezzo prima di cominciare a pedalare. Insieme, invece, potremmo raggiungere molte persone e raccontare un modo autentico di vivere la bici in una città come Milano che sta diventando, lentamente, amica della bicicletta. Bando alle ciance però, adesso ti racconto dieci motivi per cui non è bello, ma bellissimo dare una bici a Sharingdaddy.