Papà in bici ha un nuovo velocipede.

E’ arrivata la Polda2, primo risultato dell’appello social #UnabiciperSharingdaddy che ho diffuso nelle scorse settimane e che continuerò a diffondere. E’ una bici tosta, solida, usata, sana, brutta, social e riciclona. Servirà per la vita di tutti i giorni, per i primi racconti, per i primi incontri.

Per le storie di quartiere e le meraviglie sottocasa, per le avventure di un secondo o gli innamoramenti eterni che mi capita di avere quando incrocio degli occhi belli, una donna meravigliosa, un particolare mai visto prima, la bellezza là dove pensi che non ci sia. Naturalmente le storie di #papainbici (questo il nuovo hashtag dopo #sharingdaddy) saranno storie minime, ma avranno il comune denominatore di avere dentro consigli, suggerimenti, incontri, stupori, bagliori e panorami della mia Milano e delle strade che percorro.

La valigia è quasi pronta.

Ho lasciato tutto quello che dovevo lasciare fuori dalla valigia. Nella valigia stessa metterò alcune cose che voglio riassumere in un manifesto che si accordi e sviluppi i concetti del manifesto che molto mi ha ispirato, quello dell’amica Gloria Vanni che puoi leggere qui. La valigia, quindi è quasi pronta e la sto curando con grande attenzione. Un altro elemento importante è il fisico e anche qui ci sto lavorando.

Ho iniziato a far caso all’alimentazione, come ti ho raccontato in questo post qui, ma anche all’equilibrio psicologico mio e del bimbo, parlando come si deve assieme a lui del cambiamento. Ho iniziato a selezionare le prime letture, come quella che sto facendo dopo l’incontro con Mila Brollo, scrittrice friulana che ha fatto 2 mila chilometri in biciletta per ridare un senso alla propria vita, giunta a metà del percorso non senza qualche acciacco.

 

Il suo blog è www.biciterapia.it e regala splendidi pensieri e gustose riflessioni, lente nello spostamento e veloci nella connessione, nel guardarsi da fuori, nel registrarsi, capirsi e ripartire. Ecco, un po’ quello che farò anche io, sempre partendo dalla condizione di papà in bicicletta. A proposito, apro una parentesi. Davide ha detto che non vuole il seggiolino sulla mia bicicletta perché vuole venire presto in bici con me, ma con la sua bici. Un gigante. Per cui siamo quasi pronti io e lui, io con le prime normali avventure da raccontare, i primi consigli e i primi incontri, lui con un paio di rotelline da togliere e un paio di cadute ancora da fare (con più che probabili infarti del miocardio al padre ansioso).

I primi personaggi.

Papà in bici

L’unica cosa nuova: il segnalatore posteriore da 3,5 euro

Le storie di un papà in bici saranno storie di incontri e di personaggi un po’ particolari e il primo non poteva non essere il biciclettaro. Eccolo qui. Ha 21 anni, ha fatto un figlio (o una figlia) di recente, è completamente pazzo perché lavora a orari random, ma è bravo e contenuto nei prezzi.

Ha messo mano alla Polda2 mettendo su cose usate, registrando, riparando, toccando, accarezzando, senza prendere una cosa nuova che fosse una tranne il segnalatore posteriore per totali 3,5 euro di spesa.

Il resto tutto riciclato e ricicciato. Lui si chiama Ayub Tayeb, è più milanese di me e, a mio avviso, ha il culo di essere l’unico “biciclettaro” della Bovisa o giù di li. E’ bravo.

 

 

Esplorazioni al via, partendo da sotto casa.

Sarà bello fare esplorazione urbana partendo dalla Bovisa, da un quartiere che se vai dal parrucchiere e parli italiano sei l’unico. Sarà bello trasformare tutti gli incontri in racconti. Anche qui apro una parentesi perché c’è Stefano, il ferramenta sottocasa, che secondo me da giovane ciulava biciclette (scherzo dai, ndb) e mi ha già promesso un’intervista sui modi per portar via una bici che è anche un’intervista sui modi per non farsela zanzare (visto che ho una certa esperienza in merito.

La bici social e l’appello social.

Per ora, per quanto riguarda l’appello social #UnabiciperSharingdaddy devo registrare che si sono mossi più i semplici lettori del blog che i produttori di bicicletta. La Polda2 è arrivata grazie a Massimo, un amico friulano, ma ho ricevuto decine di messaggi di persone che volevano inviarmi una bici, ma erano un po’ lontane. Ebbene ben più potenti sono stati i semplici lettori degli addetti al marketing e alle pagine sociali dei produttori di biciclette, verso i quali, tuttavia, rilancio l’appello.

Perché #papainbici, infatti, proverà tante biciclette, si informerà delle novità, degli accessori, dei trucchi e delle news appartenenti a un certo tipo di bicicletta da viaggio, ma anche da città, con l’obiettivo di migliorare la propria condizione di viaggiatore a due ruote, ma anche di avere presto una Polda1 con la quale raccontare, con video più strutturati di quelli iniziali, avventure ad ampio raggio, viaggi, gite, esplorazioni ampie nella nuova vita da ecobabbo.

La bici, quindi, è arrivata grazie alla potenza dei social come creatori di connessioni tra uomini. Io ci riprovo e insisto: cari produttori di bici, rieccovi l’appello, contattatemi numerosi e io monterò volentieri in sella ai vostri velocipedi per raccontarli con l’obiettivo di farli conoscere a tutti coloro che come me vivono in bicicletta. Per forza, per amore o per caso.