Bici rubata? Caro ladro, adesso ce la vediamo noi due.

Primi movimenti da papà in bici per Sharingdaddy dopo la bici rubata e l’arrivo della Polda2 che ti ho raccontato in questo post qui. Nella mia nuova vita da padre velocipedizzato, naturalmente, una delle cose più simpatiche e delle sfide più avventurose sarà cercare di fottere il più possibile il prossimo ladro di bicicletta che dovesse incontrare la mia due ruote. Tutti i ciclisti italiani, infatti, hanno avuto la sgradevole esperienza di una bici rubata e si sono poi scapicollati a cercare rimedi. Anche io ho fatto il mio e sono andato dal superesperto Stefano, il ferramenta di Viale Bodio in Bovisa.

“E’ comunque una battaglia persa, ma…”

Il prode Stefano, uno che con le mani fa miracoli e che risolve i problemi di ogni genere, ha subito ammesso che se il ladro vuole e a tempo “e la tua bici vale la pena” in un modo o nell’altro vince lui. “Piuttosto si porta via il palo, ma ti frega”. Quindi chi vi racconta che c’è l’antifurto infallibile o il dissuasore perfetto sbaglia. Certo, magari farò un giretto per darti qualche dritta su diavolerie tecniche come il geolocalizzatore o l’antifurto (“Basta versarci acqua sopra e si spegne”, sentenzia Stefano), ma quello che mi pare di capire dalla chiacchierata fatta con il mitico ferramenta di viale Bodio è che l’unico rimedio è costringerlo a lavorare troppo. Ecco la chiacchierata.

 

 

 

L’idea di Stefano, sinceramente anche la mia, è semplice: metterlo in condizione di dover lavorare troppo. Deve avere strumenti ingombranti da portare e un tot di tempo abbastanza alto per effettuare il furto. Alla fine deve mollare il colpo perché gli ci vuole troppo. Troppo in termini di fatica, rumore e tempo, per portarti via la due ruote. Mi sto preparando alla prima escursione fuori porta, quindi, al primo giro alla Sharingdaddy. Questi grandi “viaggi” iniziano dalla cura dei particolari e questo particolare, proteggere la bici, è uno dei più importanti.