Socialing: un modo per capire il lettore.

Il professore della Libera Università di Castellanza, la Liuc, Andrea Farinet, è stato uno dei protagonisti degli Stati Generali dell’Informazione in Lombardia, andati in scena il 22 aprile 2017 al Palazzo delle Stelline di Milano. Ecco il suo intervento sul socialing e sulla comprensione del mondo dei lettori, operazione determinante da fare se si desidera che il futuro continui a prevedere il giornalismo… anche se in forme del tutto nuove.

Ecco la definizione di Socialing tratta dal sito dell’istituzione di cui Farinet è presidente, dopo una eccellente carriera accademica nelle materie dell’Economia e del marketing. “Socialing è un neologismo composito che nasce dalla fusione di “social” e “marketing” e rappresenta la volontà di avvicinarsi al mondo della cultura economico-aziendale, di quella economico-digitale e del cosiddetto non-profit. Ormai la parola Marketing è quasi prevalentemente svuotata di ogni significato etico e culturale. I Social Network sono la nuova frontiera comunsicativa per entrare nella digital transformation 3.0″.

Mezz’ora per capire meglio.

Ci vuole più o meno mezz’ora per sentire tutto l’intervento di questo innovatore del marketing, ma vale la pena farlo. Perché parla del mondo dei lettori e fa capire molto bene che il giornalista in generale (e il Mojo in particolare) deve occuparsi di questi temi. Anche e soprattutto perché deve vendere e il suo cliente, contrariamente a quanto si pensa, è molto più il lettore che l’editore che  compra i suoi pezzi. Come entrare, quindi, seriamente in contatto con il lettore? Con il socialing più che con il marketing. Te lo assicuro.

Un accademico, il professor Farinet, che ha una visione molto interessante e che può impattare sul lavoro del mobile journalist. Il Sociali g può aprire una frontiera del rapporto tra produttore di contenuti e fruitore, un rapporto che deve essere fondato su basi valoriali più che numeriche o statistiche.