Fatturazione 4 settimane: fosse solo quella la vergogna…

Come sai ho iniziato un percorso da papà single attivo. In questo percorso c’è anche la necessità di acquistare responsabilmente e il desiderio di denunciare le ingiustizie delle aziende in base alle quali le stesse guadagnano alle spalle del consumatore. Da qualche giorno sono a contatto con la questione della fatturazione a 4 settimane (tariffe ogni 28 giorni) e ne sto scoprendo delle belle. Come questa: l’Agcom le aveva deliberate come illegittime almeno per i servizi di telefonia fissa in marzo con il suo documento 121/17, dando 90 giorni per l’adeguamento. Risultato? Leggi questo interessante articolo del Sole 24 Ore per comprendere bene che le telco se ne sono strafregate dell’ordinanza Agcom.

Sempre noi tapini quelli fregati.

A marzo, quindi, l’Agcom aveva detto che, almeno per la telefonia e i servizi “fissi”, quelli di casa, per dirla chiara, dare le tariffe ogni 28 giorni era illegittimo. Tutte le major della telefonia, anche per il tramite dell’Associazione di categoria, la Assotelecomunicazioni, hanno fatto ricorso perché l’Autorità, a loro dire, non ha il potere di agire sul rapporto azienda cliente e sui termini di fatturazione. Benissimo. Il risultato? A parte il caso Sky, ben raccontato dal mitico Stefano Olivari in questo articolo, tutte le principali potenze di servizio telefonico e di internet sguazzano amabilmente in questo caos “fottendo” sempre i soliti tapini: noi! Il motivo? Pare che l’Agcom si sia mossa con un ulteriore warning, ma i ricorsi al Tar delle telefoniche hanno sospeso tutto nell’aria.

Quello che le telefoniche non dicono… vale parecchio: il caso Vodafone.

In questo marasma ho vissuto in prima persona cose come quella raccontata con Vodafone in questo pezzo (basta non menzionare bene una cosa e si fan gran guadagni) oppure quando ho chiesto il modo di acquistare un iPad Pro e mi è stata mandata dall’operatrice questa scheda che vedete nella foto e che certamente NON era quella di un iPad Pro. Volete vedere il confronto ? Eccovi serviti… Mi avrebbero dato, sereni e contenti, un iPad di quinta generazione spacciandomelo per un pro, facendomelo pagare, conti alla mano 1460 euro. Ecco il confronto tra la loro scheda e le specifiche del sito ufficiale di Apple.

fatturazione 4 settimane

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti dico un paio di cosette da notare nella foto. Ecco il processore di questo iPad titolato come Pro dalla stessa Vodafone (bada che la scheda mi è stata inviata dalla una proponente del numero clienti business) è definito come l’A9X di terza generazione. C’è un piccolo problemino. Eccolo:

fatturazione 4 settimane

 

 

 

 

 

 

 

 

Sarà Apple che si sbaglia…

Nel sito della Apple il Pro viene definito come equipaggiato con l’A10X, ma sicuramente sarà uno sbaglio della Apple, vero? Ah poi un’altra cosetta: i giga di memoria nella scheda Vodafone vengono definiti come 128 giga, ma siccome volevo vedere se la Apple sbaglia ancora, mi sono sincerato di controllare anche i tagli di memoria dell’iPad Pro. Li puoi vedere nella piccola foto qui a fianco, ma sono sicuro anche in questa occasione che la compagnia di Cupertino si sbaglia. Dai, su, non è possibile che Vodafone proponga una scheda in una “contrattazione” che dica così tante bugie. Ah, poi c’è quella del sistema operativo che nella scheda è iOS 9 e per ipad Pro è iOS 10 (almeno così dice il sito della Apple). Tuttavia forse si sbaglia….

Insomma il silenzio e la malainformazione del cliente fanno fare tanti soldi. Per inciso ho telefonato e protestato. Quella scheda mi è stata definita un errore tecnico e la possibilità di avere quello che chiedevo intatta grazie alla registrazione della telefonata. Si sa, però che la registrazione della telefonata… può essere rimontata. Quindi… poi vorrei proprio vedere come finisce una telefonata che inizia con “Scusi Vodafone, lei mi ha inviato un iPad normale, ma io volevo un Pro!”…

E’ tutta una compagnia del buco (nei nostri portafogli).

Questa compagnia di giro che fa buchi nei nostri portafogli basandosi su disservizi mirati ha dalla sua un esercito di commessi che, sulla fatturazione a 4 settimane, per esempio, si ostina a dire che è una fatturazione mensile. Le fatture annuali, come spiegato bene da Olivari e tanti altri, sono 13 e non 12 e i rincari, se uno fa soltanto l’annunciato cambio di tariffazione, sono dell’ 8,6%. Certo, magari comunica il diritto di recesso, ma insomma, sai tra ferie e casini, magari uno il diritto di recesso se lo gioca pure.

Il caso Fastweb.

Comunque all’imprecisa Vodafone (si fa per dire, il termine sarebbe un altro, ma mi esimo altrimenti mi querelano), si aggiunge, nelle mie esperienze personali, la brava Fastweb che mi farà presto pagare la fibra supermega un pacco di soldi ogni 28 giorni per casa mia. Ecco la piccola storia triste: chiedo attivazione del contratto il 28 luglio 2017 e una solerte signorina mi dice testualmente “martedì o mercoledì la chiameranno per l’appuntamento con il tecnico”.

Il  martedì successivo chiama un  operatore da call center di Durazzo (non ho nulla contro i call center  di Durazzo, sia chiaro) che dice di voler solo verificare i dati e che mi chiamerà un tecnico per l’appuntamento entro 20-25 giorni. Beh, chiudo basito. Dopo qualche giorno chiamo e dico che voglio il tecnico subito e che facciano una segnalazione del fatto che alla conclusione del contratto avevano parlato di pochi giorni per l’appuntamento per attivazione.

Quando mi incazzo succede qualcosa.

Mi richiama un’altra signorina dopo che ho fatto una domanda in merito a questo modo approssimativo di agire al twitter di Fastweb. Siamo già al 7 agosto, alché mi altero: dico alla signorina che non ha colpa, ma che segnali a Fastweb che scriverò tutto sul mio blog. Si comprende bene, infatti, che la Fastweb abbia meno tecnici in appalto in agosto, pagati peraltro una miseria, che fanno attivazioni: questo il motivo di tanta attesa…

Intanto il conto lo pago io per una cosa che sarebbe robetta da mezz’ora e da un’ora di lavoro per un tecnico pagato decentemente. Dico alla signorina che segnali anche all’ufficio stampa che scriverò tutto… Beh, guarda caso, ma è un caso… 4 minuti netti dopo mi chiamano i tecnici. I due ragazzi che mi costringono a un precipitoso ritorno a casa perché mi dicono che sono davanti al portone. Scopro che devono attivare la centralina per far passare il segnale. Entrano, fanno il servizio e mi dicono: “Dovrebbe passare un giorno poi la chiama il tecnico per l’attivazione”. A questo momento non ho ricevuto telefonate, ma ti tengo informato dell’esito di questa storia triste. Intanto, però, l’ho scritta: perché non possiamo prenderla in quel posto sempre io e te.

Resta solo una possibilità.

Quale? Alzare la testa e scrivere, protestare, farsi parte attiva del processo di vendita con il fornitore. Richiamarlo ai suoi doveri, leggere le tariffe, chiedere le condizioni contrattuali, gli obblighi (che spesso sono assolutamente illegali). Alzare la testa e non lasciare ad altri il compito di tutelare i propri interessi. Altrimenti la posizione del fottuto, alla fin fine, è quella che ci si addice di più. Decidi tu dove vuoi stare.