Qui nella riserva indiana, fino a prova contraria, i pensieri continuano a fluire liberi. E per la rubrica del lunedì che ormai avete imparato a conoscere e che si chiama "Un calcio nei palloni" l'obiettivo questa volta è puntato su un certo Antonio Cassano. Incredibile il suop gesto al 67° della partita che ieri ha visto la Sampdoria vincere 2-1 contro la Lazio. All'entrata in campo il doriano ha abbracciato forte il compagno che stava uscendo, vale a dire quel Nicola Pozzi che per 50 giorni gli aveva soffiato il posto.
Ma che mito è Leonardo, un uomo gentile, un professionista serio, un vincente nato e un uomo di grande cultura. Il tuo www.francescofacchini.it è salito fino a Milanello è ha incontrato Leonardo in conferenza stampa. Non una conferenza stampa qualunque, ma la conferenza stampa che precede il big match di domani a Roma tra la seconda in classifica e la terza. "A Roma non vedo perché dovremmo cambiare modo di intendere il nostro calcio - ha detto il tecnico del Milan -. A Roma noi ci andiamo per vincere e anche il Manchester United deve stare attento". Buona visione.
Ragazzi, datevi una calmata. Tutti. Il calcio nei palloni di oggi ha destinatari ben chiari. Ho visto l'accanimento mostrato dai tifosi della tribuna dello stadio Friuli verso José Mourinho prima, durante e dopo la partita Udinese-Inter. Certamente il lusitano non si è fatto amare per la simpatia, specialmente in questo periodo. Anzi, diciamo pure che è simpatico come un callo ai piedi.
Immagini dalla giornata di Lega Calcio, giornata caratterizzata da una riunione informale nella quale il tema centrale era il sorteggio integrale computerizzato degli arbitri. Ecco immagini e sensazioni dai locali del palazzo del pallone. Con in testa un Claudio Lotito particolarmente ciarliero, nel giorno successivo l'insediamento a Formello del tecnico goriziano (è di Lucinico) Edi Reja. "Gli ho dato carta bianca" ha detto il nostro patron laziale che ha sfoderato un "in itinere" e un "normando" (nel senso di un ipotetico verbo che sta per dare delle norme) che mi hanno letteralmente fulminato. Impareggiabile Lotitone nostro. Se non ci fosse lo si dovrebbe inventare. Guarda il caso strambo: l'ultima volta che venne attuato il sorteggio integrale vinse lo scudetto il Verona....
Innnanzitutto mi scuso con i commentatori anonimi e non che hanno lasciato pareri più o meno illuminati sull'ultimo contestatissimo calcio nei palloni ai murignisti della prima ora. Mi scuso perché non li ho pubblicati tutti e subito, ma non sono riuscito a farlo soltanto per motivi tecnici. Ora sono tutti online e andranno tutti online se non scriverete parole indegne di pubblicazione.
Ma che grande giornata il lunedì. Non c'è il calcio, ma arrivano le notizie che la domenica erutta in modo copioso sulle pagine dei giornali e sui siti internet. Un calcio nei palloni, questa volta, lo affibio a tutti i murignisti della prima ora, a quelli che banfano che l'uomo di Setubal è il miglior tecnico del mondo. Questa mattina sono stati serviti da due notizie non male. Allora: la migliore delle due è questa. Massimiliano Allegri è diventato la panchina d'oro del 2010 e questa è davvero una splendida cosa.
Ma sì, sfoghiamoci, va. Nel giorno di santificazione del Mourinho nostro e dell'Inter che schianta il Milan perfino finendo in nove, il calcio nei palloni va proprio a Mourinho nostro, figo davvero, in coabitazione con il suo datore di lavoro Massimo Moratti. Anzi, lo divido per tre e lo regalo anche a Collina in quanto capo degli arbitri in grado di mandare a dirigere la partita dell'anno un fischietto impreparato e psicologicamente instabile come Rocchi. Allora, andiamo con ordine:
Capita che un lunedì di quelli fighetti della Milano da bere io me ne vada al Future Champion Gillette e abbia l'occasione di vedere la faccia triste della Samp, il lato B del Doria. E' quello di Nicola Pozzi, calciatore classe 1987 di cui si parla e si è parlato un grand bene, calciatore che arrivava dall'Empoli con grandissime speranze e che si è infranto, per il momento, sugli scogli di Genova.
So' ragazzi. Ben vestiti, facce pulite, occhi svegli. Ragazzi che giocano al calcio, con l'iPhone in mano, con il capello al gel o con l'accessorio che costa più di un mio stipendio. Sono Alberto Paloschi e Nicola Pozzi, due dei calciatori scelti da un noto monopolista della rasatura per disputarsi un premio che si chiama Future Champion. Mattinata milanese, dalle altezze della "Terrazza Martini" locale dalla vista mozzafiato della Milano da Bere.
Ritorno con la mente a ieri e mi viene agli occhi un immagine di un ragazzo con gli occhiali bordati d'azzurro. Si chiama Edoardo. Nella concitazione dell'arrivo di Aurelo De Laurentiis, presidente del Napoli che discetta di filofosia davanti ai microfoni. Il boss della squadra partenopea domina i microfoni da par suo e parla di concetti molto alti. Puoi sentirlo, se ti va, in questo video nel quale parla della società che cambia, dell'Inquisizione e di molte altre importanti cose. Pensare che è soltanto un presidente di una squadra di calcio e il finanziatore dei cinepanettoni di Natale dei fratelli Vanzina. Eppure sdottora in maniera eloquente di giovani, di cambiamento, di futuro, di magnifiche sorti e progressive, Non mi sono reso conto subito che vicino a lui ci fosse il ragazzo con gli occhiali bordati d'azzurro che lo guardava.
Un Blanc furioso, incavolato nero. Un presidente della Juventus che scende dai piani alti della Lega Calcio e spara una bordata epocale, un fulmine in mezzo al mare di ovvietà idiote dette nel corso della giornata.
Il presidente della Juventus, molto probabilmente esasperato dall'ennesima bordata subita dopo i cori razzisti di Juventus-Napoli, la curva chiusa poche ore fa come da sentenza del giudice sportivo, ha messo sul tavolo tutta una serie di temi di cui bisogna discutere se si vuole debellare definitivamente il fenomeno dei razzisti negli stadi. Guardate le immagini dell'intervista,
Ma che tipo questo Adriano Galliani. Ascoltatelo discettare, tra una battuta e l'altra, del calcio, del Milan del mercato e del calo degli spettatori negli stadi italiani. Restano impresse due cose più di altre. Beh: intanto ascoltate poi ne parliamo.
Il calcio italiano, come l'Italia stessa, d'altronde, non riesce mai a stupirmi. Per questo motivo, senza por tempo in mezzo, assesto un calcio nei palloni a tutti quelli che ruotano nel mondo del calcio e che hanno la provincialite acuta che poi si trasforma in Amaurite. Cos'è la provincialite? E' sostanzialmente questo: è il pensare che ogni cretino con il finale del cognome in "inho" giochi meglio a calcio di qualsiasi italiano sulla faccia della terra. La storia dell'inguardabile italica pelota è piena di brocchi passati per dei, piena di "Paulo Roberto Cotechinho, centravanti di sfondamento". Il motivo? E' dentro di noi, fa parte della nostra storia, è il Dna che ci impone, quasi senza speranza, di sentirci in balia di qualcuno, inferiori a qualsiasi pirla.
Senti le parole dell'affranto Marco Amelia che poi ti metto lì una riflessione. Ero ansioso ieri, mentre sostavo nell'ultimo loculo della "midex zone" dello stadio Meazza che ora è divisa in gironi, in sezioni, in una sorta di società di caste che non ammette cross over, che no vuole i passaggi di stato sociale pena le pene dell'inferno. Chi paga la baracca, vale a dire Sky, sta davanti, chi non paga sta in fondo. E zitti. I colleghi della carta stampata, anche quelli di un certo livello, berciano senza essere ascoltati che è una situazione assurda. Lo è senza dubbio alcuno perché chi raggiunge esausto l'ultimo loculo dove sostano i cronistacci dei giornali, ha, infatti, matematicamente perso qualsiasi velleità e qualsiasi voglia di parlare con chicchessia. Anche Belen Rodriguez non farebbe resuscitare la lingua dei calciatori, se ponesse domande a tarda ora, dopo la partita e dopo tutte le interviste precedenti che sono ben dense di domande ovvie e situazioni scontate.