Cinque Cerchi ritorna con una fuoriclasse: Jessica Rossi

Si ricomincia. Cinque Cerchi riparte e prepara sorprese. La prima ha il nome, il sorriso e la classe di Jessica Rossi, giovanissima, ma già formidabile interprete del tiro a volo. Jessica si racconterà come al solito ed è a disposizione di tutti coloro che desiderano fare domande. Naturalmente i modi sono i consueti: la mail redazione@cinquecerchi.tv, il contatto Skype redazionecinquecerchi oppure la chat mentre saremo in diretta. L'appuntamento è per venerdì 10 settembre 2010 alle ore 17, in diretta, come al solito, su www.cinquecerchi.tv. Non perdetevi la prima puntata, vi racconteremo le novità della stagione che va a incominciare.

Fumero:"Il Sudafrica? Ko stupido"

25 Nov in Cariparma Test Match 2009, Duccio Fumero, Rugby, Udine, Notizie

Duccio è un ragazzo di grandi passioni, un appassionato che vive con quel sorriso sereno sul volto, quello di chi ha capito quali sono le sue aspirazioni. Lavora come web editor in una importante casa editrice internazionale, ma è soprattutto il reggitore e l'animatore infaticabile di rugby1823.blogosfere.it che, per quanto attiene allo sport della palla ovale, è un autentico punto di riferimento in Italia. Dalle colonne del suo blog, Duccio Fumero racconta il rugby sul web e lo fa con il compito di istruire, ma anche di interessare il tifoso dello sport in generale che si avvicina a un mondo nuovo e meno conosciuto.Insomma sul suo sito si trovano post molto tecnici, ma anche alcuni molto didascalici per far capire a chi non è nato con la palla ovale tra le mani le regole e la cultura di uno sport così bello. L'ho conosciuto di persona sugli spalti dello stadio "Friuli" e mi sono avvicinato a lui con l'intento di trovare un nuovo amico, ma anche con l'opportunità di scroccargli un illumninato parere sulla partita che avevo appena visto e della quale avevo capito molto poco.

Le sue considerazioni sono parse chiare anche a me, semplici, ma anche decise e hanno fatto capire che, molto probabilmente, la nazionale azzurra ha patito un complesso di inferiorità nei confronti dei paludati avversari e ha perso male. Poi, naturalmente, gli ho chiesto anche altre cose più generali sul momento del rugby perché la grande preoccupazione che ho (e che penso abbia anche tu, caro lettore, se stai leggendo queste righe) è che il rugby sia un innamoramentop passeggero del pubblico italiano, un flirt da poco, prima che il calcio ritorno a fagocitare tutto, anche i cervelli della gente. L'unico modo per evitarlo è creare una cultura sportiva diversa e più aperta al nuovo, a farsi raccontare le storie piccole e grandi di una nuova disciplina che ha cuore, uomini, cultura, etica e valori.

IL PROBLEMA GAZZA. Però va detta una cosa. Il problema è di colore rosa: è la Gazzetta dello Sport. La prendo a esempio di un modo di fare informazione davvero vecchio. Il giorno dopo la grande partita tra Italia e Sudafrica, non c'era un richiamo in prima pagina sull'incontro. Che ne dici? Ti sembra questo il modo di iniziare ad aprire le menti dei tifosi e degli sportivi? Bisognerebbe riempire la redazione della Rosea di mail per protestare, per far capire che lo sport non è soltanto una scoreggia di Del Piero o di Milito. La cosa che non capisco, oltretutto, è che l'evento di Udine, così come quello di Milano, hanno ricevuto il bene dell' organizzazione di Rcs Sport. Ma non è la stessa famiglia della Gazzetta? No, forse mi sono sbagliato.

IL LIBRO DA AMARE. Concludo dicendo che Duccio nella sua intervista parla di un libro che si intitola "L'elogio del rugby". Se vuoi capire di cosa si tratta ti metto a disposizione il link a ibs per avere più informazioni. Se il modo in cui ne parla Duccio ti convince allora avrai subito la possibilità di prenderlo e di cominciare il viaggio che io ho appena iniziato. Quale? Quello che porta alla conoscenza del rugby.

Le ultime inchieste

Qualche minuto per raccontare un'altra passione degli italiani e un malcostume diffuso. Sto parlando di quel sottile oggetto di status sociale che è il cellulare, unico gadget che non conosce miseria per quanto attiene alle disponibilità degli italiani, siano essi ricchi o pezzenti. O c'hai l'Iphone o sei una merda e quindi... Non avrei mai creduto, tuttavia, di assistere alle cose che ho visto in una palestra della ricca e cafonissima Monza. Sto facendo una settimanina di prova in un posticino fico che costa un sacco e mi diverto a fare qualche ora di sauna. Mi indigno ancora, lo dico facendo un inciso, perché fino a quando questo succederà, allora sarò vivo.

Questa proprio non me l'aspettavo. Cioè, non ci pensavo: così la seconda puntata dell'Antitaliano arriva ancora dalle mie vacanze in Croazia, nella splendida cornice di Dubrovnik, uno dei posti più belli del mondo. Tre famiglie italiane, con tre camper, erano posizionate di fianco alla mia tenda, nel camping non lontano dalla spiaggia dove abbiamo passato degli splendidi giorni di riposo e cultura. Tre famiglie di persone che non salutano e che, a ogni pié sospinto, si allargano invadendo lo spazio degli altri, di persone che urlano, ridono, commentano in italiano ogni comportamento di qualsiasi persona che gli si pari vicino, bellamente inconsapevoli del fatto (o forse perfettamente consapevoli) che quasi tutti li capiscono in un posto che è stato Italia fino a poco tempo fa.

Prendo qualche minuto di attesa per raccontarvi un esigenza che ho avuto qui in Croazia, mentre vivo una vacanza meravigliosa. Ho visto davvero troppi modi e troppe immagini da Italia cafona in giro. Ho visto poco rispetto, superbia, ignoranza o, semplicemente, maleducazione. Una signora che in un mini market piccolissimo di un camping di Dubrovnik tira fuori la carta di credito per pagare e poi si indigna perché non c'è il pos per me è solo una cafona. E credo anche per voi. Quindi ho deciso un cosa: faró una piccola rubrica sul blog contro l'Italia maleducata, contro le ingiustizie, contro il mio paese così stronzo di questi periodi.

Voglio fare il punto della situazione su Pisa e, con questo post, scrivere di nuovo alle istituzioni comunali che non mi hanno risposto fino a questo momento. Già alcuni mesi fa avevo notato questo Palazzetto dello Sport nei pressi della stazione di San Rossore in pesante degrado. Lo avevo notato arrivando in stazione con un trenino regionale che avevo preso per andare a trovare i miei cari. Non ero riuscito a capire dove si trovasse e me n'ero andato. Era l'estate passata e avevo ben in mente che qualcosa avrei fatto per chiedere spiegazioni su questo degrado nel quale versava la struttura.