Cinque Cerchi ritorna con una fuoriclasse: Jessica Rossi Si ricomincia. Cinque Cerchi riparte e prepara sorprese. La prima ha il nome, il sorriso e la classe di Jessica Rossi, giovanissima, ma già formidabile interprete del tiro a volo. Jessica si racconterà come al solito ed è a disposizione di tutti coloro che desiderano fare domande. Naturalmente i modi sono i consueti: la mail redazione@cinquecerchi.tv, il contatto Skype redazionecinquecerchi oppure la chat mentre saremo in diretta. L'appuntamento è per venerdì 10 settembre 2010 alle ore 17, in diretta, come al solito, su www.cinquecerchi.tv. Non perdetevi la prima puntata, vi racconteremo le novità della stagione che va a incominciare. |
I giornali muoiono e tutto va bene
I giornali di sport muoiono lentamente e tutto va bene. Nelle redazioni si tagliano i turni di notte, si segano via le notizie, si leva tempo ai giornalisti per scrivere approfondite storie di sport. Nelle redazioni si tagliano anche e soprattutto i correttori di bozze che facevano il mestieraccio di salvare gli strafalcioni dei redattori stessi e niente: tutto va bene, tutto è ok. A te che leggi, probabilmente va bene tutto perché vedo che, a parte qualche isolato caso, non ci sono state grandi risposte al mio post che denunciava questa lenta e inesorabile morte del giornalismo più autentico. Già, ma in un paese che mi tira i "duomi" di ferro in faccia al premier "che odia" cosa mi potevo aspettare? Il sondaggio che c'è qui di fianco è un simbolo: 43 persone lo hanno letto, mentre sto scrivendo, ma 4 lo hanno votato. Troppa fatica dire la propria, alzare il capo dalle proprie occupazioni per dire "ci stanno rubando anche i sogni dopo averci rubato la vita". Già, perché quello che penso del mio lavoro è questo: che sia una fabbrica del sogno. Penso che lo sia stato per me, spero che lo sia per altri. Il giornalismo e le storie di sport sono sogni raccontati. Ora non abbiamo nemmeno quelli se nei giornali saltano le disascalie delle foto o le notizie della notte perché costa troppo farle bene o metterle in pagina lasciando le tipografie inoperose. Ora bisogna chiudere, andare a casa, tralasciare, non scrivere, non offendere, non verificare, intrattenere, andare a parte di internet che tutto vi racconta e tutto sa. Eppure qualche segnale di vita ancora c'è ed è affidato al vecchio vate con la barba, è affidato a quel Gianni Mura per cui il tempo sembra passare in tutte le sue manifestazioni, ma non nella penna.
Ecco il link: http://www.repubblica.it/2009/05/rubriche/la-storia/mura-tom-masi/mura-tom-masi.html. Questo straordinario pezzo di giornalismo, però, forse, magari, beh, magari non l'hai visto, perché eri troppo impegnato a tenere stretto il tuo mondo che crolla. Anche il mio crolla e mi invade una tristezza infinita perché non siamo più contenti e non sappiamo più ridere, ma anche perché non sappiamo più come ribellarci al fatto che le nostre storie di sport, i nostri sogni, non ce li racconta più nessuno. C'è solo la tv che tutto tritura e il web che tutto conosce, ma non c'è sostanza, non c'è cura, non c'è attenzione. Costa. Ora mi scuso con te per lo sfogo e me ne rientro nei ranghi. Prima ti prometto una cosa: cercherò di fare il mio lavoro ancora meglio. Cercherò di stare in piedi fino a quando la marea mi travolge. E cercherò di essere contagioso. Devo farlo. Buona giornata. Anzi no: ultima nota. Sai perché ho messo la foto di San Siro? Semplice. Io, come tanti altri, sono costretto a vedere le partite quasi sempre dalla televisione. Il posto da cui ho fatto la foto (la tribuna stampa dello stadio Meazza) è un posto che ormai frequentop sempre meno. Non voglio imputare alcunché al mio mondo o al mio giornale, ormai è il sistema che fa in questo modo. Tu, però, ti fidi di un giornalista il cui solo occhio è la televisione? Io no. Però è meglio non uscire sai, perché costa tempo e soldi. Certo, se vuoi farlo oltre l'orario di lavoro....


Voglio fare il punto della situazione su Pisa e, con questo post, scrivere di nuovo alle istituzioni comunali che non mi hanno risposto fino a questo momento. Già alcuni mesi fa avevo notato questo Palazzetto dello Sport nei pressi della stazione di San Rossore in pesante degrado. Lo avevo notato arrivando in stazione con un trenino regionale che avevo preso per andare a trovare i miei cari. Non ero riuscito a capire dove si trovasse e me n'ero andato. Era l'estate passata e avevo ben in mente che qualcosa avrei fatto per chiedere spiegazioni su questo degrado nel quale versava la struttura.
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Fortunato te che puoi vederla
Fortunato te che puoi vederla in televisione. Capita, sempre più spesso, che venga richiesta la cronaca della partita prendendo le notizie dalle dirette testuali pubblicate online!!!!!!!