Cinque Cerchi ritorna con una fuoriclasse: Jessica Rossi

Si ricomincia. Cinque Cerchi riparte e prepara sorprese. La prima ha il nome, il sorriso e la classe di Jessica Rossi, giovanissima, ma già formidabile interprete del tiro a volo. Jessica si racconterà come al solito ed è a disposizione di tutti coloro che desiderano fare domande. Naturalmente i modi sono i consueti: la mail redazione@cinquecerchi.tv, il contatto Skype redazionecinquecerchi oppure la chat mentre saremo in diretta. L'appuntamento è per venerdì 10 settembre 2010 alle ore 17, in diretta, come al solito, su www.cinquecerchi.tv. Non perdetevi la prima puntata, vi racconteremo le novità della stagione che va a incominciare.

I giornali muoiono e tutto va bene

16 Dec in Atletica Leggera, Calcio, Ciclismo, Formula 1, Giornali di sport, Hockey ghiaccio, Judo, Nuoto, Pallacanestro, Pallavolo, Pattinaggio sul ghiaccio, Pugilato, Rugby, Scherma, Sci, Sci nordico, Tennis, Notizie

I giornali di sport muoiono lentamente e tutto va bene. Nelle redazioni si tagliano i turni di notte, si segano via le notizie, si leva tempo ai giornalisti per scrivere approfondite storie di sport. Nelle redazioni si tagliano anche e soprattutto i correttori di bozze che facevano il mestieraccio di salvare gli strafalcioni dei redattori stessi e niente: tutto va bene, tutto è ok. A te che leggi, probabilmente va bene tutto perché vedo che, a parte qualche isolato caso, non ci sono state grandi risposte al mio post che denunciava questa lenta e inesorabile morte del giornalismo più autentico. Già, ma in un paese che mi tira i "duomi" di ferro in faccia al premier "che odia" cosa mi potevo aspettare? Il sondaggio che c'è qui di fianco è un simbolo: 43 persone lo hanno letto, mentre sto scrivendo, ma 4 lo hanno votato. Troppa fatica dire la propria, alzare il capo dalle proprie occupazioni per dire "ci stanno rubando anche i sogni dopo averci rubato la vita". Già, perché quello che penso del mio lavoro è questo: che sia una fabbrica del sogno. Penso che lo sia stato per me, spero che lo sia per altri. Il giornalismo e le storie di sport sono sogni raccontati. Ora non abbiamo nemmeno quelli se nei giornali saltano le disascalie delle foto o le notizie della notte perché costa troppo farle bene o metterle in pagina lasciando le tipografie inoperose. Ora bisogna chiudere, andare a casa, tralasciare, non scrivere, non offendere, non verificare, intrattenere, andare a parte di internet che tutto vi racconta e tutto sa. Eppure qualche segnale di vita ancora c'è ed è affidato al vecchio vate con la barba, è affidato a quel Gianni Mura per cui il tempo sembra passare in tutte le sue manifestazioni, ma non nella penna. Ecco il link: http://www.repubblica.it/2009/05/rubriche/la-storia/mura-tom-masi/mura-tom-masi.html. Questo straordinario pezzo di giornalismo, però, forse, magari, beh, magari non l'hai visto, perché eri troppo impegnato a tenere stretto il tuo mondo che crolla. Anche il mio crolla e mi invade una tristezza infinita perché non siamo più contenti e non sappiamo più ridere, ma anche perché non sappiamo più come ribellarci al fatto che le nostre storie di sport, i nostri sogni, non ce li racconta più nessuno. C'è solo la tv che tutto tritura e il web che tutto conosce, ma non c'è sostanza, non c'è cura, non c'è attenzione. Costa. Ora mi scuso con te per lo sfogo e me ne rientro nei ranghi. Prima ti prometto una cosa: cercherò di fare il mio lavoro ancora meglio. Cercherò di stare in piedi fino a quando la marea mi travolge. E cercherò di essere contagioso. Devo farlo. Buona giornata. Anzi no: ultima nota. Sai perché ho messo la foto di San Siro? Semplice. Io, come tanti altri, sono costretto a vedere le partite quasi sempre dalla televisione. Il posto da cui ho fatto la foto (la tribuna stampa dello stadio Meazza) è un posto che ormai frequentop sempre meno. Non voglio imputare alcunché al mio mondo o al mio giornale, ormai è il sistema che fa in questo modo. Tu, però, ti fidi di un giornalista il cui solo occhio è la televisione? Io no. Però è meglio non uscire sai, perché costa tempo e soldi. Certo, se vuoi farlo oltre l'orario di lavoro....

Comments

Fortunato te che puoi vederla

Fortunato te che puoi vederla in televisione. Capita, sempre più spesso, che venga richiesta la cronaca della partita prendendo le notizie dalle dirette testuali pubblicate online!!!!!!!

Le ultime inchieste

Qualche minuto per raccontare un'altra passione degli italiani e un malcostume diffuso. Sto parlando di quel sottile oggetto di status sociale che è il cellulare, unico gadget che non conosce miseria per quanto attiene alle disponibilità degli italiani, siano essi ricchi o pezzenti. O c'hai l'Iphone o sei una merda e quindi... Non avrei mai creduto, tuttavia, di assistere alle cose che ho visto in una palestra della ricca e cafonissima Monza. Sto facendo una settimanina di prova in un posticino fico che costa un sacco e mi diverto a fare qualche ora di sauna. Mi indigno ancora, lo dico facendo un inciso, perché fino a quando questo succederà, allora sarò vivo.

Questa proprio non me l'aspettavo. Cioè, non ci pensavo: così la seconda puntata dell'Antitaliano arriva ancora dalle mie vacanze in Croazia, nella splendida cornice di Dubrovnik, uno dei posti più belli del mondo. Tre famiglie italiane, con tre camper, erano posizionate di fianco alla mia tenda, nel camping non lontano dalla spiaggia dove abbiamo passato degli splendidi giorni di riposo e cultura. Tre famiglie di persone che non salutano e che, a ogni pié sospinto, si allargano invadendo lo spazio degli altri, di persone che urlano, ridono, commentano in italiano ogni comportamento di qualsiasi persona che gli si pari vicino, bellamente inconsapevoli del fatto (o forse perfettamente consapevoli) che quasi tutti li capiscono in un posto che è stato Italia fino a poco tempo fa.

Prendo qualche minuto di attesa per raccontarvi un esigenza che ho avuto qui in Croazia, mentre vivo una vacanza meravigliosa. Ho visto davvero troppi modi e troppe immagini da Italia cafona in giro. Ho visto poco rispetto, superbia, ignoranza o, semplicemente, maleducazione. Una signora che in un mini market piccolissimo di un camping di Dubrovnik tira fuori la carta di credito per pagare e poi si indigna perché non c'è il pos per me è solo una cafona. E credo anche per voi. Quindi ho deciso un cosa: faró una piccola rubrica sul blog contro l'Italia maleducata, contro le ingiustizie, contro il mio paese così stronzo di questi periodi.

Voglio fare il punto della situazione su Pisa e, con questo post, scrivere di nuovo alle istituzioni comunali che non mi hanno risposto fino a questo momento. Già alcuni mesi fa avevo notato questo Palazzetto dello Sport nei pressi della stazione di San Rossore in pesante degrado. Lo avevo notato arrivando in stazione con un trenino regionale che avevo preso per andare a trovare i miei cari. Non ero riuscito a capire dove si trovasse e me n'ero andato. Era l'estate passata e avevo ben in mente che qualcosa avrei fatto per chiedere spiegazioni su questo degrado nel quale versava la struttura.