Cinque Cerchi va in vacanza e tornerà più grande di prima Vacanza. Cinque Cerchi è andato in vacanza venerdì 23 luglio con una puntata strepitosa dedicata alla grande Beatrice Adelizzi. Si prende una pausa fino al 10 settembre per ripartire poi di slancio nella prossima stagione che, si spera, vedrà il vostro programma diventare grande. Il mio sito lo seguirà, gli sarà fratermo amico, ma vi invito a frequentare fin da ora il sito www.cinquecerchi.tv per sapere, da ora in poi le ultime novità. Se avete suggerimenti o volete mettervi in contatto con la redazione il modo è semplice: basta scrivere a redazione@cinquecerhi.tv. Arrivederci al 10 settembre, ma nel frattempo iscrivetevi alla fan page di Cinque Cerchi su facebook. Un abbraccio.
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Un calcio nei palloni. Al becero italico pallone
Sabato ero anche io fra gli 80 mila di San Siro estasiati per Italia-Nuova Zelanda. Uno spettacolo intenso, bello, pieno di feste e sorrisi. Ho pensato, irrimediabilmente, alle solite domeniche di calcio e non mi sono mancate. Per nulla. Ho pensato alle schiere di poliziotti in tenuta di guerra che guardano in cagnesco la folla che entra negli stadi ogni domenica. Non mi sono mancate. Ho pensato ai fumogeni, ai bengala, alle bombe carta, ai morti, agli sparati negli autogrill, alle croci celtiche, ai cori razzisti, ai "buuhhh", alla tessera del tifoso che ci scheda tutti come cani, come bestie da macellare. Tutte queste cose non mi sono mancate. Per nulla. Ho pensato alle fighette veline dei calciatori, alle polemiche arbitrali, ai gossip, ai cazzotti che questo avrebbe dato a quello, alla risposta del padre di quello che se la ride, ai congiuntivi saltati, all'ignoranza crassa dei calciatori. Tutte queste cose non mi sono mancate. Per niente. Poi ai sondaggi, alle nazionali, ai soldi buttati dalla finestra quando molta gente normale perde il lavoro e non ce la fa a campare, alle ricchezze di questi "Mida" della pelota che sono offensive, alla mancanza di rispetto, al "tutto si può comprare", alle promesse tradite, alle veline esibite, alle famiglie sparite dagli stadi. Tutte queste cose non mi sono mancate.
Il motivo? Sono stato in uno stadio con 80 mila persone: senza poliziotti, senza barriere, senza buuhh, senza fischi, senza odio, senza croci celtiche, senza ignoranza, senza congiuntivi saltati, senza divieti, senza tessere del tifoso, senza pregiudizi, senza paure. Il problemino è uno solo. La partita... era di rugby. Un calcio nei palloni al becero calcio.


Voglio fare il punto della situazione su Pisa e, con questo post, scrivere di nuovo alle istituzioni comunali che non mi hanno risposto fino a questo momento. Già alcuni mesi fa avevo notato questo Palazzetto dello Sport nei pressi della stazione di San Rossore in pesante degrado. Lo avevo notato arrivando in stazione con un trenino regionale che avevo preso per andare a trovare i miei cari. Non ero riuscito a capire dove si trovasse e me n'ero andato. Era l'estate passata e avevo ben in mente che qualcosa avrei fatto per chiedere spiegazioni su questo degrado nel quale versava la struttura.
Comments
Siamo il popolo del Rugby...
Ciao Fac!
Siamo il popolo del Rugby...il popolo che si attiene al rispetto, alla festa e all'evento! Siamo il popolo che abbraccia l'avversario e ci ride sopra! Si beve una birra e pensa solo ad incitare il proprio team!
Sabato ero come te tra gli 80mila.. Ho visto e ho sentito persone che erano davanti al Rugby per la prima volta! Chiedere, informarsi, emozionarsi e diventare partecipe, sempre di più, minuto dopo minuto.. Ho visto e 'sentito' qualche calciofilo fischiare...ma ho sentito anche i Rugbysti, quelli veri...riprenderli, zittirli...spiegare loro "come si fà".. Certo molti sarebbero andati a casa subito dopo la Haka, come ho sentito commentare per gli spalti...un pò perché non capivano e un pò perché erano lì solo per vedere il mito della "Marea Nera".. C'erano i bambini che incitavano gli azzurri e la Nuova Zelanda.. C'erano quelli che gridavano al presentatore, che elencava i "VIP" del calcio presenti (Leonardo, Seedorf, Del Piero..), di stare zitto perché era una giornata di Rugby e di chi c'era non ce ne fregava nulla! C'erano le Kiwi con la birra e la bandiera a mantello abbracciate alle ragazze del Rugby azzurro, infilate nelle Felpe EROI Kappa.. Che cantavano "15, 15, 15 leoni...noi vogliamo 15 leoni.. ..15, 15, 15, leoni...noi vogliamo 15 leoni!"...e tutti a ridere e ingollare birra...bellissimo! Ho visto tante cose a S.Siro ieri...e anche se una parte di me mi dice che uno stadio come S.Siro non è ancora pronto al 100% per il Rugby ero contento, contentissimo...e sai perché? Perché non ho visto (perché non c'erano!) tutto quello che non hai visto tu!!!