Cinque Cerchi ritorna con una fuoriclasse: Jessica Rossi

Si ricomincia. Cinque Cerchi riparte e prepara sorprese. La prima ha il nome, il sorriso e la classe di Jessica Rossi, giovanissima, ma già formidabile interprete del tiro a volo. Jessica si racconterà come al solito ed è a disposizione di tutti coloro che desiderano fare domande. Naturalmente i modi sono i consueti: la mail redazione@cinquecerchi.tv, il contatto Skype redazionecinquecerchi oppure la chat mentre saremo in diretta. L'appuntamento è per venerdì 10 settembre 2010 alle ore 17, in diretta, come al solito, su www.cinquecerchi.tv. Non perdetevi la prima puntata, vi racconteremo le novità della stagione che va a incominciare.

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danilo goffi spettatore interessato

02 Feb

Il fascino del fango

in Atletica Leggera, Cinque Mulini, Notizie

Che corsa la Cinque Mulini, che epopea il Campaccio. Domenica sono stato a mettere i piedi nel fango per vivere l'emozione di una delle corse più affascinanti del mondo, di una delle regine del Cross Country. Sto parlando della Cinque Mulini, disfida nei campi infangati che è giunta alla sua Settantottesima edizione e che conserva intatto il fascino di una grande prova di coraggio, tattica e fatica immane. Si corre nel fango, tra i campi di San Vittore Olona, dove un certo Malerba si inventò la singolare tenzone nel  1933. "La prima edizione fu disputata Domenica 22 Gennaio 1933 - racconta il sito ufficiale della manifestazione che è www.cinquemulini.org - quando, dopo la copiosa nevicata del giorno precedente, gli atleti si cimentarono in un percorso obbligato scavato fra i cumuli di neve". Beh, una competizione che inizia tra cumuli di neve non può che essere unica al mondo. Poi c'è anche il passaggio dentro gli stessi mulini, un passaggio spettacolare e pericoloso dentro questi caseggiati, lambendo i corsi d'acqua che fanno ancora girare le pale da quel tempo e che rappresentano la storia rurale ancora viva del paese che ospita la corsa: San Vittore Olona. I mulini sono ancora funzionanti e vanno anche mentre sfrecciano gli atleti tra passaggi e piccoli archi nei quali infilarsi. Alla Cinque Mulini partecipano i migliori atleti del cross country mondiale, ma anche alcuni atleti della pista. Fra questi, per esempio, "la keniana Nancy Jebet LANGAT, campionessa olimpica dei 1500 metri a Pechino 2008, la quale ha messo in fila l'etiope Tizita BOGALE e la portoghese Ana Dulce FELIX"., tanto per citare il comunicato ufficiale della manifestazione. Il sapore della gara è quello dello sport vero e se poi ti avventuri nel freddo e nel fango fino a San Vittore ci scappa pure che ti fai una bella mangiata con il ristoro dell'organizzazione o che respiri dell'aria sana, bene raro qui da me in città. Ti racconterò un'altra cosa interessante e per farlo userò ancora il sito ufficiale della manifestazione che racconta con molta precisione e dovizia di particolari la storia di questra grande manifestazione.
"Nei suoi 73 anni di storia la Cinque Mulini non ha mai subito interruzioni. Nemmeno la Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui tutte le attività sportive in Italia subiscono un drastico ridimensionamento, riesce a far saltare la Cinque Mulini, unica manifestazione sportiva che resiste al conflitto".
Questo solo per dare significato alla forza di questa manifestazione, all'orgoglio e alla lunga e prestigiosa storia che la contraddistinque. Vacci il prossimo anno, è un'esperienza da fare.

Le ultime inchieste

Qualche minuto per raccontare un'altra passione degli italiani e un malcostume diffuso. Sto parlando di quel sottile oggetto di status sociale che è il cellulare, unico gadget che non conosce miseria per quanto attiene alle disponibilità degli italiani, siano essi ricchi o pezzenti. O c'hai l'Iphone o sei una merda e quindi... Non avrei mai creduto, tuttavia, di assistere alle cose che ho visto in una palestra della ricca e cafonissima Monza. Sto facendo una settimanina di prova in un posticino fico che costa un sacco e mi diverto a fare qualche ora di sauna. Mi indigno ancora, lo dico facendo un inciso, perché fino a quando questo succederà, allora sarò vivo.

Questa proprio non me l'aspettavo. Cioè, non ci pensavo: così la seconda puntata dell'Antitaliano arriva ancora dalle mie vacanze in Croazia, nella splendida cornice di Dubrovnik, uno dei posti più belli del mondo. Tre famiglie italiane, con tre camper, erano posizionate di fianco alla mia tenda, nel camping non lontano dalla spiaggia dove abbiamo passato degli splendidi giorni di riposo e cultura. Tre famiglie di persone che non salutano e che, a ogni pié sospinto, si allargano invadendo lo spazio degli altri, di persone che urlano, ridono, commentano in italiano ogni comportamento di qualsiasi persona che gli si pari vicino, bellamente inconsapevoli del fatto (o forse perfettamente consapevoli) che quasi tutti li capiscono in un posto che è stato Italia fino a poco tempo fa.

Prendo qualche minuto di attesa per raccontarvi un esigenza che ho avuto qui in Croazia, mentre vivo una vacanza meravigliosa. Ho visto davvero troppi modi e troppe immagini da Italia cafona in giro. Ho visto poco rispetto, superbia, ignoranza o, semplicemente, maleducazione. Una signora che in un mini market piccolissimo di un camping di Dubrovnik tira fuori la carta di credito per pagare e poi si indigna perché non c'è il pos per me è solo una cafona. E credo anche per voi. Quindi ho deciso un cosa: faró una piccola rubrica sul blog contro l'Italia maleducata, contro le ingiustizie, contro il mio paese così stronzo di questi periodi.

Voglio fare il punto della situazione su Pisa e, con questo post, scrivere di nuovo alle istituzioni comunali che non mi hanno risposto fino a questo momento. Già alcuni mesi fa avevo notato questo Palazzetto dello Sport nei pressi della stazione di San Rossore in pesante degrado. Lo avevo notato arrivando in stazione con un trenino regionale che avevo preso per andare a trovare i miei cari. Non ero riuscito a capire dove si trovasse e me n'ero andato. Era l'estate passata e avevo ben in mente che qualcosa avrei fatto per chiedere spiegazioni su questo degrado nel quale versava la struttura.