#sharingjournalism: un hashtag che racchiude una vita

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#sharingjournalism: un hashtag che racchiude una vita

IL FUTURO DIETRO LE SPALLE. Sono un cronista di strada, un uomo da marciapiede. Racconto, attendo, racconto. Faccio il giornalista da quando ero ragazzo e ho visto il giornalismo, i giornali e l’editoria cambiare. Sono partito quando Internet non c’era, almeno per il grande pubblico. Sono partito da lontano, da piccole radio e giornali di provincia. Vivevo a Udine e, come cronista, sono nato là. Ora sono qui e proprio qualche giorno fa ragionavo con un post su Facebook che mai avrei pensato, allora o anche soltanto 10 anni fa, che il mio lavoro avrebbe fatto rima con codici html, cinguettii  usati come agenzie di informazione, microcamere, cellulari, streaming live, storify ed elementi di racconto giornalistico multimediale (che cambiano ogni giorno).

IL VIRUS DEL GIORNALISTA. Ho deciso di spazzare via il mio vecchio sito e di rifarlo completamente perché da ora in poi, su queste colonne, parlerò principalmente della mia professione o delle esperienze legate a questa. Lo farò in modo disruptive rispetto al contesto perché il mio percorso lo è sempre stato: disruptive. Cosa intendo: non sono chissachi, ma una carriera nel giornalismo l’ho avuta e ce l’ho. Ho partecipato a eventi di livello mondiale e l’ho fatto sempre con una certa condotta. Ho sempre notato che i giornalisti italiani attorno a me avevano una caratteristica ricorrente: erano e sono individualisti. Il mio essere “dirompente” è sempre stato legato al fatto che ho interpretato la professione condividendo le informazioni giornalistiche che avevo quando lavoravo in contesti che mi portavano al contatto con altri colleghi. Certo non sto parlando delle mie notizie o delle mie inchieste, neanche delle informazioni che riguardano il sapere dell’agenzia alaNEWS (www.alanews.it) che è la creatura che da tre anni sto contribuendo a far crescere con il mio lavoro. Di queste cose non parlerò semplicemente perché penso che le notizie siano l’unico datore di lavoro del giornalista moderno.

SPACCIARE PROFESSIONE, MIGLIORARE IL CAMPO. Però tutto il resto intendo farlo, di tutto il resto intendo parlare, incontrando attori del mio mondo e suggerendo consigli, trovando articoli interessanti e stimolando chi vuole fare la professione a farla in un modo che possa essere moderno, indipendente e che possa basarsi sulla forza del vero ruolo del giornalista adesso: quello del mediatore sociale, quello di uno che guarda la realtà, la racconta e la spiega. Con qualsiasi mezzo. Se mi stai leggendo è perché forse ci siamo conosciuti, forse hai saputo qualcosa di me, ma soprattutto vuoi fare il giornalista davvero e camparci: ecco, per questo d’ora in poi farò #sharingjournalism. Un hashtag per diffondere il modo (a mio avviso) di fare questo mestiere a pieno, campandoci e divertendosi.

#sharingjournalism: quando ho parlato ai miei colleghi di questo progetto pieno di spiegazioni e consigli, interviste e tutorial, dritte e informazioni da condividere, molti sono inorriditi. “Ma come? Guarda che la gente di fotte il mestiere…”. A parte che in molti me lo fottono da tempo eppure sono ancora qui, ma la mia risposta è stata semplice: penso che se condivido il mio giornalismo metto un mattoncino per migliorare lo stato delle cose e poi vedrò tornare indietro i miei consigli sottoforma di dritte, di informazioni e di notizie.  Così si migliorerà il clima di questo lavoro e anche la bontà media dello stesso, visto che adesso il livello è basso e, come sai, la casta dei giornalisti è tutto fuorché benvista.

UNA STORIELLA INTERESSANTE. Mi capita tutti i giorni di riuscire a fare #sharingjournalism con colleghi e di veder tornare indietro informazioni che si trasformano in soldi. Piccolo episodio con premessa: per me i giornalisti non hanno divisioni, si è giornalisti con qualsiasi mezzo possibile. Uno degli operatori video che vedo spesso in giro, qualche giorno fa, mi ha chiesto informazioni sulla camera che stavo usando. Abbiamo chiacchierato mezz’ora e gli ho detto che impressioni avevo sull’aggeggio: ottimo per certe cose, un po’ meno per altre, ma molto utile al mio modo di fare il cronista. Lui mi ha ringraziato e ha ricambiato con consigli tecnici, uno dei quali ha fatto in modo di cambiare in maniera netta il mio know how e a farmi aumentare certe caratteristiche del mio lavoro che si sono subito trasformate in reddito. Ci ho pensato e ho pensato che mi è successo molte volte e non con tutti (a proposito, presto farò un pezzo sui colleghi che devi evitare e su come riconoscerli al volo). Un suo collega ci ha visto parlare e si è ricordato che spesso ha fatto buoni lavori perché, nei momenti in cui lo mandavano in giro senza “giornalista vero” al seguito, c’ero io a fare le domande giuste. Ebbene, qualche giorno dopo è venuto a darmi un contatto con una fonte che mi ha permesso di fare un video esclusivo e di venderlo.

SONO SOLO UN CRONISTA, DI STRADA. Cambio tutto e lo faccio volentieri: condividerò il mio giornalismo con te e con tutti quelli cui vorrai dire che qui c’è uno che spaccia consigli su come cercare di vivere con questo lavoro. Vengo dalla strada, non ho fatto scuole, ma entrerò anche dentro la realtà della formazione. Con occhio attento e con mente libera: perché le scuole sono determinanti, ma lo sono soltanto se ti fanno restare attaccato alla realtà del lavoro. Quella che vivi per strada o quando sei davanti al pc a caccia di notizie. Allora sotto con questo mestieraccio che ha ancora un senso, ma soltanto se lo si interpreta non credendo di essere superiori agli altri. Gli individualisti vengono mangiati spesso, o dai loro sogni mancati o dai datori di lavoro che approfittano della loro solitudine per renderli strumentali. E io, per fortuna, non sono uno strumento, ma un cronista. Di strada.

Ecco qualche fonte di ispirazione:

https://www.journalism.co.uk/skills/how-to-get-the-digital-edge-for-your-first-journalism-job/s7/a556599/

https://www.journalism.co.uk/skills/how-to-create-stories-using-storify/s7/a562894/

https://www.journalism.co.uk/skills/how-to-build-a-storymap-to-take-readers-on-a-journey/s7/a556486/

By | 2016-11-04T17:19:27+00:00 novembre 6th, 2015|Italianmojo|0 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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