Homepage: un giorno moriranno, oppure no?

//Homepage: un giorno moriranno, oppure no?

Homepage: un giorno moriranno, oppure no?

Addio imminente alla home

Lo apprendo dal Nieman Lab e lo rilancio volentieri: sembra evidente che il destino delle homepage e dei siti in generale sia tutto da ridiscutere e forse porterà alla fine ingloriosa delle versioni classiche dei medesimi. Certo il mestiere che fai tu è in questa epoca talmente online da provocare spesso fenomeni assurdi come quello dei fake cui tutti credono se trovano traccia sul web. E la realtà dei fatti, delle strade, dei posti, degli eventi, finisce con l’essere più virtuale della realtà virtuale stessa. Io, tuttavia, il mio lavoro lo faccio usando il web come punto di partenza per andare poi alla realtà e faccio spesso anche il percorso contrario. In attesa di chiacchierare con te sugli strumenti che si possono utilizzare per trovare notizie online, magari evitando di pestare le m…, voglio consegnarti una riflessione del Neiman Lab che, per il 2016, preconizza la sconfitta delle gigantesche e pesanti homepage dei siti di informazione.

 

Intanto leggi qui per scaldarti, poi torna se vuoi che ti racconto il resto

 

Le notizie le trovi altrove

Questa signora è “outgoing executive director for emerging news products at The Washington Post”. Ebbene Miss Corey Haik dice che se le pesanti home di adesso servono per le grosse campagne dollarose, tuttavia tolgono il succo di quello che agli editori online serve. Stiamo parlando di ingresso diretto nei contenuti, di traffico reale e tempo di permanenza che possa far valutare adeguatamente le pubblicità sugli elementi multimediali delle pagine e sugli articoli stessi. Insomma, pure loro si stanno stufando degli 8 secondi medi di permanenza su una pagina online…

D’altronde diciamocelo: quante volte arrivi a un articolo interessante partendo dalla homepage del tuo sito di informazione preferito? Quante volte apri la home e poi clicchi su quello che reputi sia un titolo interessante o un contenuto che ti serve? Il 20% è già molto. Il motivo è semplice: sei già passato, perché spesso leggi con lo smartphone o con il tablet, dalle app di distribuzione diretta del tuo giornale, dal tuo social preferito o da qualche cinguettio di un tuo amico su twitter. A questo aggiungo che si stanno evolvendo come liste di distribuzione di contenuti le applicazioni di messaggistica istantanea come snapchat, Whattsapp, Telegram (a mio avviso la migliore per creare redazioni virtuali). Allora è il caso di pensare che le home dei siti siano morte, anche perché le invasività dei contenuti pubblicitari (la musica che parte in automatico mi fa fare delle figure barbine assolute quando sono con colleghi) sono insostenibili.

 

With the opening of that door will come the closing of another door, which we thought was the one where we planted our welcome mat for readers. I predict that in 2016, homepages will be re-evaluated, as they have ceased to be the main event or principal point of entry for many of our readers.

 

I media italiani? Dormienti

Questo, invece, sempre sul sito del Neiman Lab lo dice Mario Garcia che è il personaggino che potete leggere qui. Allora mi viene da dire che sono molto curioso di sapere come interpreteranno la cosa i media italiani. Il motivo è chiaro: sono curioso perché i media italiani, a parte qualche eccezione, dormono. Qui potete leggere un articolo de Linkiesta che parla della cosa. Ognuno di noi, quindi, arriva alla notizia partendo da una fonte di distribuzione della stessa molto diversa da una homepage. Vi regalo un altro spunto: non ci crederete ma questo è un sito di notizie.

Alla fine, anzi, le due domande sono le seguenti: io nostri intelligentoni del web editoriale sapranno reagire al problema e finirla di ammorbarci i gabbasisi con le homepage pesantissime? Noi, nel senso di io e te, sapremo cambiare le regole del fare giornalismo per aiutare questo processo? Alla seconda risposta possiamo lavorare, alla prima mettiamo, per ora, il grande boh. In attesa che qualcuno, in Italia, si svegli. Primo esercizio: fai giornalismo con qualsiasi mezzo. E vedi cosa succede.

By | 2016-12-10T11:42:14+00:00 dicembre 23rd, 2015|Italianmojo|0 Comments

About the Author:

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

Leave A Comment