#sharingdaddy: ho guardato negli occhi tanti papà

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#sharingdaddy: ho guardato negli occhi tanti papà

ENERGIA TRA LE RUGHE. Sapessi quanta energia c’è negli occhi dei papà. Sapessi quanta pietà c’è negli occhi delle mamme che hanno lasciato i papà ma li accettano e li apprezzano come genitori. Sapessi quanta fatica e quanta vita c’è nelle rughe che contornano i loro sguardi. Rughe che si fanno fitte quando parlano della loro tragedia personale (Certo c’è anche di peggio, ma separarsi resta una tragedia per tutti, poche balle). Rughe che spariscono quando entrano nella retina, a fatica, tra mille momenti duri, quelle fotografie di quello che di bello riescono a vivere con i loro figli lontani o vicini. Ho incontrato ieri sera un gruppo di genitori separati della Gesif (Genitori Separati insieme per i Figli) e ho visto nascere un piccolo tsunami di energia positiva. Già perché piano piano ci siamo messi insieme a guardare la grazia che ci arriva quando siamo con i bimbi o con le bimbe.

IL BALLO STRANO DI UDINE. Abbiamo fatto insieme, in una saletta di una via di Udine, un ballo strano, come direbbe Davide. Un ondeggiare prima lento e poi sempre più forte di immagini belle, positive, pure, limpide, di momenti alla #sharingdaddy, lasciando in un angolo, per un’ora, il dolore, i diritti negati, il male, i soprusi. Uno sciabordio piccolo, in mezzo a livori di una paternità negata dalla legge o dall’odio, poi due, poi cinque, poi delle parole colorate su dei fogli. “Io faccio la guerra sul divano con i miei due giannizzeri”, “Io vado al parco acquatico”, “Io mi godo la colazione”, “Io cerco armonia”, “Io vivo per un sorriso su Skype di un bambino che non ho mai visto dal vivo”. Dentro quelle parentesi, a volte di un’istante, concesse a questi genitori, c’è un’onda di energia immensa, una specie di fusione raffreddata dal gelo che c’è fuori. Eppure c’è, eppure ieri, sai, l’ho trovata l’energia nucleare pulita, con questa gente che non conoscevo e cui ho raccontato cos’è #sharingdaddy: è solo un papà che ha deciso di fare la sua rivoluzione con un sorriso.

ANCHE LE MAMME APPREZZANO. Allora lacrime da parte e in alto la musica, musica apprezzata anche dalle madri presenti che guardano i loro ex mariti pensando anche a quello che di buono sono e fanno. Onda che se ha al suo apice la schiuma del bello potrebbe diventare inarrestabile. “Io godo della Normalità, è fantastica”, “Io ho vissuto con lei una vacanza indimenticabile”. E le mamme: “Mi piace che il papà sia per loro un papà avventuroso”. E ancora: “Ha insegnato l’amore per la musica”. E anche: “E’ più autorevole di me il papà di mia figlia”. Ecco, dentro queste frasi c’è un mare di #sharingdaddy. Deve solo uscire allo scoperto e inondare l’Italia, i gruppi su Facebook, le aule dei tribunali. Per ribaltare gli stereotipi, per cancellare le negazioni, per far uscire allo scoperto tutti i grandi, grandissimi #sharingdaddy che ci sono sparsi per l’Italia. Con il rispetto dovuto ai drammi di tutti ti dico una cosa: la vera rivoluzione è scegliere di essere felici dentro quegli istanti che abbiamo con i nostri figli. Durino un secondo o una vita intera. Allora l’onda con la schiuma del bello sopra, diventerà uno tsunami che spazza via tutto. Sopra le macerie, poi, bisognerà piantarci un sorriso e annunciare a tutti che i papà ce la fanno. E le madri cominciano ad apprezzare.

 

By | 2016-11-24T20:13:49+00:00 aprile 12th, 2016|Sharingdaddy|2 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

2 Comments

  1. Monica 14 aprile 2016 at 12:59 - Reply

    Grazie Francesco per la serata così nutriente. Imparare a guardare ai problemi della vita con uno sguardo positivo aiuta sempre. Grazie per cercare di condividere questo pensiero e grazie per tutto ciò che ne scaturirà. Auguro, in particolare ai papà, che davvero, ‘i papà che ce la fanno’, invadano le aule dei tribunali di tutta Italia e che i cuori di tanti avvocati vengano travolti dal loro Amore per i figli.

    • Francesco Facchini 14 aprile 2016 at 13:58 - Reply

      Sono colpito, Monica, che sia una mamma a iniziare i commenti, ma ne comprendo il motivo: i papà sono feriti. Ora spero che con la mia voce abbiano modo di far capire a tutti e a tutte che energia pazzesca hanno dentro e quanto possono fare per i propri figli. Bello, però, che inizi una mamma a dirlo, perché stempera anche la difficoltà dei rapporti con le mamme. Ebbene, anche questo è importantissimo: non ci sono barriere, qui, soltanto ponti da costruire. Non erigiamo muri, ma costruiamo nuove forme di famiglia. Nelle quali i papà devono stare al centro e non ai margini. Costruendo assieme alle mamme dei loro bimbi un nuovo modo di essere separati, nel quale la disgrazia di aver perso il legame del matrimonio, non tocchi mai la genitorialità. Grazie a voi per le fortissime emozioni che mi avete dato: ora non posso più tirarmi indietro e devo stanare l’esercito di tanti #sharingdaddy che ci sono al mondo. Spero tu possa solo invitare i papà di questa nostra serata a lasciare anche loro un commento. Mandi

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