#sharingdaddy tra social network e la voglia di incontrarti

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#sharingdaddy tra social network e la voglia di incontrarti

SE DADDY E’ SHARING. Se Daddy è sharing è perché si fa aiutare: devo avertelo già detto. Sorpassare il cambiamento della vita che comporta una separazione quando hai figli è un’impresa imponente anche se le cose con l’ex partner vanno bene, figuriamoci quando vanno male. Per questo da quando mi è capitato sono diventato più sharing di prima, con il fine di cercare strade per risolvere problemi. Cercare su Internet, ma anche cercare attraverso Internet. I social network in particolare sono uno strumento importante per tenere dritta la barra nei momenti di difficoltà e chiamare a raccolta gli amici o chi possa dare un buon consiglio quando il naufragio davanti a un problema sembra approssimarsi. I social network sono anche luoghi determinanti per #sharingdaddy, perché mettono in contatto con tante persone che, contemporaneamente a te, vivono esperienze come la tua. Navigando su Facebook, infatti, ho scoperto decine e decine di gruppi di genitori separati, siano essi padri o madri. Sono luoghi in cui si vedono segni di vita importantissimi, sforzi immani tenere viva la speranza di un futuro migliore, ma anche tanta, tantissima disperazione.

NELLE RIGHE DEL LIBRO. Qualche volta leggo post per i quali faccio fatica a trattenere le lacrime di compassione perché penso “Se capitasse a me…”. In altre situazioni non riesco a concludere la lettura, tanta è la rabbia che gronda da quelle righe. La ex è minimo “una jena”, ma son convinto che anche tra le madri serpeggia la disperazione ad altissimo voltaggio e l’ex è minimo “uno stronzo”. Voglio esprimere subito un grande rispetto per le tragedie che le separazioni fanno scoppiare, in entrambe le categorie protagoniste della cosa. Solo che mi piange davvero il cuore perché in questo mare di strazio e di dolore i figli sono poi i meno valorizzati, quelli tenuti in conto minore. Troppa è la violenza subita o inflitta, troppe le guerre, troppi i disaccordi, troppo il livore verbale per fermarsi almeno un istante e dire “Oggi con mio figlio mi è successa questa cosa bella…”. Io sto continuando a scrivere il primo libro di #sharingdaddy, il primo manuale di sopravvivenza positiva. Più vado avanti più l’idea di spargere in giro questo seme completamente in controtendenza (parlo dell’avere l’incosciente e quasi assurdo coraggio di parlare bene dei propri momenti di vita da padri separati con il proprio figlio/a, piccoli o tanti che siano) diventa centrale. Semplice il motivo: più vedo dolore che corre nelle righe dei post di Facebook, più penso a quanto rivoluzionario sarebbe infilare dei fiori nei cannoni di queste guerre. Già, dire al giudice, alla ex, a tutti, al mondo, nei miei 10 minuti, nelle mie 10 ore, nei miei 10 giorni con il mio pargolo o la mia pargoletta  io sono stato bene, vale molto di più di tante lettere degli avvocati. E’ come mettere un fiore in un cannone. Certo, poi resteranno i contrasti, le guerre, ok. Però quelle non sono cose dei genitori di un bambino, sono cose di una coppia di ex coniugi. Voglio fare, alla fin fine, un appello: cerca di far venire fuori quella splendida energia seppellita sotto la tua personale tragedia di persona separata. E parlami dei tuoi momenti belli con tuo figlio o tua figlia. Possiamo costruire il libro assieme.

A QUESTO PROPOSITO GIRO L’ITALIA. Ho deciso che voglio vederti, capire chi sei, capire se, dopo aver seriamente pensato di uccidermi perché la faccio facile e la tua tragedia è sicuramente la più terribile mai capitata, mi parlerai di quanto è bello passare un attimo con il tuo bambino. Dimmi quello che fai, dimmi come sorpassi la difficoltà di un momento o di un giorno, come trasformi tutto in questo…


Certo non voglio mettere in paragone il tuo o il mio momento personale, le tue o le mie difficoltà, con quelle di questo personaggio, ma voglio solo provocare, voglio far pensare. Come hai considerato questa scena? Un capolavoro? E perché non pensi che anche tu, ogni giorno fai il tuo piccolo lavoro quando, oltre tutto e tutti riesci a sorridere a tuo figlio e a giocare con lui? Ecco, per parlare di questa e di tante altre piccole e grandi cose dei papà che ce la fanno, sto andando in giro per l’Italia presso associazioni di genitori separati. Una delle più fervide e più attive è la Gesif che il prossimo 31 maggio mi ha invitato a Trieste per parlare con gli associati. Non vedo l’ora e, se sei di lì, ti aspetto. Ti comunicherò presto via Fanpage di Facebook, dove sarà e a che ora sarà esattamente l’incontro. Io spero solo di essere “raccoglitore” di cose belle fatte dai papà (e dalle mamme in questo caso, non ho preclusioni) con i loro figli. Perché di #sharingdaddy è piena l’Italia e io li voglio trovare e guardare negli occhi: tutti.

By | 2016-11-04T17:19:26+00:00 maggio 7th, 2016|Sharingdaddy|0 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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