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Milano, 100 mila poveri e 60 mila papà nella merda


Francesco Facchini
Milano, 100 mila poveri e 60 mila papà nella...

Poveri a Milano: un allarme assoluto.

Sono stato alla Ronda della Carità, in via Casoretto a Milano. Sono andato a farmi raccontare quanti papà separati, nella sola Milano, sono in condizione di povertà. Ho raccolto cifre impressionanti, quelle di un esercito di invisibili che ogni notte ha un solo problema: come arrivare al sorgere del sole senza crepare. Quelli della Ronda, poi, vivono direttamente uno dei contrasti più forti della città. Quale? La trasformazione del centro storico da salotto buono della città (a proposito facciano tutti il favore di smetterla di parlare di palme) in dormitorio per 500-600 persone che cercano da mangiare e un modo per non morire. Vuoi il riassunto in numeri? 100 mila persone sotto la povertà assoluta, 21 mila minori, 13 mila minori non accompagnati, 33500 famiglie. Si tratta del 5 per cento delle famiglie di Milano, mentre il dato dei 100 mila poveri assoluti attesta la percentuale al 7,5% della popolazione, un dato molto più alto della media nazionale. Un allarme assoluto.

I papà separati, un mare di invisibili

Tra i poveri, in netto aumento, si trovano anche 60 mila padri separati che hanno subito la discesa sotto la soglia di sufficienza in seguito all’evento della fine della loro vicenda matrimoniale. Sono un esercito silenzioso che non parla e non chiede aiuto, traumatizzato dal lutto e dalla depressione che segue il distacco dalla famiglia. Sono una marea indistinta, fatta di persone che vivono per strada, ma anche di persone che, magari, hanno 2 mila euro di stipendio, ma ce l’hanno azzerato dagli oneri della separazione. Sono molti i padri che, in giacca e cravatta, vanno alla mensa dei poveri a mangiare. Figurati quelli che sono scesi negli inferi della povertà vera. Non si riesce nemmeno a censirli, sono invisibili, non parlano e se parli tu con loro, rispondono aggressivi. Sono feriti, delusi, depressi e non si fanno avvicinare. Ecco la verità, ecco il mare di poveretti di Milano, quelli che evitiamo con lo sguardo.

 

 

Qui, se la vuoi embeddare con maggiore facilità, trovi il link del video su Youtube.

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Comments

  • Silvia

    Cosa possiamo fare?

    • Article Author
    • Rispondi
    • Francesco Facchini

      Eh Silvia, bella domanda. Provo a darti qualche spunto.

      1. Parlare del problema in modo equo.
      2. Sperare che i casi di separazione positiva come la mia parlino di più della loro realtà
      3. Smettere di considerare i separati come mucche da mungere
      4. Fare pressione per una equa esecuzione dell’affido condiviso
      5. Non tarpare i casi di virtuosa esecuzione della legge (tribunale di Brindisi) come non confacenti alle esigenze dei protagonisti
      6. Tenere la separazione della coppia lontana dalla genitorialità

      • Article Author
      • Rispondi

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