Appello di Sharingdaddy: tu mi dai una bici, io la racconto

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Appello di Sharingdaddy: tu mi dai una bici, io la racconto

Sharingdaddy lancia la sfida.

Sei un produttore di bici? Io, Sharingdaddy, Ti lancio una sfida. Tu mi dai un velocipede, io racconto com’è la vita pedalando sul tuo velocipede. Se ci pensi risolviamo un problema in due: tu trovi un testimonial vero, io trovo un mezzo per sfangarmela. Tutto è partito da questo post nel quale io scrivevo una lettera di ringraziamento (si, hai letto bene, di ringraziamento) a un ladro che mi ha zanzato la due ruote nel cortile. Invece di abbattermi, gli ho reso il giusto onore per avermi fatto cominciare questa sfida di vivere la vita pedalando da zero, cioè senza nemmanco la bicicletta.  Invece di imprecare per 21 minuti (sinceramente ho smesso dopo 20), mi sono messo in testa di lanciare un appello: posso raccontare la vita di un papi single su due ruote se mi offri un mezzo per pedalare.

Il progetto del papibiker.

Avevo cominciato due giorni prima che mi fregassero la bicicletta. Ecco come ho riassunto l’idea in un video. L’obiettivo è raccontare le esperienze, le storie, gli incontri, i consigli, le strade e i luoghi che entrano dentro la vita di un papà separato che, con la mamma, in pieno accordo, accudisce un bellissimo bambino di nome Davide. In modo sporco, con una sport camera in mano, con l’audio ambiente. Già, la vita di chi va in bici è così, bassa, lenta, imprecisa, popolare. Vera, insomma. Il problemino, tuttavia, è stato che giovedì scorso il topo di cortile è venuto e mi ha zanzato la citybike. Quindi sono sceso dal mezzo prima di cominciare a pedalare. Insieme, invece, potremmo raggiungere molte persone e raccontare un modo autentico di vivere la bici in una città come Milano che sta diventando, lentamente, amica della bicicletta. Bando alle ciance però, adesso ti racconto dieci motivi per cui non è bello, ma bellissimo dare una bici a Sharingdaddy.

By | 2017-03-21T16:49:24+00:00 marzo 21st, 2017|Sharingdaddy|2 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l’elefante si mangi soltanto a pezzettini

2 Comments

  1. valeria 28 marzo 2017 at 20:45 - Reply

    Francesco! Che dolce idea, oltre che apprezzabile scelta nature friendly.

    In Svizzera, dove vivo, non è raro che una famiglia, un papà o una mamma vivano senza macchina. vero, qua si va certo in bici ma non tanto o solo per esplorare o raccontare. la bici è un vero mezzo di trasporto, nel suo piccolo. la usi per andare da casa alla stazione, poi te la carichi in treno fino alla fermata dell’ufficio.
    noi senza auto ci abbiamo vissuto fino a dopo la nascita del secondo figlio. diventava poi pesante scarrozzare due bimbi!

    in bocca al lupo allora! buona pedalata.
    e se passi da zurigo, un po di itinerari “biciclettosi” li ricordo!

    • Francesco Facchini 17 aprile 2017 at 14:28 - Reply

      Carissima Valeria, ti rispondo solo ora, scusandomi tantissimo del ritardo. Sono così sbadato che pensavo di averti scritto e invece non l’ho fatto. Grazie mille per il tuo messaggio e per la tua “partecipazione” a questa pazza iniziativa. Appena salgo su una bici metterò Zurigo tra le mie mete. Sarebbe bello poter fare una pedalata insieme alla tua famiglia. Un abbraccio grande. Francesco

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