I viaggi di Sharingdaddy sotto casa: Bovisa

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I viaggi di Sharingdaddy sotto casa: Bovisa

Se viaggi in Bovisa, il quartiere delle meraviglie.

“La Bovisa é una promessa non ancora mantenuta”: sono parole dello scrittore e Blogger Stefano Pellegrini che ha scritto un volumetto molto carino sul vivere in periferia. Si intitola “Noi viviamo in Periferia – Tutto quello che mi serve veramente sapere l’ho imparato in Bovisa“. Parto da questa frase che mi rotola in testa per raccontare un’altra componente importante dei giorni che vivo da Sharingdaddy, in attesa che arrivi una bicicletta su cui pedalare in questo nuovo viaggio della vita.

Di cosa sto parlando? Semplice: del contatto con il proprio quartiere, con il proprio territorio, con le proprie strade. Nascondono tanti piccoli viaggi, in bicicletta, tanti angoli di stupore, tanti itinerari che sembrano normali e, invece, sono costellati di piccoli tesori. Io vivo in Bovisa, un quartiere di Milano che definirei popolare e che, a ragione, si può chiudere nella frase di Pellegrini “una promessa non mantenuta”.

Da anni, infatti, il quartiere è oggetto di interessi contrapposti che lo fanno rimanere sospeso nel presente. C’è, infatti, chi vorrebbe scriverne un futuro cementificato, a uso e consumo dei furbetti del mattone e delle volpi della politica. C’è, di contro, l’anima del quartiere e della sua storia che sussultano per valorizzare quello che esiste senza violentare quello che è stato. La Bovisa è stata uno dei quartieri nei quali si è fatta la storia della rivoluzione industriale europea tra Ottocento e Novecento, ma nessuno lo sa.

Il Politecnico, D’Annunzio e Francesca Bertini.

La traccia più evidente è il Politecnico e la sua sede di via Durand, ma anche i Padiglioni nuovi oltre la ferrovia verso Ovest. Non può nascere un polo universitario di tale livello mondiale senza che sotto ci sia una storia consistente. È una storia da scoprire piano piano camminando o pedalando nelle vie anonime del quartiere, vie che nascondono vicende di Belle Epoque, grandi e fascinose signore come l’attrice Francesca Bertini e grandi artisti come Gabriele D’Annunzio. Già, son passati di qui, per queste vie che sembrano la foto del quartiere proletario.

Son passati di qui assieme a grandi industriali, grandi progettisti, stimati scrittori, grandi calciatori. C’erano talmente tante fabbrice in Bovisa che la chiamavano “La Piccola Manchester”. Una, cento, mille anime ha la mia Bovisa, non vedo l’ora di girarla di nuovo in bicicletta. Nel frattempo la giro sull’onda delle parole di Stefano in questa bella intervista.

By | 2017-08-22T12:49:35+00:00 aprile 7th, 2017|Sharingdaddy|0 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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