Turismo inconsapevole: Sharingdaddy si perde a Bucarest

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Turismo inconsapevole: Sharingdaddy si perde a Bucarest

Turismo inconsapevole: un modo per conoscere le città.

Sono andato a Bucarest un paio di giorni, per motivi personali. Ho trovato un modo particolare, veramente alla Sharingdaddy, di fare il turista. Senza preparazione, senza mete, senza percorsi preconfezionati. Un turismo inconsapevole, ma con un obiettivo ben preciso. Conoscere la vita reale di una città e dei suoi cittadini e farla vedere a mio figlio. Ho sempre viaggiato così, ho sempre ricevuto in cambio emozioni molto forti e tanta conoscenza. Da questo viaggio, poi, ho ottenuto qualcosa in più: ho raccontato per immagini cosa facevo a mio figlio. Ha visto tutto quello che ho visto io. Questa penso sia una ricchezza.

Bucarest: veloce mutamento.

Ho preso il volo da Bergamo di notte, ho raggiunto la capitale romena nella prima mattinata e ho subito avuto in regalo le sue strade larghissime, il suo traffico feroce, il suo panorama a pezzi. Pezzi di un tempo che fu, palazzi fatiscenti, strade secondarie che odorano di fogna e fili attorcigliati sui pali. Di fianco, palazzi ultramoderni, luccichii dei mall con le ultime marche e con le auto di lusso in mostra. Ho attraversato passaggi pedonali, mi sono fermato in mezzo alle boulevard, ho odorato, ho provato sapori dell’est. Ho provato malinconia spesso, ma ho anche visto con gli occhi interi quartieri della città votati all’industria della salute, specialmente estetica.

Due economie, due mondi.

Mi ha fatto effetto vedere una città, come tante dell’est, in cui stanno vicino palazzi delle grandi società mondiali e signore che vendono i propri fiori o i propri coltelli di legno fatti a mano alle passanti per pochi lei. Come se in un paese come quello ci fossero due piani dell’economia: quello dei capitali che arricchiscono ancora pochi, quello della realtà fatto di molti che si passano soldi per un lavoretto, per un manufatto, per un fiore.

Tutti ricordano il tiranno.

Ho chiesto quanto costano le cose (30% in meno che in Italia), ho chiesto della rivoluzione dell’ottantanove e tutti ancora hanno un ricordo. Un parente ucciso, una zia rapita e tenuta in ostaggio. Tutti ricordano bene il tiranno e la sua follia, tutti sanno che sui pavimenti delle stazioni del metrò venivano ammassati i corpi degli oppositori del regime. Ampio il proscenio, teatrale l’urbanistica, con grandi direttive a otto corsie che squarciano la città. La testa folle di Ceausescu partoriva queste pensate: le strade dritte, le persone che avevano il torto di avere una casa dove lui voleva tirare una strada spazzate via assieme ai loro muri.

Questo sarà il mio modo.

Ho finito il mio giretto per immagini in un centro commerciale nel quale le macchine te le vende il potentissimo Ion Tiriac, indimenticato asso della racchetta. Lì ho trovato il modo con cui Sharingdaddy farà turismo quando è da solo: camminando, senza spendere, parlando, bevendo al massimo un caffé. Per capire, per vedere, per sentire, per odorare e per godere, ma soprattutto per raccontare a mio figlio il mondo. Così com’è.

By | 2017-05-21T13:43:23+00:00 maggio 21st, 2017|Sharingdaddy|0 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l’elefante si mangi soltanto a pezzettini

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