Resilienza, ecco il manuale perfetto per genitori e bambini

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Resilienza, ecco il manuale perfetto per genitori e bambini

Resilienza: qui Gianluca Vacchi non c’azzecca per niente.

Sono stato folgorato da un manuale sulla resilienza che rischia di schizzare nella top ten dei libri che mi hanno cambiato la vita molto velocemente. Si tratta di “Resisto, dunque sono”, edizioni Corbaccio, scritto nel lontano 2010 da Pietro Trabucchi. L’ho preso su iBooks, ma se vuoi l’edizione cartacea o per Kindle lo puoi trovare a questo link (da 13 euro e spiccioli a 4 euro, vale veramente la pena).

Dalle colonne di questo blog ti sarà capitato di leggere che mi piacciono i manuali di automiglioramento, per esempio da questo post che ho messo sul mitico “Facciamo Ordine” recensito qualche tempo fa.  Questo libro, però, scritto dal diffusore italiano più accreditato della cultura della resilienza, psicologo dello sport accreditato e riconosciuto a livello internazionale, è molto, molto di più di un semplice manuale di automiglioramento. Te lo dico subito: qui le minchiate di Gianluca Vacchi e del suo concetto di resilienza non centrano. Qui la resilienza diventa disciplina di vita e scienza sostenuta da ricerche e dati.

E’ come avere un nuovo joystick per la vita.

Le duecento pagine scarse (a dire la verità non so quante sono esattamente, avendolo letto su ipad) di questo manuale di resilienza sono una vera bibbia, una manna dal cielo per i genitori single come te e me. Sono una sorta di joystick per dirigere diversamente la tua vita rispetto a come l’hai interpretata finora. Sono piene di parole che cambiano la prospettiva di come fai e vivi le cose della tua esistenza. Per la prima volta, oltretutto, sono pagine che mi modificano dentro, ma facendomelo fare con grande chiarezza e con una disarmante facilità. Da poche ore ho finito di leggere questo libro e sono già alcuni giorni che adotto le tecniche di gestione dello stress, delle contrarietà e degli eventi negativi della vita che vengono spiegate lì dentro. Con evidenti e chiari risultati istantanei.

Niente di miracoloso: solo un libro molto chiaro.

Se ti aspetti di trovare un libro che ti dica come diventare resiliente in 10 minuti sei scemo. La resilienza, in questo saggio, è spiegata in modo cristallino, ma soprattutto è fatta riconoscere, è sviscerata, compresa, evidenziata in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue possibilità. Nella seconda parte, poi, Trabucchi compie il mezzo miracolo (almeno con me) di fornire concetti e allenamenti alla resilienza talmente chiari da essere immediatamente utilizzabili con notevoli giovamenti.

Certo ci vuole impegno, certo non deve mancare l’applicazione, ma se un libro ti insegna a fare una cosa e tu la fai e ti riesce, poi la rifai e ti riesce ancora, il tutto spiegandoti il concetto che ci sta dietro, beh, il manuale diventa bibbia e quello che vi è scritto motore di un cambiamento.

Poi c’è un importante capitolo bambini.

Trabucchi parla di resilienza facendo molti riferimenti al mondo dello sport di fatica che frequenta per motivi professionali e di consulenze. Tuttavia si dedica anche con grande efficacia a spiegare come puoi far diventare più resilienti anche i tuoi figli. Dentro quell’ultima parte c’è una serie interminabile di accorgimenti e suggerimenti che dovrebbero diventare must dei genitori che desiderino educare alla resilienza i propri bambini.

Questo libro è un capolavoro assoluto.

Per tutti questi motivi “Resisto, dunque sono” è un indispensabile capolavoro per genitori single e per genitori in generale. Tramite consigli, indirizzi, se vogliamo anche esercizi, Trabucchi conduce chi legge attraverso i sentieri del miglioramento personale. Dalla gestione della crisi alla rinascita, fino a una evoluzione con un maggiore senso di controllo (ecco uno dei due concetti fondamentali che scoprirai in questo libro) e con una perfetta gestione della valutazione cognitiva degli eventi (e questo è l’altro concetto importantissimo). Vuoi sapere esattamente cosa sono questi due mattoni della resilienza? Leggi il libro. Veloce! Questo è il periodo giusto per farlo. Quello nel quale ci si riposa e si cambia.

By | 2017-07-25T17:28:12+00:00 luglio 25th, 2017|Sharingdaddy|0 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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