Format a 360 gradi: il test di Sharingdaddy e i risultati

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Format a 360 gradi: il test di Sharingdaddy e i risultati

Format a 360 gradi: sperimentare l’innovazione giornalistica.

Devo ammetterlo, sai? Provare cose nuove per cercare format buoni per la vendita o la proposizione a terzi come contenuti è davvero un lavoro esaltante. Poi se pensi che questo tipo di format non hanno praticamente codifica (nel senso di modi conosciuti di essere fatti, quindi ripetibili), il senso di avventura e di scoperta quando li metti in pratica diventa ancora più netto. D’altronde se anche il professor Robert Hernandez, uno dei massimi esperti mondiali di “immersive video”, dice che i video immersivi sono ancora territorio di sperimentazione, beh puoi crederci.

La scrittura del format.

Ecco, quindi, che in perfetto stile sperimentale, ti racconto il format fatto sul campo domenica 20 agosto con un giro in bicicletta nella zona di Porta Nuova per raccontare uno dei punti “nuovi” della città di Milano, costellato di attrattive architettoniche. Ho scritto un format turistico, quindi, di racconto immersivo di una zona molto bella di una città. Una preparazione di un paio di ore, qualche prova di speech e poi via, con l’idea di registrare tutto dalla bici per coglierne il senso vero del giro e le sue umane imprecisioni. Certo, è la prima idea che mi è venuta di format, però se ci pensi, vista la facilità della struttura di base (fare un giro in bici dove puoi raccontare qualcosa) le possibilità di adattare questo format a un altro tipo di esigenza sono pressoché infinite. Quindi la scrittura del format la puoi anche gestire con enorme libertà.

L’hardware del format.

Poco da dire: l’hardware sei tu, la bicicletta (che può essere oggetto di product placement), la camera a 360 gradi (io ho usato questa qui) e forse un registratore audio di backup. Io, tuttavia, non l’ho usato perché la mia camera pesca benissimo l’audio da stand alone. Un supporto per attaccare la camera alla bici e via. Ecco, a proposito del supporto non so capire se il fatto che tremi leggermente la camera è un plus o un minus del format. Per me, per ora, è un plus. Un plus che ho apprezzato, facendomi venire il mal di pancia, quando ho visto il video con il cardboard. Davvero impattante. Altre considerazioni, beh, difficile farle perché il risultato con questo minimo hardware è assolutamente considerevole e rappresenta un contenitore nel quale può essere posizionato un grande contenuto.

I lati positivi del test su questo format.

La facilità di preparazione ha dato libertà alla scrittura e ha fatto perdere poco tempo per il posizionamento sul campo e la partenza delle registrazioni. Le immagini sono davvero meravigliose e ti prego di dare loro una guardata con questa piattaforma di visione e con il carboard:

 

 

Impressionante, vero? Si, anche la mia panza è impressionante. La veridicità del giro in bicicletta ha fatto il resto e ha consegnato a chi l’ha visto davanti a me il desiderio di continuare ad andare avanti. Questo è un format che potrebbe adattarsi a numerosi fini e a molteplici mercati diversi. La bicicletta è poi un mezzo lento e intimo. Per queste caratteristiche è dotato della possibilità di far vivere in modo autentico l’esperienza del luogo, delle vie, dei sentieri, dei marciapiedi e degli angoli delle città.

I lati negativi del format.

Beh, questo format è durato troppo. Dieci minuti sul web sono tanti per tutti, tuttavia non so se è molto “accorciabile” visto che la bicicletta, nel percorrere queste strade ha una velocità data e non tanto superiore. Il montaggio, tuttavia, non è molto dinamico così come la titolazione è ancora da rivedere. Quindi possiamo dire che se in produzione le cose sono andate bene, in post produzione la situazione si è fatta molto diversa ed è da migliorare tanto.

E tu cosa ne pensi?

Detto questo ti chiedo di dirmi la tua mettendoti in contatto con me o con un commento a questo pezzo o con una mail riempiendo il form della pagina contatti. Alla fine anche in questo caso il mobile journalism, con poco hardware e molta inventiva, regala la possibilità di creare un format che potrebbe essere immediatamente spendibile sul mercato. Anche questo, anche il modo di creare opportunità economiche con il mojo è oggetto dei corsi che tengo in collaborazione con MilanoAllNews e che, nel mese di settembre saranno il 2 a Udine e il 17 e il 30 a Milano.  Perché il giornalismo si può rinnovare solo se condivide la conoscenza e le opportunità di fare business per tutti. Io ho cominciato a diffondere, lo fai anche tu?

 

By | 2017-08-24T15:25:10+00:00 agosto 24th, 2017|My Job|0 Comments

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Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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