Beyond the borders: un format speciale di persone normali

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Beyond the borders: un format speciale di persone normali

Ti racconto un format che possiamo fare insieme.

Ho iniziato il lavoro di ricerca per “Beyond the Borders” un format che voglio realizzare con le tecniche del mobile videomaking, del crowdsourcing e con una completa integrazione tra le piattaforme social per il racconto delle storie. Dopo alcuni mesi di ricerca, di studio e di pensiero nei confronti di questo tipo di realizzazione mojo, sto iniziando solo in questi giorni a fissare nella testa i concetti su cui si deve basare la scrittura. Ho due sogni, nei confronti di questo progetto: il primo è quello di raccontare “Storie speciali di persone normali”, il secondo è di farlo liberando tutte le potenzialità della mobile content creation su più piattaforme diverse.

Storie speciali di persone normali

Beyond the Borders è una storia di tante storie ed è un percorso. Qualche tempo fa avevo postato un articolo, questo qui, che parlava di un libro di enorme valore sulla resilienza. Dal concetto stesso della resilienza, poi, ho iniziato a trarre pensieri e considerazioni e appunti che volevano circoscrivere delle storie accomunate da un valore: quello della rinascita, attraverso, appunto la capacità di essere resilienti. Nel 2009 il giornalista Mario Calabresi ci ha scritto un libro intitolato “La Fortuna non esiste“. Beh, lo sto leggendo, perché penso si avvicini al format che voglio costruire. La mia volontà, tuttavia, è quella di andare oltre alla difficoltà e alla resilienza attuata nel superarla. Nel mio format voglio raccontare storie di persone normali che hanno fatto cose speciali. Voglio rendere format la cosa che sta tenendo in piedi l’Italia.

Di cosa sto parlando? Di storie di persone normali che, oltre la difficoltà, hanno realizzato qualcosa di speciale, si sono ritrovate a essere migliori, più vicine a quello che avevano sognato di essere. Voglio dare loro la possibilità di raccontarsi e di raccontare il percorso speciale che, dalla difficoltà, le ha portate a creare nuova ricchezza, per loro e per chi le circonda. Più vado avanti e più mi convinco che questo sia uno dei motori dell’Italia.

Il crowdsurcing come nuova cultura del giornalismo.

Desidero rompere gli schemi e ti spiego perché desidero usare il crowdsourcing. A proposito, ti spiego cos’è il crowdsourcing, con le parole di Wikipedia: “Richiesta di idee, suggerimenti, opinioni, rivolta agli utenti di Internet da un’azienda o da un privato in vista della realizzazione di un progetto o della soluzione di un problema”.

Il giornalismo italiano sta morendo rapidamente sotto i colpi di una cultura individuale e di una sottocultura del parteggiamento che divide i buoni dai cattivi, i belli dai brutti, i giusti dagli sbagliati. Sento davvero il maleodorante puzzo dell’assenza di racconto e di notizia a beneficio dell’opinione superiore, del pensiero unico.

Sarà un lavoro comunitario: chiederò aiuto a Italianmojo.

Vedo, anche, colleghi dimenarsi come pazzi per trattenere orticelli, per nascondere la cultura del rinnovamento o per coccolarsi la propria storia. Si accomodino: io no, grazie.Troppe volte non sono riuscito a pubblicare un racconto bello e una storia emozionante perché logiche del tipo che ti ho appena raccontato mi hanno fermato. Questa volta pubblico tutto, tutto quello che merita. Lo farò assieme alla community Italianmojo, gruppo che si interessa del mobile videomaking su Facebook che ho l’onore di amministrare. Lo farò sperimentando anche nuove forme di business attorno a questi prodotti e cercando nuove vie per ripagare il mio lavoro e anche quello di altri. Se si condivide, possiamo farcela, altrimenti sarà dura e moriremo tutti, da soli.

Superiamo l’egoismo.

Allora voglio sperare che il crowdsourcing venga visto come un messaggio, come un desiderio di rompere questi schemi egoistici per raccontare ancora storie che vale la pena sentire. Se conosci una storia speciale di una persona normale, quindi, contattami. Tramite questo sito, tramite Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat e tutti i social dove sono presente. Vuoi la mia mail? E’ francesco@francescofacchini.it . A presto

By | 2017-10-25T18:02:55+00:00 ottobre 28th, 2017|Italianmojo|1 Comment

About the Author:

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

One Comment

  1. Silvia Ghisio 29 ottobre 2017 at 20:09 - Reply

    Stupenda idea Francesco!

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