Genitori Digitali: ecco il manifesto di una nuova azione sociale

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Genitori Digitali: ecco il manifesto di una nuova azione sociale

di Francesco Facchini, Tamara Maggi e Marco Troiani

Genitori digitali: è successa una cosa incredibile, vuoi sapere quale?

Te la racconto. Sai che il mio modo di essere genitore è un lento, impreciso, meraviglioso viaggio di conoscenza e apprendimento. Se segui quello che scrivo, avrai anche avuto l’occasione di leggere che già qualche mese fa avevo fatto accenno sul fatto che i genitori non fossero digitali e avessero bisogno di una potente dose di educazione. Parlavo in particolare modo dei genitori separati (specialmente maschi), ma sono convinto che vale per tutti.

Ne sono così convinto che, nonostante fosse un argomento non vicino rispetto alla mia natura e al mio lavoro, ho aperto una categoria nel mi sito che raggruppa umili (e spero utili) consigli per la vita digitale, di tutti. Se vai nel menù del sito li puoi facilmente recuperare tutti. Ebbene, da qualche giorno, ho visto nascere un movimento strano e molto particolare del web, un movimento di genitori digitali attivi che mi ha letteralmente impressionato.

Vediamo se riesco a ricostruire la storia.

Molte delle persone che fanno parte di questo gruppo che poi ti descriverò sono accomunate dal grande lavoro sull’educazione digitale fatto in questi mesi da Rachele Zinzocchi nel gruppo “Laboratorio Digital Education” su Facebook , sul suo sito personale e sul suo canale Telegram.

Un lavoro approfondito sui temi che fanno rima con la salvaguardia della propria persona e dei propri cari nel web, mare scosso da troppe tempeste. Poi sono arrivati i post che puoi vedere qui sotto e si è creato un flusso di “idee” su twitter e su Facebook su cosa si potrebbe fare e come si potrebbero aiutare, per primi, i genitori che non hanno competenze digitali.

 

 

 

E’ successo il finimondo (in senso buono), dopo il tweet della collega Tamara Maggi. Molti operatori dell’informazione e della comunicazione si sono uniti a questo flusso per iniziare a pensare a un network di persone attive sul web per motivi professionali che si mettano a disposizione della collettività per insegnare ai genitori non digitali a diventare digitali al fine di  seguire i loro figli in un percorso di crescita che comprenda il web usato nel modo giusto.

Un decalogo di partenza.

Partiamo da alcune idee di fondo. Credo che le persone che si sono unite alla discussione e messe a disposizione per affiancare le istituzioni (se volete anche la Polizia) nell’opera di educazione digitale partendo dai genitori, lo abbiano fatto per motivi sociali. Per quest ho pensato di mettere giù alcuni concetti, migliorabili, sostituibili e perfettibili, da cui partire per creare un vero network di operatori della comunicazione digitale che facciano, tutti assieme, anche questa azione sociale. Io scrivo una decina di punti iniziali e poi spero di essere corretto dagli altri colleghi che hanno ispirato questo movimento iniziale, a cominciare da Tamara Maggi  e Marco Troiani . Mi rivolgo anche ai blogger papà del mio giro: insieme potremmo essere una forza e insegnare a tanti genitori come educare serenamente i bambini al web.

Ecco i primi spunti

  1. Il web è un bel posto se lo usi per il bene. Per questo motivo il genitore digitale attivo non si relazionerà agli altri in modo negativo, ma in modo costruttivo.
  2. Il web ha delle sue regole di educazione e di vivere civile: il genitore digitale attivo le insegnerà senza distinzioni di qualsiasi genere.
  3. Il web non è la baby-sitter: il genitore digitale attivo regalerà al triangolo genitore-figlio-web quelle istruzioni per l’uso che faranno diventare il rapporto con la rete un grande viaggio di conoscenza.
  4. Il web non è un luogo “altro”. Il genitore digitale attivo si farà ambasciatore della vita digitale come parte integrante e determinante della vita reale propria e dei propri figli.
  5. Il web è un luogo pubblico. Il genitore digitale attivo insegnerà ad altri genitori come avere una vita digitale serena, felice e coerente con la propria immagine. Ogni diversa manifestazione è un tradimento ai propri figli
  6. Il web è un luogo dove la privacy deve valere. Il web ci offre molto, ma ci ruba tutto. Il genitore digitale attivo insegnerà ad altri genitori come avere un ruolo protettivo nei confronti dei dati e delle immagini dei propri figli minori.
  7. Il web e lo smartphone non sono luoghi di divieto. Il genitore digitale attivo insegnerà ad altri genitori la coerenza e la correttezza del rapporto con i figli per quanto riguarda l’accesso a internet da telefono. Non divieti, ma dialoghi.
  8. Il web non è il luogo del controllo: è il luogo della fiducia. Il genitore digitale attivo insegnerà ad altri genitori come fare in modo che i figli abbiano piena e corretta espressione della propria persona nei social senza mettersi in pericolo.
  9. Il genitore digitale attivo si mette a disposizione gratuitamente per incontri nelle scuole, con le istituzioni e in altri enti sociali senza distinzione. Se dovete chiedergli un progetto o un impegno continuativo, tuttavia, ricordatevi che il genitore digitale attivo ci campa con queste cose.
  10. Il genitore digitale attivo si farà cura di condividere ciò che sa delle enormi potenzialità della vita digitale a vantaggio della vita offline.

#GenitoriDigitali ci siete?

Adesso però tocca a noi. Tutti insieme. Chiunque abbia voglia di educare gli adulti e le famiglie a un uso responsabile e consapevole della tecnologia, in modo che che possano a loro volta insegnarlo ai propri figli, si faccia parte attiva e ci contatti.
Non possiamo attendere che siano le istituzioni a farlo, possiamo proporlo seguendo la “trafila burocratica”, ma intanto dobbiamo farlo noi. Dobbiamo partire dalle scuole, dalle piccole associazioni, dal territorio in cui viviamo ogni giorno e dobbiamo farlo subito. Le nuove tecnologie avanzano come un’onda e non possiamo farci travolgere, soprattutto le nuove generazioni. Dobbiamo conoscerle per “cavalcarle”, per accrescere la nostra cultura, le nostre competenze, per non cadere nelle trappole e nei rischi in agguato. E per insegnarlo ai nostri figli.

Vogliamo creare una piattaforma e mettere in condivisione le nostre esperienze?

Organizzare incontri pubblici per spiegare agli adulti come sfruttare le potenzialità della rete e come preservare i nostri figli?

Cercare un interlocutore politico su cui far leva affinché finalmente nelle scuole si insegni la materia educazione digitale?

Qualsiasi idea è ben accetta, purché propositiva. Scrivetela pure nei commenti e condividete questa iniziativa 🙂

By | 2017-11-18T09:43:43+00:00 novembre 18th, 2017|Vita Digitale|2 Comments

About the Author:

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l’elefante si mangi soltanto a pezzettini

2 Comments

  1. Giuliana 18 novembre 2017 at 10:56 - Reply

    Io insieme ai genitori dell’associazione genitori della scuola primaria G.B. Pirelli di Milano ci stiamo provando e la fondazione Cariplo ci sta sostenendo https://docs.google.com/presentation/d/e/2PACX-1vRY4Fys65KDAWJoEnxXvRuns1YX2htOf_GODw0V7xgkgxzksfkG9FdTAmLdi1f-fGD8OnIBLygI4uXK/pub?start=false&loop=false&delayms=3000&slide=id.p
    Sabato 2 dicembre abbiamo invitato a scuola genitori e bambini a capire meglio cos’è Internet.
    Grazie per il manifesto ne parleremo

    • Francesco Facchini 18 novembre 2017 at 11:02 - Reply

      Grazie per la testimonianza. Facciamo rete insieme. Siamo a disposizione per collaborare con voi. f

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