Verso Mojofest: qualche dubbio e un paio di certezze

//Verso Mojofest: qualche dubbio e un paio di certezze

Verso Mojofest: qualche dubbio e un paio di certezze

Mojofest è ancora una place to be, ma…

Sto partendo, per la seconda volta. Sto andando verso Galway dove parteciperò a Mojofest, la prima versiomne “indipendente” della conferenza della community mondiale del mobile journalism e della mobile content creation.

E’ una “place to be”, un posto dove bisogna essere se si desidera sapere dove sta andando il nuovo giornalismo. E’ un evento che ha avuto le sue difficoltà, come ho scritto in questo pezzo qualche tempo fa. In questo momento, non te lo nego, questa cultura professionale delle professioni visive versa in una chiara difficoltà, stretta tra la crisi di soldi e di identità del giornalismo e la pressione cui è sottoposta da parte del vecchio modo di sviluppare la produzione del contenuto giornalistico.

La fotografia ha preso la scena.

Guardando il programma della manifestazione capisci subito che c’è un cambiamento negli argomenti (oltre a un’organizzazione certamente più “slim” rispetto alle magnifiche edizioni passate). Mojofest ha seguito i trend del momento e ha riservato un posto centrale alla fotografia e alla creatività, lasciando forse un po’ indietro il giornalismo puro e la sperimentazione nel mondo dei media.

Per questo motivo parto per Mojofest con qualche dubbio, unito alle perplessità per le quali i disruptor veri e propri della materia non saranno presenti (Yusuf Omar per tutti). Tutto questo non toglie, tuttavia, fascino e contenuto a una manifestazione che è un posto dove si crea sempre qualcosa di magico tra i protagonisti. Una cosa che si chiama condivisione, vera benzina di Mojofest e della comunità internazionale.

L’oro del mondo? Gli studenti.

Parto con qualche pensiero perché non ho concluso l’operazione “promessa” dalle istituzioni lombarde del giornalismo di portare il mobile journalism nella scuola più importante, la Walter Tobagi. Il presidente Alessandro Galimberti, in tal senso, si era sbilanciato, ma non riscontro ancora segnali operativi e questo mi preoccupa.

Quello che mi rasserena, invece, è il percorso fatto negli atenei che mi hanno chiamato alla docenza e che ha avuto importanti feedback. Tutto il mio lavoro si orienta in quella direzione, nella direzione degli studenti che sono l’oro del mondo (in generale e in particolare). A questo proposito, con l’associazione Italian Mojo che presiedo, abbiamo deciso di aiutarne due a venire con me, regalando loro un biglietto. Puoi trovare tutto qui.

Ora vado verso Galway e ti annuncio che troverai tutti i giorni stimoli e aggiornamenti dalla manifestazione. Cercherò, quindi, di trasferirti senza risparmio quello che imparo in Irlanda.

By | 2018-05-28T06:12:22+00:00 maggio 28th, 2018|Mojofest 2018|0 Comments

About the Author:

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.