Mojo, il progetto raddoppia: questo blog sarà anche in inglese

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Mojo, il progetto raddoppia: questo blog sarà anche in inglese

La prossima sfida: scrivere in inglese di mojo, una materia meravigliosa.

Sono tornato da Galway pieno di energia e desideroso di continuare a far crescere il mio progetto mojo.

La strada che ho scelto è quella della divulgazione della mobile content creation con questo blog e con tutte le possibili armi a mia disposizione come corsi, eventi, produzioni, suggestioni, interviste, incontri, recensioni, consigli e suggestioni. In poco più di un anno il mio progetto mojo è cresciuto in modo verticale portandomi a conoscere e a interagire con centinaia di persone, ma anche a instaurare decine e decine di interazioni molto positive con i massimi esponenti mondiali della cultura professionale del mobile journalism. Io stesso ho ricevuto dei feedback molto positivi dalle esperienze fatte oltre il confine, riscontri che mi hanno fatto pensare alla necessità di aprire gli orizzonti di questo sito e di portarlo a essere un riferimento della community internazionale.

Un po’ è già successo.

Io studio in inglese, penso in inglese, guardo cose inglesi, ho una enorme mole di relazioni straordinarie: tutte in inglese. Sono in mezzo a questa comunità internazionale di “innovatori” della professione giornalistica e giornalmente mi capita di interagire con loro: sempre in inglese. Un po’, quindi, il cambiamento della mia lingua di riferimento è già arrivato. Un po’ è già successo.

Leggerai il mio inglese.

Con questo post ti annuncio che scriverò anche in inglese tutti i miei articoli. Certo non sarà facile. Ti assicuro due cose in questo progetto mojo: ti assicuro che qui troverai il massimo di questa cultura e che il mio inglese sarà… mio. Errori compresi. Ho deciso, infatti, di non utilizzare il traduttore automatico (ci sono molti plugin che permettono di fare questo), ma di creare la redazione degli articoli curando io stesso la parte inglese. Ci troverai, quindi, anche delle imprecisioni, ma è il mio modo per dirti che in tutte queste righe non c’è niente di meno e niente di più del mio massimo. Imperfezioni comprese.

Cosa spero.

Sinceramente spero di diventare una voce utile per la community internazionale. di dire la mia e portare il mio apporto al progetto mojo comune a tutti gli oltre 4600 membri del gruppo di “mojocom”. Spero anche di far capire ai lettori italiani che questo progetto è internazionale, che il mojo è internazionale, che il futuro è senza confini nazionali. E che è il caso di svegliarsi. L’Italia è un paese magnifico, ma morto. La sua lingua certamente non aiuta a stare dentro un mondo che, soprattutto nei media, è un villaggio globale.

La frequenza? Due contenuti a settimana.

Di più, sinceramente, non ce la farei. Di conseguenza pubblicherò il lunedì e il giovedì mattina e, con lo stesso spirito, mi vedrete raddoppiare le lingue (con preferenza dell’inglese) anche su tutti i miei social. Con questo progetto mojo desidero continuare la mia strada professionale e lasciare qualcosa ai colleghi che sperano, ancora, in un futuro migliore. Io vado, vieni con me?

By | 2018-06-05T23:10:40+00:00 giugno 5th, 2018|News|0 Comments

About the Author:

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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