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La verità di Bromwell: “Il pubblico ha scelto il mobile, i media si adeguino”


Francesco Facchini
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Mobile Journalism: ecco chi è il numero uno al mondo.

La festa finale di Mojofest 2018 lo ha incoronato “Lord of Mojo”, ma quello che stupisce del più talentuoso esponente della cultura del mobile journalism che c’è in giro al momento, Philip Bromwell, è la semplicità. Semplicità nei meravigliosi pezzi da storyteller moderno, semplicità nell’equipaggiamento, semplicità nelle parole e nei gesti, ma anche nel leggere le carte al futuro della professione giornalistica. Noi che studiamo mobile journalism ci siamo portati in classe i suoi pezzi, li abbiamo commentati, spacciati, condivisi.

Un mojoer con la “M” maiuscola.

Se c’è un Mojo con la “M” maiuscola, beh, quello è il suo. Nell’intervista che gli ho fatto nel secondo giorno della manifestazione di Galway si è raccontato con disarmante serenità e ha raccontato l’essenza di questa nuova cultura professionale spiegando la naturale trasformazione della sua carriera e del suo raccontare dal video giornalismo al mobile journalism. In 10 minuti di chiacchierata, non tagliata, ha aperto la sua “borsa” mojo, ha spiegato le sue storie, ha dato consigli ai freelance per poter vendere meglio il lavoro, ma ha anche detto una grande verità sul mondo dei media e sul pubblico.

Le persone hanno scelto, i media ancora no.

Ecco la verità di Bromwell: “Mi chiede come convincere i media che il mojo è il futuro? Il mojo non è il futuro, è il presente di tutti noi – è la risposta secca – e dobbiamo cominciare a pensare che il pubblico ha già scelto e ‘vede’ il nostro lavoro da mobile. I media, di conseguenza, devono soltanto adeguarsi e abbracciare sempre di più il mobile journalism che è il linguaggio giusto per creare le storie che il pubblico possa vedere dal telefono o dalle device mobili. Devono fare una scelta che non hanno ancora fatto, ma non è che dobbiamo convincerli. Saranno obbligati a farla”. Ti do un consiglio, mio caro lettore: goditi questa intervista da cima a fondo e ascolta  bene le parole di Bromwell. Prendi nota, sentile bene, poi vai: parti.

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