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Mobile journalism: la festa di Mojo Italia per una comunità in crescita


Francesco Facchini
Mobile journalism: la festa di Mojo Italia...

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Mobile Journalism: le cose sono cambiate e non poco.

Il 25 luglio prossimo, presso la sala multimediale di Stampa Romana, sede nella Capitale del sindacato dei giornalistyi, ci sarà la presentazione di Mojo Italia, il primo festival italiano del mobile journalism. Si svolgerà il 21 e 22 settembre 2018 alla Casa del Cinema dentro Villa Borghese a Roma e si concluderà il 23 settembre presso la sede di Stampa Romana in via della Torretta 36 a Campo Marzio. Tre giorni di incontri, workshop, seminari e concorsi che regaleranno una nuova dimensione alla comunità italiana di interessati e praticanti del mobile journalism, in costante crescita. Le cose, da quel mio articolo che descriveva un pessimo stato delle cose in Italia per il mojo, sono cambiate. E non poco.

Il programma di Mojo Italia.

Gli organizzatori, vale a dire Stampa Romana, l’Associazione Italiana Filmaker e il gruppo organizzatore, quello di Mojo Italia, mi hanno chiamato a dare una mano, sia nella giuria dei concorsi mojo istituiti, sia nell’organizzazione di un workshop che ho deciso di dedicare alle potenzialità di business che il mobile journalism fa sviluppare. Ringrazio dell’onore che mi è stato concesso e della partnership che abbiamo stipulato con Mojo Italia per fare in modo che anche l’associazione Italian Mojo, che presiedo, fosse presente.

Da Kinemaster a Instagram, da Youtube alle Fake News

Con me anche il vicepresidente di Italian Mojo e amico, Fabio Ranfi, il quale, dall’alto della sua esperienza di direttore di Milano AllNews, svilupperà un workshop sul live streaming. Il programma della manifestazione è ricco e vario: puoi trovare qui il link giusto per una tre giorni che toccherà argomenti come il montaggio con Kinemaster e Luma Fusion, lo storytelling su Youtube, Fake news ed era della post verità (con due protagonisti dell’informazione come Roberto Reale e Carlo Verdelli), ma anche come Instagram o come i podcast. Ci sarà anche l’occasione per parlare di fotografia con lo smartphone e fare un foto-video walk nel parco di villa Borghese. Tutti i seminari sono gratuiti e in fase di accreditamento presso la piattaforma Sigef per la formazione professionale continua dei giornalisti

I concorsi e lo spirito.

La comunità italiana, con questa festa del mobile journalism. ha deciso di guardarsi in faccia e di conoscersi, forse anche per capire la sua vera dimensione e per capire la sua direzione. Anche in questa ottica assumono un certo significato i concorsi che puoi trovare a questo link. Se sei un mojoer, misurati con la sfida. “Si tratta della più grande operazione gratuita di aggiornamento professionale e tecnico per i giornalisti  – dice il direttore e pioniere del mojo italiano Nico Piro – che si ricordi da molto tempo a questa parte. Un modo per la comunità di ritrovarsi, di conoscersi e di conoscere questa materia che sta rinnovando il mondo del giornalismo in un periodo di grande crisi”

Io e Nico Piro.

Concludo dicendovi che io e Nico Piro ci stiamo conoscendo e stiamo percorrendo strade a volte parallele e a volte intrecciate con l’obiettivo comune di migliorare la cultura del mobile journalism in Italia. Il collega del TG3, libero, scontroso, umanamente profondissimo, professionalmente preparato, è un innovatore del giornalismo italiano e ed il pioniere del mojo visto che ha iniziato per primo a fare corsi sulla materia.

Sta facendo, con questo festival Mojo Italia, un’operazione coraggiosissima che appoggio in toto e che difendo e che divulgherò il più possibile come ho fatto per gli altri eventi cui ho partecipato. Sono al fianco di Nico perché penso che la cosa più rivoluzionaria del nostro movimento sia la condivisione e l’aiuto reciproco, per cercare strade che portino al futuro della professione. E con Nico, ho trovato qualcuno che, finalmente, pensa al bene comune prima di pensare al proprio. “Sharing is power” ripete spesso. E lui, perla rara, lo fa, mentre gli altri aspettano e “rubano” l’arte.

Il crowfunding di Nico Piro per dire la verità sull’Afghanistan

Questo pazzo collega e compagno di merende che mi ritrovo (sinceramente lo avrei preferito giovane e carina…) è anche uno che condivide con me la necessità di trovare nuove forme di risorse economiche per sviluppare prodotti e percorsi giornalistici. Per questo sono contento di divulgare il crowdfunding del suo progetto su Ulule. Eccolo qui sotto (appena finisco il pezzo vado a donare).

“Afghanistan Missione Incompiuta” Seconda parte

Nel 2016 grazie all’aiuto di centinaia di lettori, decine di gruppi e associazioni che hanno sostenuto il crowdfunding (pre-acquistando una o più copie) il libro Afghanistan Missione Incompiuta è diventato realtà, è uscito in libreria e ha superato le 2000 …

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