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Podcast: Italian Mojo Stories, nel web è iniziata l’era della voce


Francesco Facchini
Podcast: Italian Mojo Stories, nel web è...

Il podcast sul mobile journalism sta diventando la mia creatura prediletta.

Se scorri la mia homepage, a un certo punto, lo vedrai comparire. E’ il lettore del mio podcast che è giunto alla ventisettesima puntata in poco tempo. Tra le tante cose che faccio posso constatare con certezza che il podcast “Italian Mojo Stories”, realizzato con Anchor e pubblicato in tutte le principali piattaforme di podcasting internazionale, è diventato uno dei miei prodotti migliori e uno strumento potentissimo. Strano, ma vero, i miei ascolti stanno salendo, lentamente ma inesorabilmente, proprio mentre vengono a galla, nel mondo del mobile e nel mondo digitale in genere, i primi segnali di inizio dell’ era della voce su Internet.

I contenuti del mio racconto.

Il podcast “Italian Mojo Stories” è cresciuto con me. Mentre lo faccio mi sento ancora un dilettante, ma capisco giorno dopo giorno che questo strumento ha potenzialità infinite. E’ un compagno di viaggio per chi lo vuole sentire, un sottofondo non invadente e diretto. E’ la radio quando vuoi tu e come vuoi tu. La radio che ti scegli perché ti piace. I contenuti del mio racconto sono su una materia, la mobile content creation, che è tecnica, ma ha un suo pubblico crescente, ha ascoltatori interessati e appassionati, ha storie minime e massime di grande intensità.

Un’avventura bellissima

L’ho percepito nettamente in questi giorni nei quali ho messo in fila puntate con alcuni big del mojo internazionale come Ilicco Elia, Christian Payne (aka Documentally) e Philippe Couve. Poterli mettere on air in pochi minuti, con una app fatta bene e qualche hardware pef l’audio, mi ha dato una grande sensazione di libertà e di potenza. Con il podcast posso essere un compagno di chiacchierata diretto e utile, appassionato e chiaro. Farlo è un’esperienza che sto cercando di migliorare giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.

… ma non sempre semplice.

Non è sempre semplice e spesso incontra problemi logistici (ho registrato l’ultima puntata chiuso dentro un bagno con una signorina che ne aveva bisogno fuori dalla porta… e, diciamo, manifestava sonoramente la necessità di entrare), ma resta sempre un molto molto reale di raccontare. Anche la app ha qualche problema come quello delle chiamate e degli interventi registrati (non sempre si riesce a contattare altri membri di Anchor con facilità), ma è versatile, semplice e, soprattutto dà la possibilità di effettuare correzioni e interventi rapidi. Hanno fatto una versione per iPad che ha anche alcuni strumenti di taglio e cucito del file audio, ma non è ancora stabilissima.

Sta iniziando “The voice era”.

E’ molto bello vedere come l’avventura del podcast cresce di pari passo alle voci che aumentano nei confronti del futuro “con la voce” del web. Sul domani che ci aspetta, nel quale controlleremo con le nostre parole le device che ci faranno entrare nel web, avevo già postato un articolo. Eccolo qui. Riguardava l’intervento di Kathie Mc Mahon, general manager di Soundhound, sulla tecnologia di riconoscimento vocale e di Intelligenza Artificiale Houndify. E’ il domani che ci aspetta e che sta diventando un oggi. E’ la generazione di mio figlio, quella che userà le device mobili senza manco toccarle. La voce dei comandi, la voce dei podcast, la voce degli “speech to text” sempre più evoluti e precisi nel riconoscere la voce e trasformarla in lettere scritte: ecco i segnali dell’arrivo della #voicefirstera, assieme alla popolarità di Alexa e del Google Assistant. Sta cambiando tutto e il podcast è ormai la radio di oggi e lo è da tempo. La differenza è che in questo periodo sta diventando popolare.

Un prodotto da proporre sul mercato.

Se vuoi fare questa esperienza, te la consiglio vivamente, sappi che la professionalità che ti creerai interpretando un podcast è una professionalità che ti puoi giocare, rivendere. Un podcast può essere anche un prodotto comprabile, proponibile a un’azienda, a un medium, a un cliente, a una persona conosciuta, a un politico. Un modo efficace, disintermediato e intimo di porsi e di proporre contenuti di qualità. E’ il caso di pensarci, non credi?

Intanto ti lascio con la prima puntata del mio podcast, quella da dove tutto è iniziato, quella nella quale raccontavo con lo strumento più vecchio e più nuovo che esiste, la voce, il mio percorso verso una strada diversa. Se la risento ora, mi fa quasi tenerezza… eppure è passato pochissimo tempo. Buon ascolto e buona vita.

Italian Mojo Stories – episode one by Italian Mojo Stories

Riflessioni, storie, notizie e novità sul mondo della Mobile Content Creation in lingua italiana

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