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Sindacato: a Mojo Italia fatta la storia del giornalismo


Francesco Facchini
Sindacato: a Mojo Italia fatta la storia del...

L’edizione di Mojo Italia numero uno è terminata. 

Seicento persone, mille e 200 posti occupati ai seminari, 15 workshop di prospettiva, tanto networking, tante speranze e tante novità. Si è concluso da pochissime ore Mojo Italia, il primo festival italiano del mobile journalism sotto la direzione di Nico Piro e con Stampa Romana, il sindacato dei giornalisti della Capitale Italiana, tra gli organizzatori e già se ne sente la mancanza. Quello che è successo tra venerdì e oggi è la nascita di una comunità nuova di giornalisti e, forse, di un nuovo modo di essere giornalisti nel Bel Paese. Quello che ha i crismi del fatto storico, invece, è un vero e proprio gol fatto dal sindacato romano dei cronisti. Vuoi sapere a cosa mi riferisco?

Una mentalità mai vista prima

Sto riferendomi al fatto che, mettendosi al servizio di questa manifestazione e organizzando i corsi di mobile journalism di Nico Piro ed Enrico Farro, l’istituzione sindacale diretta dal bravo Lazzaro Pappagallo ha dimostrato con i fatti di avere una lungimiranza di portata storica. Se c’è qualcosa di innovativo per il movimento del mobile journalism internazionale, infatti, è da cercarsi nel ruolo attivo, in questa operazione di cambiamento, del sindacato romano.

Già, per la prima volta nella storia del mobile, infatti, una “union” non ha recitato il ruolo del nemico del mojo, ma il ruolo dell’istituzione che lo difende, mettendosi in una posizione rivoluzionaria rispetto a molte delle associazioni di categoria di vari paesi europei e non. In Italia, quindi, la storia del mojo si fa con un’ ente sindacale che fa il santo protettore della divulgazione del mobile invece di frenarne la diffusione in base a chissà quale legge di conservazione dello status quo. 

Cambiare o morire.

Così, mentre le union “vincono” alla BBC dando il telefonino in mano ai cameraman per non violare lo status quo delle categorie professionali, in Italia un sindacato promuove il mobile journalism perché o si cambia o si muore. Il fautore di questa operazione è proprio Lazzaro Pappagallo che, ‘non me ne vogliano gli amici Nico Piro ed Enrico Farro, è l’uomo più importante del mobile journalism italiano. Ecco il suo bilancio della manifestazione conclusari ieri che avrà una seconda edizione nel 2019.

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