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Manuale di mobile journalism: la “prima” di Piro e Farro

E' uscito il manuale di Piro e Farro, un'opera tecnicamente ineccepibile.


Francesco Facchini
Manuale di mobile journalism: la...

Il mobile journalism ha il suo primo manuale in italiano. 

La cultura del mobile journalism, in Italia, ha raggiunto un altro traguardo. Dopo la nascita di Mojo Italia, primo evento dedicato al mojo, da un mese è nelle librerie, edito dal Centro di Documentazione Giornalistica, il primo manuale sulla materia scritto dagli amici Nico Piro ed Enrico Farro. Si tratta di “Mobile Journalism” (editore Centro di Documentazione Giornalistica, euro 29), un volume consistente e curato, con una veste grafica e un comparto fotografico tale da farlo diventare un manuale tecnico di alto livello. L’ho studiato e letto con grande attenzione e racconta in modo egregio del cambiamento del linguaggio video operato dalla miniaturizzazione delle device di ripresa e dall’entrata nell’agone dello smartphone e della ripresa in mobilità.

La nuova cultura e l’evoluzione della grammatica video.

La straordinaria professionalità di Nico Piro e il suo vissuto sul campo sono elementi che si trasformano in una miniera di informazioni preziose lungo le righe di questo manuale. La precisione tecnica raggiunge livelli inaspettati in diverse zone dello scritto, dando a chi lo legge uno strumento di studio approfondito e circostanziato. Per fare un esempio, la parte di questo manuale di mobile journalism nella quale si spiegano i “segreti” di Filmic Pro è di una qualità mai espressa prima e può essere considerata un vero manuale d’uso della app regina del filming con lo smartphone. L’altra parte “monstre” del volume è quella della tecnica e della grammatica di ripresa, certamente molto utile per chi si avvicina al mondo del video partendo da esperienze diverse. 

Avere un libro come questo è indispensabile

Avere un libro come “Mobile Journalism” è indispensabile per capire la “transizione” verso la materia mojo, cambiamento radicale della professione giornalistica. Se devo prendere l’occasione per fare un appunto all’ottimo scritto di Nico ed Enrico, posso dire quello che è uno dei miei consueti cavalli di battaglia. Nella mia visione del mobile journalism, quella cultura che parte dal mobile, viene creata sul mobile e viene fruita sul mobile, la tecnica è importante, ma lo è anche la filosofia. In questo libro ci vedo una strepitosa impostazione analitica, ma poca filosofia mojo. Manco ci fossimo messi d’accordo. A quella ci penserò io, nel mio libro. Segnatevelo per il 2019. 

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