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Il mobile journalism in Sudamerica: congresso di Mojo Latam


Francesco Facchini
Il mobile journalism in Sudamerica:...

Il 26 aprile 2019 va in scena a Buenos Aires il primo congresso sudamericano sul mobile journalism, altro segno di vitalità estrema di questa cultura che sta rinnovando i media di tutto il mondo.

Io ci sarò, assieme a colleghi grandi (in tutti i sensi) come Matias Amigo, Urbano Garcia Alonso e Leonor Suarez. Ci sarò per parlare di mobile e business, della comunità internazionale e delle tendenze che sta prendendo la materia in questo ultimo periodo. Dal sito della manifestazione potete capire bene il programma e il livello eccellente dei partecipanti. Scorrendo nelle attività del programma che si svolgerà in una sola giornata presso la facoltà di giornalismo di Belgrano, si può capire bene che il movimento sudamericano fa per la prima volta la fotografia del suo stato di salute e di crescita.

Il mojo nelle redazioni, fra i freelance, nelle startup giornalistiche.

Lasciando al primo panel, cui parteciperò anche io, il compito di raccontare il panorama mondiale, nel corso della giornata, gli organizzatori di RCM, “Red de Corresponsales Moviles”, hanno aperto il palco alle realtà che integrano il mojo nelle redazioni, ai social, alle novità delle start up giornalistiche, ma anche ai mezzi e agli strumenti per crearsi una carriera mojo da freelance.

La risposta mojo.

La risposta mojo.

Il panorama giornalistico argentino è in crisi, ma il linguaggio e la filosofia mojo possono essere la risposta. Attenzione, oltretutto, che quel mondo è un mondo Android e ha la possibilità di crescere molto velocemente proprio per questo.

Comunità di paesi emergenti come quelli sudamericani, prenderanno più facilmente la via del Robottino e supereranno già quest’anno le potenzialità di espressione del mondo Apple. Dal punto di vista qualitativo, infatti, i telefoni Android costano meno e sono meglio degli Iphone. Gli smartphone con sistema operativo di Google non sono ancora sorretti da software per il mobile journalism equivalenti a quelli per il mondo Apple, ma quando il gap sarà colmato (entro il 2019, credo) allora Cupertino perderà il primato sul mondo della produzione di contenuti con device mobili.

Buona fortuna agli amici argentini da Christian Balbo a Martin Leonetti, da Cecilia Miljiker a Matias Amigo.

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