Mese: Luglio 2019

  • La mobile content creation nelle aziende

    La mobile content creation nelle aziende

    Mobile content creation, un modo per cambiare il futuro di un’impresa

    “Every company is a media company”: è questo uno dei mantra più importanti del brand journalism. Ormai, grazie alla disintermediazione offerta dalle piattaforme sociali, le quali permettono alle aziende di raggiungere il proprio bacino di clienti, ogni impresa che vuole stare in modo adeguato sul mercato deve produrre dei contenuti in autonomia. Per molti motivi, principalmente legati al racconto che una compagnia vuol fare di se per creare il giusto coinvolgimento con la propria community e mandare all’esterno messaggi perfettamente coerenti con la propria mission e vision. La mobile content creation può essere un ingrediente decisivo di questo tipo di progettualità.

    Aumenta il valore delle risorse interne

    Per usare la mobile content creation bisogna, innanzitutto, formare le risorse interne. Saper fare un video professionale con lo smartphone, per il vostro ufficio stampa o il vostro ufficio marketing, è un vantaggio competitivo che aumenta il valore e la produttività delle vostre risorse interne e la profondità della loro azione.

    Inserire nel programma di formazione anche questa materia, indubbiamente, creerà maggiore soddisfazione nelle risorse interne e maggior senso di appartenenza. Oltretutto la mobile content creation può coinvolgere tutti i dipendenti nel processo di produzione di un contenuto e anche questa può essere un’arma di valorizzazione e di costruzione di una squadra. Con un telefonino, infatti, ogni dipendente sarà in grado di registrarvi un contenuto e di partecipare a un risultato, sviluppando empatia e partecipazione nei confronti dell’ambiente.

    Parla ai clienti in un modo unico.

    La mobile content creation permette di fare contenuti video con un linguaggio diverso rispetto alla videografia normale. Chi produce video in mobile arriva più vicino alle storie, riprende in modo atipico i prodotti, gira immagini più informali, le quali portano il cliente potenziale più vicino al valore dell’azienda e delle sue creazioni. I protagonisti dell’azienda, poi, si faranno intervistare in un modo più veritiero, informale, meno finto. Insomma, l’azienda che usa la mobile content creation la può mettere a frutto creando un modo unico di parlare a chi la segue.

    La mobile content creation mette l’azienda nel tuo telefonino.

    Ormai molte delle automazioni aziendali vengono gestite dai telefonini, ma con la mobile content creation puoi gestire anche la comunicazione senza mai utilizzare un computer. Così come produci dal telefono, puoi anche pubblicare i contenuti dal telefono e, dallo stesso smartphone, monitorare i risultati e la penetrazione dei tuoi contenuti nell’agone mediatico. Non appena si ingenera una richiesta, un commento, un’interazione dal cliente, la tua risposta può essere pronta.

    L’arma mobile è molto potente e va appresa con pazienza o con passione. Non va sottovalutata. Dietro video professionali, anche fatti con gli smartphone, ci devono essere persone che conoscono questa cultura e le sue evoluzioni, le quali sono rapidissime. È per questo, infatti, che per far entrare la mobile content creation nell’azienda, ci vuole un professionista di questo campo. Che sappia produrre, se ti serve, formare e sovrintendente ai flussi di lavoro. È un progettista e un produttore, ricordalo. E usalo.

    Basta tremolii, basta contenuti pessimi.

    Basta, quindi, con video tremolanti o dirette social da incubo (a proposito, anche quello delle dirette è un campo che si affronta col mobile). Preparati ad avere, a fare, a produrre tu, a pubblicare, a creare un progetto editoriale che impatti sui clienti in un modo unico. Tra l’altro apprestati a essere stupito dal contenimento dei costi che la mobile content creation realizza. Sei pronto?

  • Conoscere la propria community

    Conoscere la propria community

    La community che intendi servire con il tuo lavoro è la tua principale risorsa economica: la devi conoscere molto bene.

    In questa estate 2019 sto ultimando il mio lavoro di scrittura su un libro che parla del mio lavoro e della disciplina che divulgo, insegno e sperimento per aziende e professionisti: la mobile content creation. Ormai è ampiamente terminata l’epoca nella quale noi produttori di contenuti potevamo permetterci di produrre un buon contenuto e affidarci alle reti di relazioni personali o alle collaborazioni avviate per vederlo venduto e pubblicato. Ora dobbiamo adoperarci per analizzare e conoscere molto bene la community che intendiamo servire con i nostri contenuti. La community è il punto di partenza per il disegno e la creazione dei nostri prodotti e per il percorso di creazione di interesse verso il nostro lavoro e verso chi può acquisirlo e trarne utilità.

    Una chiacchierata con la mia community

    Proprio a proposito di community ho deciso di pubblicare questo form per cercare di interagire con le persone che stanno seguendo il mio lavoro e per stabilire un contatto. Si tratta di un questionario semplice, il quale mi sarà molto utile per stabilire il punto della situazione su quanto fatto e per rendere più efficace il mio lavoro futuro. Se sei interessato a saperne di più sulla mobile content creation e fai parte di quel gruppo di persone interessate al mio lavoro, compila il form e facciamo una chiacchierata.

  • Il podcast mobile per le aziende: una nuova risorsa

    Il podcast mobile per le aziende: una nuova risorsa

    Nel mondo del marketing e dei media, ma più in generale nel web, stiamo entrando nell’era della voce, dell’audio.

    Lo dicono i dati, lo dicono gli impressionanti tassi di crescita delle vendite di assistenti vocali. Lo dice anche il mercato di una risorsa ancora poco esplorata dalle aziende italiane: il podcast. Basta fare qualche semplice ricerca per capire che la tendenza, per le aziende, ad affidarsi ai podcast per far viaggiare i messaggi e i valori del proprio brand, è diventata importante, consistente, crescente. Per questo motivo ho deciso, anche su un invito di uno straordinario partner “in crime” di spiegare in questo testo come il podcasting professionale stia incontrando la mobile content creation e come possa essere imparato e inserito in qualsiasi struttura aziendale (piccola, media o grande) per migliorarne la potenza di fuoco comunicativa, armonizzarne il linguaggio e creare un’interazione profondissima. Ecco 5 punti su cui sviluppare un programma.

    1. Piccolo è bello.

    I dati del mercato dei podcast non sono ancora rilevanti, ma questa è una buona notizia. E’ una buona notizia perché se volete inserire un podcast nella strategia di comunicazione della vostra azienda potrete sfruttare l’effetto primizia. Se hai cliccato il link sopra avrai visto i dati degli Stati Uniti e avrai già capito che in Italia la situazione non c’è diversa. Da fonti diverse si può intuire come siano poco meno di 3 milioni gli italiani che ascoltano questa forma di comunicazione stabilmente. Ecco perché se decidi di fare un podcast avrai, nel tuo mercato, l’etichetta interessante dell’innovatore . La community che ti segue potrà godere dell’effetto wow quando vedrà il tuo podcast arrivare nelle timeline dei social che gli appartengono.

    2. Mobile è facile.

    Se si desidera introdurre un podcast in azienda, farlo con le tecniche di produzione dei contenuti che vedono smartphone e tablet in prima linea farà diventare tutto più facile e semplice. Negli studi e nella preparazione dei progetti di questi giorni, mi è stato facile inventare un flusso di lavoro che dagli iPhone o dagli Android di una qualsiasi crew (anche da tutti i dipendenti) arrivi a una app di produzione che li edita, li equalizza e li pubblica in modo univoco sulla piattaforma che viene scelta. Viene facile pensare che la piattaforma di produttori interni possa essere anche un veicolo di partecipazione alle dinamiche aziendali. Se poi si fornisce la struttura dei supporti necessari (con qualche centinaio di euro si possono fornire microfoni adatti a tutti i dipendenti di una PMI), la potenzialità di racconto diventa effettivamente illimitata.

    3. Mobile è diverso.

    Il podcast aziendale è un linguaggio diverso se fatto col mobile. Non serve l’allestimento di uno studio di registrazione esterno ma bastano pochi accorgimenti per acquisire contenuti audio professionali. Il vantaggio, però, non si riduce a questo e alla facilità d’uso: il vantaggio è un linguaggio diverso, è la possibilità di far sentire il “rumore” del proprio lavoro in azione, di arrivare più vicino alle storie dei propri dipendenti, ma anche dei propri clienti. Il vantaggio è un audio diverso che solo il mobile sa regalare.

    4. Mobile è interattivo.

    I nuovi media e i nuovi mondi della comunicazione, finalmente, iniziano a far valere la potenza del mezzo smartphone per creare una forte interazione con chi ti guarda e vuole i tuoi prodotti. Il podcast è anche una “casella postale” dove i tuoi clienti possono far sentire, letteralmente, la propria voce. Per questo, salva la possibilità di gestire i flussi, lo strumento è indispensabile per entrare nel nuovo modo in cui si devono far percerpire le aziende in questo periodo.

    5. Mobile è nostro.

    Viviamo nell’epoca in cui lo smartphone è la porta dalla quale guardiamo il mondo. Se tu e la tua azienda volete raggiungere nuove quote di mercato dovete trovare lo strumento più adatto per poterle “centrare”. Il podcast è sicuramente il più agile e profondo. Se mi contatti potrò indicarti il progetto giusto, sia sotto il profilo editoriale, sia tecnico. Con un primo colloquio cercherò di capire l’ambiente giusto in cui impiantare un podcast aziendale e il progetto editoriale giusto per farlo crescere. Poi verranno la formazione, la creazione del flusso di lavoro, l’implementazione nelle varie piattaforme, la realizzazione del progetto e il suo follow up. Basta una mail a francesco@francescofacchini.it. Il resto verrà, ma il primo contatto costa solo la tua attenzione e la tua volontà di fare questo progetto. Ti aspetto.

    foto di copertina di Csaba Nagy/Pixabay

    Ulteriore fonte: https://www.nielsen.com/it/it/insights/article/2019/italiani-tutt-orecchi-potenzialita-dei-podcast/

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