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Social network: pubblica quando è utile

Ho provato una piattaforma di social media management per automatizzare la mia presenza e le mie pubblicazioni sui social network: ecco quello che ho scoperto

Nel percorso di crescita di questo strano 2020 ho razionalizzato molti passaggi di proposizione del mio lavoro, delle mie attività di marketing e dell’interazione con i clienti. Una delle cose su cui ho lavorato è la mia presenza sui social network. Ho preso una piattaforma in prova per un mese per verificare se l’automatizzazione delle pubblicazioni poteva portare sul mio telefonino dati di maggiore interazione con il pubblico. Non è stato così.

I motivi di un insuccesso

Il mio lavoro, come quello di tanti altri liberi professionisti, è un lavoro in solitaria e con risorse economiche molto ristrette. Per questo motivo posso mettere tra i motivi di insuccesso dell’operazione social media management anche la ridotta quantità di risorsa tempo che ho potuto dedicare a questo esercizio. Un’altra cosa, però, mi è balzata agli occhi, guardando il mio piccolo pubblico. Le reazioni avute alla programmazione automatica dei post sulle mie pagine sociali mi hanno fatto capire che chi mi segue lo fa per capire cosa penso, per sapere cosa dico e per trarne utili consigli. Tutto questo non può essere fatto da qualcosa di automatico.

Pubblicare quando…è utile

Per questo motivo ho abbandonato la piattaforma e ho deciso di rispettare un solo criterio di pubblicazione. Quale? Pubblicherò quando ho da dire qualcosa di utile, di importante, di impattante. Senza pensare a rigidi piani editoriali o a costose piattaforme che automatizzino la diffusione del mio verbo. Oltretutto vedo dai dati che l’impatto del traffico sui miei siti che deriva dai social non è aumentato se non quando il contenuto era di buona qualità. Un grosso messaggio di speranza che si porta dietro un consiglio utile: condividi valore quando ce l’hai tra le mani. Il resto comincia a contare di meno. Molto di meno.

Foto di Lisa Fotios da Pexels

Francesco Facchini

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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