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Esperienze

Olimpiadi: il messaggio dell’Italia e all’Italia

Le Olimpiadi fanno piangere.

Sono davanti alla tv e mi scendono ancora le lacrime dagli occhi. Patta, Jacobs, Desalu e Tortu hanno appena vinto l’oro nella 4×100 a #Tokyo2020. Loro saltano come grilli avvolti dal tricolore, io piango come uno scemo. Ho la pelle d’oca. Potrei raccontare molte cose, ma preferisco tenermi stretta la pelle d’oca che non accenna ad andare via e i brividi. Tanti, lunghi brividi.

Olimpiadi: un’indimenticabile estate italiana

Ho visto molto di queste #Olimpiadi, ho letto anche molto su queste Olimpiadi. Non ho visto mettere in fila parole per questo paese e per la lezione che ha dato al mondo (e a se stesso). Lo ammetto, io per primo mi sono sentito straniero proprio nel posto in cui sono nato. Molte volte. Io stesso ho urlato la mia rabbia verso questo popolo che spesso pensa all’io prima del noi. La storia, però, sta dicendo altro. Sta dicendo che questo è un paese che va oltre. Oltre i mafiosi, oltre gli imbroglioni, oltre gli evasori, oltre i ladri. In questi pomeriggi agostani, è uscita allo scoperto la vera faccia azzurra.

Così com’era successo l’11 luglio, con il calcio.

Nei giorni bui del #covid abbiamo tenuto grazie a una nazionale di eroi, quella dei medici e di tutte le persone che tenevano in vita il paese spento. Chi lavorava nella salute, chi nei servizi, chi nelle scuole. Tanti hanno indossato la maglia azzurra e hanno vinto un oro. Poi è arrivata l’estate e a trainare ci hanno pensato gli atleti, le squadre, i singoli, i tecnici, il movimento sportivo.

La cura per la nostra felicità

Dopo aver curato tutti coloro che si poteva, l’Italia degli atleti ha curato la nostra gioia, la nostra felicità. Ci ha mandato un messaggio, un whatsapp della storia: ce la possiamo fare. Sono usciti allo scoperto questi giovani che corrono, un metro dopo l’altro, dietro ai loro sogni. Adesso proteggiamoli e aiutiamoli. E’ un’incredibile estate italiana. La migliore della storia, nell’anno in cui lo sport è morto ed è risorto. Più forte del covid.

Olimpiadi: ecco il vero oro per tutti

L’Olimpiade di Tokyo mi ha entusiasmato per questo messaggio. Per questa lezione dell’Italia e per l’Italia. Ma c’è di più. A Tokyo 2020 ho visto messaggi umani che mai avevo visto prima. Gesti di amicizia, di libertà (Tom Daley che fa l’uncinetto è un’immagine fantastica, tanto per citarne una), di un mondo che si aiuta, che sorride, che vince e che perde sapendo una cosa. E’ tutta vita, vita da onorare, anche per i tanti che, questa estate italiana., non sono qui a viverla.

Il vero oro che vale anche per te e per me è lì, da prendere e da fare proprio. Si tratta di un messaggio semplice. Lo mandano gli sportivi italiani. Pensaci. Tutti questi ragazzi hanno coltivato il loro sogno a 5 cerchi di nascosto, al chiuso, da soli, tra mille problemi, tamponi, solitudini, distacchi. Ha pesato molto l’assenza di gare e mi viene da credere che abbiano fatto una fatica mostruosa a tenere in piedi il loro percorso, a fare i carichi di lavoro, a puntare l’obiettivo Tokyo.

Un successo nato in quarantena

Hai riflettuto, guardando questi lampi azzurri, su quanto possa essere stato difficile per questi atleti non avere tante gare, non guardare gli avversari, non avere punti di riferimento? Sono stati anche loro in smartworking, come te, come me, come tanti. Si sono guardati dentro e hanno caricato da soli la batteria dei loro sogni. Oltre i problemi, oltre gli ostacoli, oltre gli infortuni.

Spero ti sia arrivato forte questo messaggio. Ce la puoi fare. Se hai perso il lavoro, se sei stato male, se sei stato solo. Ce la puoi fare. Se hai un progetto, se cerchi un rilancio, se vuoi andare più veloce, più in alto, più forte. Allenati, continua, insisti, metti in fila gli ostacoli e passali. Uno a uno. Non guardare al traguardo, guarda ogni passo. Trova dentro di te chi sei, esprimi quello che senti, mostra quello che sai fare. Hai una storia da raccontare e un oro da vincere.

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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