Mese: Settembre 2021

  • Workflow, tempo, smartphone: la chiave del cambiamento

    Workflow, tempo, smartphone: la chiave del cambiamento

    Workflow è un inglesismo che adoro. Davvero tanto.

    Più in generale adoro la parola flusso. Per me è un vero mantra. Ne interpreto la filosofia in un modo talmente appassionato che, talvolta, mi capita di non capire perché sto prendendo una certa decisione e di veder arrivare le giuste connessioni e le giuste motivazioni dopo che l’ho presa.

    Anche nel mio lavoro mi capita di vivere le giornate secondo un flusso. Programmo le attività creo le liste sul mio smartphone, programmo il tempo che voglio dedicare al singolo impegno e poi mi immetto nel flusso. Faccio una certa fatica ad andare con ordine di priorità, ma al termine dei giorni arrivo sempre consapevole di aver fatto quello che serviva fare in quelle ore. Se non per il lavoro, se non per i clienti, certamente per me. Certo, poi ci sono le scadenze che arrivano e che ti costringono a incanalare la forza del tuo lavoro verso un certo risultato da raggiungere in un certo tempo, ma questo non toglie che interi settori dei tuoi giorni abbiano la possibilità di vederti avanzare seguendo il flusso.

    Per esempio in questo momento non dovrei scrivere questo articolo, ma dovrei fare marketing sui social su una cosa che riguarda Algoritmo Umano. Però sono partito da queste righe perché mi servono per mettere in fila molti ragionamenti che farò quando devo fare la cosa più importante, quella che dovrei fare al posto dell’azione che sto facendo ora.

    Il flusso di lavoro parte dal tuo smartphone

    Nelle righe di Smartphone Evolution l’ho ribadito spesso: lo smartphone è il punto di equilibrio di un cambiamento e del rilancio del nostro lavoro. Sì, anche del tuo. L’hardware che hai registra, elabora dati, fotografa il tuo tempo. Si tratta dell’assistente che può potenziarti e che ti fa vedere con lucidità il tuo percorso temporale per fare in modo che sia poi tu a imboccare una strada, a cambiarla, a decidere una direzione piuttosto che un’altra. Il mio flusso di lavoro parte ogni mattina dallo smartphone e termina ogni sera sullo smartphone.

    Il lavoro nelle aziende è cambiato e ho la netta sensazione che non si tenga in sufficiente conto quello che può essere sviluppato attraverso gli smartphone. Nel mio lavoro di consulente sto vedendo con chiarezza che i telefonini sono punti di contatto, apparecchi di produzione del contenuto in cocreazione, strumenti di conoscenza, formazione, informazione. Possono essere gli apparecchi con i quali si uniforma la cultura di un’azienda oltre alle operazioni con le quali si crea il valore di un prodotto o di un servizio. Insomma, con la crescita delle opportunità tecnologiche collegate allo smartphone, sembra proprio che questi personal device possano essere macchine che producono valore aziendale tanto quanto le catene di montaggio.

    Serve progettazione di workflow mobile

    Gli smartphone possono creare valore aggiungendo qualcosa ai prodotti o ai servizi di un’azienda, ma anche togliendo qualcosa ai costi dell’azienda. La progettazione di flussi di lavoro con apparecchi mobili può aprire un ventaglio di possibilità, ma va gestita. Gli smartphone possono aiutare la virtualizzazione dei passaggi operativi o rappresentare elementi terminali di un nuovo servizio o prodotto. Per questo, assieme all information technology ci vuole un progettista di operazioni in mobilità. Uno che possa trasformare le azioni virtuali in creazioni di valore reale. La tecnologia mobile, il flusso di lavoro, il tempo: tre elementi su cui si potrebbero sviluppare grandi cambiamenti di un’azienda.

  • Formazione, Aziende e giornalisti: c’è un capitale da non sprecare

    Formazione, Aziende e giornalisti: c’è un capitale da non sprecare

    Formazione, informazione, flussi di lavoro, conoscenze. Per le aziende sono parole importanti.

    Occupandomi stabilmente di formazione, in ambito accademico, istituzionale e aziendale, mi sono reso conto in questi mesi che le aziende hanno degli importantissimi asset immateriali da non sprecare, legati proprio a queste parole. Gestire le informazioni dell’azienda, ma anche il flusso di contributi di formazione, il miglioramento dei processi di lavoro e dello scambio di conoscenze, è una delle sfide che dovranno raccogliere gli imprenditori in questa epoca nella quale il luogo e il tempo di lavoro si stanno smaterializzando.

    Tra uffici digitali e uffici fisici, si perde moltissimo.

    Così come l’immagine e il percorso digitale di un’azienda vengono in gran parte snobbati in questo periodo di ripresa (“Bisogna produrre e fatturare!”), vengono presi mediamente sottogamba anche i processi di scambio e valorizzazione di informazioni, formazioni, conoscenze e contenuti di qualsiasi azienda.

    Nelle piccole perché non c’è tempo di curarli, non ci sono soldi, non c’è abbastanza attenzione. Nelle grandi aziende perché i processi di lavoro spesso non sono snelliti, ma complicati dalla tecnologia e dalla burocrazia. In questo modo, nel passaggio del sapere di ogni tipo tra gli uffici digitali e gli uffici fisici di qualsiasi organizzazione aziendale, si perde molto.

    Le conoscenze non vengono formattate, scritte, fatte vedere, mostrate consegnate in un modo armonico e accessibile a tutti. La conseguenza è che non viene curato abbastanza il processo di apprendimento delle conoscenze da parte delle risorse di un’impresa e, di conseguenza, non vi è una trasformazione in valore del know-how che si apprende.

    Ci vuole progettazione, ma ci vogliono anche i giornalisti

    Sto passando questi giorni a studiare, per offrire una formazione migliore su Algoritmo Umano e in ogni collaborazione dedicata a questo settore. Naturalmente per la formazione, l’informazione, i flussi di comunicazione e conoscenza ci vogliono gli specialisti della progettazione didattica.

    La cosa interessante, però, è che in questo mondo del lavoro e delle aziende sempre più liquido, ci vogliono anche i creatori del contenuto che possa soddisfare al meglio le esigenze di chiarezza, univocità del messaggio, completezza, competenza ed armonia con i valori aziendali. Per questo continuo a pensare e continuo a lavorare perché ci sia sempre più bisogno di giornalisti per creare questi contenuti di formazione, informazione, conoscenza e cultura aziendale. Contenuti che, con la digitalizzazione del lavoro, stanno diventando sempre più importanti. Sono un capitale da non sprecare.

  • WordPress, lo zen e creare senza codici

    WordPress, lo zen e creare senza codici

    WordPress: non avrei mai creduto che la lingua più importante del mio futuro sarebbe stata proprio quella con cui si fanno i siti.

    Eppure è così. WordPress è uno strumento, una cultura, un modo di creare delle cose che sta diventando sempre più decisivo nello sviluppo dei progetti che realizzo o seguo. In WordPress sto creando la nuova piattaforma di Algoritmo Umano, con WordPress ho disegnato cose belle sul web. Sempre con questo modo di creare luoghi digitali, ho modificato il mio lavoro per sempre e costruito un vero ufficio virtuale nel quale, se vuoi i miei servigi, posso riceverti, capirti, progettare le soluzioni che ti servono e realizzarle insieme a te.

    Anche senza incontrarti fisicamente, anche senza disturbarti troppo.

    Come sempre, su questo blog, ti racconto quello che sta dietro il mio lavoro e la mia vita professionale. In questi giorni mi sono immerso dentro WordPress per imparare, a forza di prove, a fare pagine statiche e creazioni grafiche con questa filosofia operativa. Ho scoperto cose meravigliose, ho avuto problemi inaspettati, ho capito che posso realizzare progetti ancora più grandi per i clienti e per me. Ho anche provato la frustrazione che provoca incontrare un problema, vedere che una parte del lavoro che hai realizzato si distrugge e partire per la ricerca di una nuova soluzione.

    Uno strumento necessario

    Lo dico subito. Non sono un professionista della creazione di siti internet e di piattaforme digitali. E non voglio esserlo. I professionisti sono altri e sono importanti. Sono uno che, in questo anno, ha solo voluto arricchire il suo bagaglio culturale cercando il linguaggio per crearsi la sua casa digitale da solo, provando a impararlo e poi a utilizzarlo.

    Per costruire.

    Certamente il risultato che si vedrà nei prossimi giorni su Algoritmo Umano o i cambiamenti che hai visto qui sono perfettibili. Per me questi siti sono un continuo laboratorio di test, ma quello che è certo è che ho capito che WordPress è uno strumento necessario, un linguaggio da conoscere assolutamente se fai il giornalista, il comunicatore, il creativo, il marketer. Dico di più: WordPress è un mondo che dovrebbero conoscere tutti coloro che hanno professioni con una cote pubblica, così come dovrebbero apprendere la Mobile content creation.

    Ci pensi cosa potrebbe voler dire per il tuo lavoro, qualunque esso sia, che sai creare un tuo sito e, con lo smartphone, sai riempirlo di contenuti bellissimi? Prova a pensarci…

    WordPress e lo zen

    Cosa centrano Worpress e lo zen? Ti spiego. In queste ore ho incontrato un problema con una parte del sito di AU che mi aveva permesso di realizzare una cosa. Si tratta di un plugin che non va più e che mi ha perfino fatto sparire contenuti. Non ti dico lo scoraggiamento (e i porchi e le parolacce che ho tirato). Poi mi sono fermato, mi sono allontanato e ho cominciato a pensare. Già, perché per ogni problema c’è una soluzione, almeno dentro WordPress.

    Il pensiero è diventato divertimento, il divertimento progettazione, la progettazione test. Per la cosa che voglio fare non ho ancora trovato una soluzione che mi faccia ritornare a fare quello che desidero fare nelle pagine di Algoritmo Umano, ma sono certo che la troverò. Intanto ho trovato l’esperienza, la temperanza, la pazienza e la ricerca. Momenti che, di solito, vengono poco prima della sorpresa e della soluzione. Un’esperienza che dovresti provare, una specie di videogioco multisensoriale che ti tiene acceso, sveglio e proiettato verso il futuro. Ecco che cos’è creare senza codici: una splendida avventura.

    WordPress e un giornalista

    Alla fine perché è importante conoscere WordPress se sei un comunicatore? Perché il web è il luogo dove si fa informazione e perché i contenuti innovativi per l’informazione vengono costruiti proprio con il linguaggio digitale di WordPress (in massima parte). Se devi realizzare un contenuto multimediale, quindi, devi anche essere in grado di sapere, dal punto di vista grafico, come questo contenuto si trasformerà in una o più pagine web e quale sarà l’esperienza dell’utilizzatore.

    Essere un giornalista oggi presuppone una caratteristica in più rispetto al passato. Non devi solo saper produrre il contenuto, devi anche saper concepire l’esperienza che chi lo fruisce passerà per dare a questa la giusta intensità a seconda dei momenti di quello che stai scrivendo, realizzando, facendo vedere o sentire. Per questo il tuo strumento è WordPress e il fatto che tu non lo conosca è un problema.