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Percorsi

Il mio regalo dei 50 anni: smettere di correre

50 anni, arrivare a 50 anni e imparare.

Ho compiuto mezzo secolo e mi sono regalato il più bello dei regali. E’ notte, una notte strana. Una notte che guarda il mondo sbattersi per un motivo stupido. Sono caduti tutti i social network dalle ore 17.30 italiane del 4 ottobre 2021 e stanno ripartendo ora. Sono passate sette ore. Sette ore senza reti di connessione per 4 miliardi di persone. Un evento mai successo prima, almeno mai per un numero così lungo di ore. Il tutto nel giorno dei miei 50 anni, giorno che ho passato in un modo strepitoso, facendo una serie di cose che desideravo fare, con le persone che desideravo ci fossero attorno a me.

Sarà stata la pioggia

Qui a Milano ha piovuto in modo battente. Fino a ieri la cosa mi avrebbe reso insoddisfatto, incazzato, deluso. Mi sarei rovinato la festa. Oggi ho trovato il sole dappertutto. Nelle cose piccole, nei respiri che facevo, nei cibi buonissimi che ho mangiato. Nei sorrisi di mio figlio. Nel down dei social. Questo compleanno ha lavato via tutto. Sarà stata la pioggia, ma ho pensato, pensato, pensato. E ho tolto. Tolto dal cuore il peso delle difficoltà, tolto dall’agenda quello che non è importante, tolto dal cervello i pensieri. I miei 50 anni sono diventati il primo giorno di un nuovo inizio.

Un rallentamento immediato

Non so se hai 50 anni. Se ne hai meno o di più. Ti racconto cosa è successo a me. Proprio il crash dei social network mi ha fatto decelerare in un modo violento, immediato. Come in una magia si sono avvicinati e messi a posto i pezzi di un puzzle che settembre aveva allontanato. Con le sue difficoltà inaspettate, con i suoi carichi di notizie non buone. Ho scalato dalla quinta alla prima marcia e mi sono fatto un regalo. Ho deciso di smettere di correre. A 50 anni cominci a fare i conti con il fisico che non regge, con gli acciacchi, con le rughe, con i segni sul cuore. A 50 anni, però, hai un cervello che va veloce e occhi che vedono il futuro. Per cui ho deciso di correre col cervello e coi sogni… e di rallentare in tutti gli altri campi della mia vita.

Il lavoro si crea, infinite volte

A 50 anni impari che non puoi apparire. Devi essere. A 50 anni capisci che la musica non è rock, è jazz. A 50 anni cammini con il tuo passo e vai fino in fondo. A 50 anni il lavoro lo devi creare perché non te lo dà nessuno. A 50 anni non devi mentire. Puoi finalmente dire la verità. Anche a te stesso. Puoi rialzarti infinite volte perché lo hai fatto già infinite volte. Allora vai pure a dormire e domani alzati, Francesco. Metti le dita sui tasti giusti e guarda davanti. Prenditi quello che ti spetta e imponiti il tuo ritmo. Hai le mani che producono incanti e il cervello che vede il futuro. Non puoi sbagliare se smetti di correre.

Ricomincia da te

Quando compi 50 anni devi ricominciare. Nell’ultimo mese ho creato moltissimo, domani cercherò di iniziare il percorso per tornare all’università. Per ricominciare, per rifarmi, per ripartire da zero e impostare i miei prossimi due anni. Un altro giro, un’altra trasformazione, un’altra strada, un’altra storia. Con quel passo, il tuo. Con quel ritmo, il tuo. Se hai bisogno di trovarlo e non riesci, parlo con te che stai leggendo, contattami. Sono certo di poterti aiutare. A trovare il tuo strumento, la tua musica e il tuo ritmo. A 50 anni è il momento di ricominciare. Ma magari anche a 30, a 60, a 80.

La lezione di questo down dei social

I social stanno ripartendo. Ecco cosa mi hanno fatto imparare oggi. Mi hanno fatto smettere di correre, smettere di pensare ai numeri, a engagement, community, like, fan, pagine, account, metriche, contatti. Per tornare al centro delle cose. Lavorare, con valore e per il valore. Facendo in modo di farlo girare. Il più possibile, ma senza contare troppo sul dover essere qualcosa di diverso da quello che sono. Ascolta uno stupido: fallo anche tu.

E se i social non tornassero più?

Aver compiuto mezzo secolo nel giorno in cui i social più importanti sono spariti dalla faccia della terra, mi ha dato il senso più bello dei miei cinquanta. Mi hanno fatto imparare, rallentare e sapere che sono anche senza i social. D’altronde sono della generazione degli ultimi testimoni di una vita senza internet. E anche senza il web la vita era bella lo stesso. Vorrei che fosse di estremo valore con e senza la nostra connessione costante. Farò in modo che sia così.

E tu cosa faresti se i social sparissero per non tornare più?

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

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