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Legge elettorale: non sarò rappresentato

Io non voglio parlare di politica, ma è più forte di me.

La legge elettorale con la quale si andrà a votare il 25 settembre 2022 è un assurdo. Anzi, è un attentato alla democrazia e, più in particolare, al principio di rappresentanza che è una delle architravi di un governo democratico di un paese. Si chiama Rosatellum ed è una mostruosa stortura di un sistema politico che ha sfilato dalle mani dei cittadini la possibilità di scegliere il proprio rappresentante presso le massime istituzioni.

Il nome che devi votare tu e che devo votare io lo decide qualcuno chiuso in qualche segreteria di partito. E pensa, viene deciso anche, analizzando i collegi a colpi di sondaggi, se il rappresentante che sei obbligato a eleggere vincerà o perderà. Già, perché nelle liste dei candidati, in particolari zone dove una delle due-tre forze in campo non pensa di poter vincere, vengono piazzati dei veri vuoti a perdere.

La legge elettorale è un’umiliazione

Questa legge elettorale è un pateracchio tirato su con la colpevole connivenza di tutte le forze politiche ed è il risultato mostruoso di veti e controveti che hanno ucciso una delle cose più sacre della democrazia, vale a dire quel diritto sacrosanto a indicare la persona che si desidera sostenere nella scheda. Anche per poter sapere chi andare a prendere a pomodorate se fallisce il suo mandato.

Questa legge elettorale è un’umiliazione per milioni di elettori che ragionano e un trionfo per l’autoconservazione del potere politico. Questo meccanismo becero, clientelare, oserei dire mafioso, mette in ginocchio la dignità di qualsiasi elettore o elettrice. La vergogna che viene perpetrata a tutti, in ogni parte dell’emiciclo politico, è naturalmente passata sotto silenzio zittita dalla lontananza tra il mondo iperuranico della politica italiana, pieno zeppo di incompetenti, impresentabili, mezze figure e professionisti del settore, e il mondo delle persone normali. Le quali si avviano a un’accelerazione del loro impoverimento.

Votare è sempre più difficile

Questo è il mio luogo digitale e allora non mi nascondo. Sono un elettore di centrosinistra e nel mio collegio mi troverò davanti un dinosauro della politica da votare. Parlo di uno che non conosco, ma che nel 1992 era già in posizioni di vertice. Dichiaro pubblicamente che non lo voterò perché non mi rappresenta. E’ tutto l’opposto rispetto a quello di cui ho bisogno. Non farò a meno di votare, ma non potrò votare chi rappresenta il vecchio, il passato, chi è correo dello stato comatoso in cui versa il mio paese. Si chiama Bruno Tabacci. Niente di personale, Bruno, eh… ma sei uno che dovrebbe stare a casa.

Mi trovo così: io non sono e non sarò rappresentato.

Già, anche perché comunque anche al Senato mi troverò già scritto il nome, come te, come tutti. Per cui non sarà una mia scelta, sarà la scelta di qualcuno che dovrebbe provare vergogna per aver portato il paese in questo baratro e aver reso sempre più difficile il voto.

Legge elettorale e la costrizione del non voto

Sono costretto al non voto e per me è assurdo. Il voto non è solo un diritto, ma anche un dovere. Ho sempre votato. Tuttavia votare qualcuno che non ti rappresenta per nulla ed è deciso da qualcun altro è una cosa che non sopporto. Questa legge elettorale costringe tantissime persone a non votare. Io mi permetto di fare un sogno. Sogno milioni di persone che non si sentono rappresentate andare ai seggi, chiedere le schede elettorali e, se non trovano un bagliore di decenza nel nome di qualcuno, votare milioni di schede bianche. Ne voglio milioni, ne sogno milioni. Sarebbe un silenzioso urlo contro tutti coloro che ci hanno portato in questo mare di merda.

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