Giorno: 2 Settembre 2026

  • Scrittura e Intelligenza Artificiale: il grande equivoco

    Scrittura e Intelligenza Artificiale: il grande equivoco

    Come si scrive con l’IA?

    Non delegando la stesura, ma guidando la tecnologia. L’intelligenza artificiale non deve creare bozze, ma aiutarti a progettare, co-creare e verificare i testi in tempo reale. Il messaggio resta umano: l’IA assiste e valida velocemente, ma tu scrivi ogni singola parola.

    Detto questo ti confesso che c’è una cosa che faccio fatica a capire: il modo in cui viene concepita la scrittura aumentata dall’IA. Tutti ti dicono: “Fai fare una bozza! Fai scrivere lei!”. Credo che questo sia pura follia.

    Per questo motivo non riesco ad appassionarmi al dibattito di questi giorni sulla serie di strumenti di rilevamento dei testi generati da intelligenza artificiale, come quelli comparsi su LinkedIn e Substack. Non mi appassiono a questo dibattito perché lo ritengo un chiacchiericcio ben poco utile rispetto al problema vero della scrittura potenziata dall’IA.

    Scrittura e Intelligenza artificiale: delega mai!

    La scrittura potenziata dall’IA non la comincia l’IA. Il compimento dell’interazione tra l’uomo e la macchina mentre l’uomo scrive non si trova nel delegare all’intelligenza artificiale la creazione del messaggio, ma in ben altro atteggiamento. Mi stupisce che fior fior di comunicatori non capiscano che questo è il problema genetico di come viene presentata la scrittura aumentata. Con l’IA sta nascendo un modo nuovo di scrivere che penso sia un’avventura meravigliosa: mi ha cambiato il modo di comunicare e dii lavorare. Tuttavia, l’IA deve intervenire in determinati punti, e uno di questi non è certo quello di far creare bozze alla macchina.

    La scrittura aumentata dall’IA diventa un incastro magnifico nel momento in cui l’intelligenza artificiale ci aiuta a progettare il concetto di un messaggio che sarò io poi a scrivere, a co-creare, a verificare, facendomi creare messaggi e scritti già verificati. È un questa la figata, non altro…

    L’esperienza diretta: il controllo umano in tempo reale

    Qualche settimana fa mi sono trovato a dover scrivere per il mio sito per il quale dovevo entrare in maniera profonda all’interno di alcuni testi legislativi molto complicati. Ho iniziato a scriverlo aprendo la modalità live di ChatGPT, lasciando il modello in stand-by e chiamandolo in causa solo per verifiche puntuali di passaggi legislativi che gli avevo dato in pasto, oppure fonti dirette per sostanziare le mie affermazioni.

    Ho chiesto verifiche, ho chiesto l’analisi di una frase o due, ho chiesto sinonimi, ho chiesto verifica di congruità e coerenza concettuale. Ho svolto tutta una serie di processi contemporaneamente all’atto della scrittura, grazie ai quali al termine sono arrivato a produrre un pezzo creato da me parola per parola, che ha beneficiato dell’assistenza velocissima e profonda dell’intelligenza artificiale nella verifica e nella correttezza di ogni mia frase, di ogni mia affermazione e di ogni mio dato. È stata un’emozione fortissima che non credevo di poter provare all’alba dei 55 anni.

    Custodire il messaggio

    La scrittura potenziata dall’intelligenza artificiale diventa magica e può essere un momento di profondo cambiamento per tutti nel momento in cui la piloti e la dirigi per darti tutta l’assistenza, la ricerca, la verifica e la potenza di calcolo a servizio di quello che tu stai scrivendo parola per parola o di quello che tu stai pensando di progettare.

    Certamente la tua comunicazione, i tuoi messaggi, le tue ricerche, i tuoi report, i tuoi post, i tuoi temi, le tue tesi, i tuoi messaggi WhatsApp da inviare alla persona che ami, al tuo migliore amico o alla tua migliore amica non possono essere generati partendo dall’IA. Perché, se lo facciamo, stiamo lasciando andare una delle ultime cose che ci rende profondamente umani: il messaggio.