Mojofest diventa grande e sbarca in Asia


Francesco Facchini
Mojofest diventa grande e sbarca in Asia

Mojofest 2019 sarà ancora a Galway e…

Andiamo con ordine, prima di addentrarci nelle novità di Mojofest. Andiamo con ordine perché per il mio podcast, Italian Mojo Stories, ho realizzato una lunga intervista con il big boss della community internazionale dei mobile journalist, Glen Mulcahy, il quale mi ha consegnato molte novità sull’edizione 2019 della massima conferenza internazionale sulla mobile content creation, Mojofest. L’organizzazione di Mojofest è già ripartita e il giornalista irlandese, fondatore della community internazionale, ha già messo in cantiere l’iniziativa dei Mojo Tours e impostato l’edizione di Mojofest 2019. 

La lunga chiacchierata su Anchor

Il podcast che sto tenendo sulla mobile content creation sta avendo un successo più che discreto, ma oggi ha avuto proprio un picco con la chiacchierata con Mulcahy che ha raccontato ad ampio raggio il momento di Mojofest, l’iniziativa del Tour immersivo di ottobre e la stagione 2019. Le parole di Glen hanno raccontato di una crescita della sua iniziativa e di una apertura proprio verso le zone nelle quali il mobile journalism sta diventando il linguaggio normale del giornalismo e dei media. Già, sto proprio parlando delle zone asiatiche, con particolare attenzione verso l’India. 

Mojofest si allarga e si allunga

La chiacchierata con Mulcahy è stata un viaggio nel presente e nel futuro della community dei mobile content creators e di Mojofest. “Nonostante le difficoltà di una manifestazione annunciata tardi e partita tardi – ha raccontato Glen Mulcahy – dall’edizione di Mojofest del 2018 ho avuto ottimi feedback. Guardiamo avanti e posso dire con ottime possibilità che nella prima parte del 2019 Mojofest avrà la possibilità di sbarcare in Asia. Avrà naturalmente una edizione europea che si terrà nuovamente a Galway perché posso rivelare che sono ai dettagli per la firma del contratto che conferma la nostra sede alla NUI (National University of Ireland) nel campus della città atlantica che è stato una sede spettacolare per l’edizione 2018. Posso anche dire che sarà di 4 giorni, con una struttura molto diversa dal 2018 e con una parte precisa e netta dedicata alla fotografia. Certo, so che non è facile arrivare a Galway e qualcuno me lo dice spesso, ma sono ancora convinto che la magia di quel posto aiuti molto la community. Poi stiamo lavorando col marketing dell’Università per allargare la base di pubblico potenziale”.

Il rapporto con i media 

Il rapporto con i media deve avere un percorso che è chiaro nella testa di Mulcahy: “Negli anni passati, quando avevamo budget ed RTE dietro, i media sono venuti a mostrare il loro meglio in questo campo, ma oggi il modello di Mojofest è diverso e si concentra sulla community. I media sono i benvenuti a Mojofest e possono creare interazione con chiunque di noi, ma deve essere incidentale e costruttiva la cosa. Piuttosto penso e spero che si possa sviluppare di più il rapporto con le company perché penso che il vero mercato per i mobile journalism sia nelle aziende che possono imparare a raccontare da sole il proprio brand con le tecniche del mobile journalism”. Verità, i media sono in ritardo di percezione rispetto alle aziende e “prostrare” la community alla carità delle media company non è produttivo. Meglio svilupparne la cultura. 

Il drone journalism? Si, ma…

Aperto il discorso sul drone journalism. “Assolutamente – conferma Mulcahy – io stesso sono un drojo appassionatissimo e ho quattro droni. A Mojocon 2 (2016) invitammo il drone videomaker Philip Bloom a parlare e fu ottimo perché spiegò per bene l’importanza delle immagini aeree nel racconto video, in particolare modo cinematografico. Il concetto più importante, infatti, è quello, è da collegare a come utilizzare il drone per lo storytelling e per il mojo senza rimanere incantati dalla tecnica. Fu grandissimo e fu una bella esperienza averlo a disposizione. Ho cercato di ricontattarlo e ho cercato di interagire anche con DJI per aprire un dialogo, ma ho avuto poche interazioni, forse anche perché c’è una conferenza nello stesso periodo in Irlanda proprio focalizzata sui droni. Però c’è stata poca interazione, ma voglio ribadire pubblicamente che, per me e per la nostra cultura il drone può far parte del mobile journalist kit ed essere una grande opportunità di mercato per i produttori di droni. Mi spiace di non riuscire ad avere interazione con DJI, spero che la cosa cambi. Sarei felice di aprire al drojo”. I  quali, invece, continuano a essere concentrati sulla tecnica. 

Il laboratorio immersivo; Mojotours

Mulcahy e la sua Mojofest LDT hanno lanciato il primo MoloTour che, dal primo al 6 ottobre, rappresenterà il primo laboratorio immersivo di mobile journalism “on the road” mai lanciato. Puoi trovare tutte le informazioni qui.

“Negli anni ho sempre visto che quello che mancava ai corsi mojo fosse uno scenario ispirante – ha detto Mulcahy -. Tuttalpiù si poterva uscire dal palazzo e andare di fronte o fare due passi a fare qualche foto.  Con questa esperienza, di 5 giorni in giro sulla costa atlantica dell’Irlanda, vogliamo provare a vedere quanto aumenta la resa di un corso mojo intensivo.
Sono ansioso di vedere come andrà e quali saranno i feedback che avrò da chi parteciperà”. Una bella avventura e un modello da cui trarre ispirazione, come forse ti ho già accennato, per proporre la cosa anche in Italia, paese dove gli scenari mozzafiato certamente non mancano. Un mercato che può espandersi.

Il grande saluto a Mojo Italia: “Spiace non esserci”

“Quello che state facendo in Italia – conclude Mulcahy – con Nico Piro e Mojo Italia è molto importante. Mi spiace non esserci, ma impegni mi portano in Asia fino al 23. Sono anche molto invidioso, bonariamente, naturalmente, della possibilità che avete avuto di impostare il vostro modello senza far pagare i biglietti. Vorrei davvero tanto poterlo fare anche con Mojofest. Sono ansioso di vedervi all’opera e di avere da voi feedback su questo coraggioso modello che avete scelto. Il consiglio che posso darvi e fate più networking possibile, usate al meglio i social e comunicate personalmente il più possibile i valori di questa manifestazione. Il marketing di bocca in bocca è il miglior referral possibile, più di tante campagne di marketing. Sul Mojofest group la porta per voi è aperta, la community può aiutare molto. Vi auguro il meglio e seguirò con grande interesse il vostro hashtag. Mi spiace non esserci, davvero”.

Show Comments (0)

Comments

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Related Articles

News

Mojocon 2017: in arrivo i biglietti per la manifestazione

[fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility”...

Posted on by Francesco Facchini
Mobile Journalism

Facebook: cambia algoritmo, meno news e più mobile journalism

[fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=””...

Posted on by Francesco Facchini