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iPhone SE: lo smartphone vintage funziona


Francesco Facchini
iPhone SE: lo smartphone vintage funziona

Esperienze sul campo a Parigi

Ho deciso di partire per Parigi con un iPhone SE e con Adobe Rush come filosofia di montaggio e come flusso. Ho raccolto sul campo moltissime informazioni su come un vecchio telefono si comporta con il mondo delle app più nuove e più performanti. L’iPhone SE lavora anche con le ultime suite di montaggio ed esegue le operazioni con una buona velocità, sebbene ormai lo schermo sia irrimediabilmente piccolo. Lo smartphone rallenta, è naturale, quando gli vengono chieste operazioni come l’esportazione o l’attacco al gps, due cose piuttosto faticose per qualsiasi telefono, puoi credere per il primo telefono della Apple con architettura a 64 bit.

L’iPhone SE stupisce

l’SE, sul campo, è spettacolare sull’immagine posata, ferma, sulla luce naturale, ma anche bassa. L’hardware è ancora molto efficiente, ma forse il meglio del telefono lo tira fuori il software. Per un vecchio come me è un problema montare su uno schermo così piccolo, ma bisogna dire che SE tiene e fa girare tutto, esegue tutte le operazioni e non si tira mai indietro. Pretendere che viva una giornata intera è follia, con le app di oggi non è possibile, quindi se ci lavori devi portarti batterie. La leggerezza, la velocità d’uso, la basicità delle possibilità operative (voci, immagini ferme, pochi svolazzi, molta sostanza) fa in modo che si possa incontrare un linguaggio mojo più semplice, ma ugualmente molto bello.

La questione dell’obsolescenza e il problema della connessione internet.

Molta parte del mondo della mobile content creation lavora su macchine come queste è forse è il caso di fare un appello a produttori di tenere conto che la loro maledetta obsolescenza programmata è un danno per la parte più grande dei creators di tutto il mondo. Ad ogni modo il mio iPhone SE ha retto tutti gli urti e mi ha fatto raccontare l’esperienza di questa prima visita a Satis in questo modo, direi, discreto. Adobe Rush ha fatto il resto, dandomi enormi potenzialità a livello di montaggio e di grafica, ma facendomi penare moltissimo dal punto di vista del cloud. Con la connessione internet che avevo a disposizione a Parigi non ho potuto terminare il video al pc. Volevo farlo per non spaccarmi gli occhi in quello schermino del mio iPhone SE. Invece nulla: ho finito sull’SE.

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