Editore

Editore della tua vita e della tua carriera

Editore: una parola strana. Cambiata nel tempo.

Questo lungo periodo di emergenza ci sta rendendo coscienti della necessità di avere un’immagine digitale, ma la stretta della crisi economica sta già minando questo pensiero dalle fondamenta.

Me ne sono accorto nel giro di pochi giorni, quando è iniziata la fase due. La necessità di comprendere cosa bisogna fare per ricominciare il lavoro, per seguire le disposizioni per la riapertura e per ricevere gli aiuti promessi e mai arrivati, ha già messo in cantina la voglia di essere digitali. Troppe le necessità primarie e le preocccupazioni stringenti per pensare di riuscire a essere anche editore della tua vita e della tua carriera.

Perché è importante cercare di essere editore di te stesso.

La reazione nervosa della fase due e il repentino ritorno alle dinamiche di lavoro normali, ha rallentato quel pensiero che, nella calma surreale del lockdown aveva fatto largo nella propria mente: quello di diventare editore del proprio percorso. Restano, tuttavia, le dinamiche sociali che impongono di considerare come stabilmente diversi da prima alcuni comportamenti. Per questo motivo l’uso delle piattaforme che abbiamo a disposizione per pubblicare contenuti rimane basilare. Dobbiamo, infatti, arrivare ai nostri clienti con ottimi contenuti che aiutino a creare quella relazione che prima coltivavamo con gli incontri, con la vicinanza fisica. Esempio: se il mio negozio di scarpe ha appena accolto una nuova linea di calzature di pregevole fattura, il racconto che ne posso fare sulle reti sociali sostituirà la chiacchierata con il cliente che entrava in negozio. Questa interazione virtuale velocizzerà il momento fisico dell’acquisto, lo renderà più veloce e meno costoso, perché il cliente è già stato informato dal tuo contenuto, dalla tua azione come editore. Ecco perché è importante esserlo.

L’ unico editore onesto sei tu.

È una provocazione, perché in molti svolgono il ruolo dell’editore in modo egregio. Tuttavia mi serve per farti capire che l’unica persona che può raccontare in modo fedele quello che stai facendo sei tu. Il tuo lavoro, il tuo percorso, la tua vita li conosci meglio di chiunque altro. In periodi nei quali il giornale più seguito d’Italia, la Repubblica, soffre a causa di conflitti di interesse con il proprio azionista, mettendo ulteriormente in crisi la credibilità già compromessa del giornalismo, il ragionamento non è scontato. Oltretutto nel tuo telefonino ci sono app che permettono una pubblicazione veloce e semplice. Questo aumenta la tua possibilità di pubblicare senza perdere troppo tempo, anche se sei preoccupato dalle surreali dinamiche di questa ripresa.

La società è cambiata e potrebbe anche, in caso di rialzo dei contagi, tornare alla fase uno. Per questo ti invito a non abbandonare troppo rapidamente l’idea di diventare editore di te stesso. Oggi i tuoi clienti usano internet e lo smartphone in modo molto diverso dal passato. Il commercio elettronico risponde alle sollecitazioni. Non lasciar cadere questa opportunità: diventa editore di te stesso.

Foto di Werner Moser da Pixabay

Francesco Facchini

Sono un papà single e un cronista di strada. E penso che l'elefante si mangi soltanto a pezzettini

5 commenti

  1. Parole sante, Francesco! Hai perfettamente ragione. Bisogna provarci, cambiare se ci teniamo a questo mestiere, evolvere. Senza paura di affrontare la professione sotto una nuova veste.

    1. Grazie Giuseppe per il tuo commento. Sai che sono a disposizione per questa battaglia.

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