Mese: Settembre 2019

  • Prontolo, raccontare un brand in salsa “mojo”

    Prontolo, raccontare un brand in salsa “mojo”

    Un nuovo progetto.

    Sono molto felice di annunciare che sono stato nominato mobile communication advisor dell’azienda tech italiana Gunnen per la quale svilupperò la comunicazione del brand Prontolo con le tecniche della mobile content creation.

    Una storia “mobile” di una app in movimento.

    Si tratta di un’opportunità unica e di un progetto che metterà in campo il linguaggio di questa cultura che sto diffondendo per creare valore per un business davvero “mobile”. Prontolo, infatti, è una app che serve la “moving people” delle grandi città per le loro piccole e grandi esigenze di prodotti e servizi di cui benificiare nel corso della giornata. Una sfida stimolante per raccontare una app “in movimento” con la narrativa che nasce dagli stessi smartphone con cui i clienti godono dei nostri servizi.

    Arrivare più vicino al cliente.

    Un progetto, quello di Prontolo che sarà anche un caso di studio per me, al fine di verificare sul campo l’efficacia del racconto di un’azienda con la mobile content creation per arrivare al cuore del cliente e stabilire con lui una interazione consistente e duratura.

    Grazie Prontolo per avermi dato l’opportunità di raccontare in movimento la storia di una app che vive nello stesso posto da dove nascono i miei contenuti: lo smartphone. Un coraggioso passo avanti, quello di Gunnen, verso un modo innovativo e smarcato di comunicare la propria impresa, il proprio prodotto, la propria missione e la propria visione.

    Scopri di più su www.prontolo.it

  • Mobile content creation e aziende: ci vuole semplicità

    Mobile content creation e aziende: ci vuole semplicità

    La mobile content creation, come argomento di divulgazione culturale, non abita più sulle colonne di questo sito.

    Almeno non in senso generale. Questo è ritornato il sito del mio lavoro e del mio percorso professionale. Alcune riflessioni ad ampio raggio le condivido volentieri perché penso che condividere la conoscenza sia un modo per accrescere il mercato e migliorare il proprio posizionamento. Per questo motivo approfitto per mettere su queste colonne un post che i giovani potrebbero tranquillamente definire “uno spiegone”.

    Per vendere alle aziende ci vuole chiarezza.

    Qualche volta sono stato accusato di essere troppo tecnico, quasi criptico. Da questo ultimo periodo ho imparato che, se vuoi vendere alle aziende devi essere chiaro, semplice, diretto. Ecco, quindi, lo spiegone.

    Cos’è la mobile content creation?

    E’ quella cultura e quella capacità che permette di sapere e di conoscere tutto quello che è necessario, dagli strumenti ai software, dall’hardware alle tecniche, per produrre contenuti utili a comunicare. Video, audio, foto, testi: tutto.

    A cosa serve?

    Serve a impossessarsi in modo più particolare, agile, veloce e “risparmioso” delle esigenze di comunicazione che ogni tipo di azienda (di qualsiasi mercato e grandezza) ha in questa epoca. Se alcune risorse dell’azienda riescono a formarsi su questa cultura, l’azienda stessa da quel momento in poi godrà degli strumenti necessari per fare video e foto professionali per raccontarsi all’esterno. Se si decide, invece, di affidare il lavoro al mobile content creator, il professionista stesso diventerà colui che racconta la storia dell’azienda con il suo telefonino e con un linguaggio vicino ai clienti.

    Che contenuti può aiutare a fare?

    Praticamente tutti quelli che possono far raccontare, tramite i video, la vita vera dell’azienda e il suo percorso, i suoi obiettivi, la sua strada, la sua missione e la sua visione. La mobile content creation è il linguaggio più efficace per raccontare il day by day della tua impresa.

    Che vantaggi porta?

    Se comunichi un’azienda partendo dal contenuto arrivi più vicino al cuore del cliente cui vuoi arrivare. Se lo fai con il mobile arrivi più velocemente alla pubblicazione, (tempi di consegna dimezzati), ci arrivi con costi più contenuti (-30% sul minuto di video montato), ci arrivi con una narrazione più reale e diretta.

    Disturba la vita della mia società?

    No, il mobile content creator si inserisce nella vita della tua impresa con attrezzature leggere e con tempistiche di lavoro agili. Non ti porta via giornate intere per trasformare il tuo ufficio in un set cinematografico.

    Un’ultima cosa… (direbbe Jobs)

    Per far emergere risultati, la mobile content creation ha bisogno di una certa programmazione nel tempo, tempo che le aziende spesso non hanno. Ha bisogno, inoltre, di predisposizione al cambiamento nel modo di vedere il linguaggio dei video e di far percepire l’azienda. Con la mobile content creation tutti i giorni sono buoni per raccontare la vostra impresa… non solo quelli in cui fate l’evento come conclusione di un progetto nel quale vi siete impegnati. La mobile content creation ha anche bisogno di essere riferita a una missione precisa e ha bisogno di trovare il giusto metro di valutazione. All’inizio, quindi, ci vuole un po’ di pazienza, poi si procede spediti.

    Se vuoi saperne di più basta prenotarsi qui e ne parliamo.

  • iPhone 11 Pro: il primo smartphone per la mobile content creation

    iPhone 11 Pro: il primo smartphone per la mobile content creation

    Da tempo chi lavora con la mobile content creator e chi la divulga aspettava un segnale di interesse da parte dell’industria degli smartphone. E’ arrivato il 10 settembre 2019 e si chiama Iphone 11 Pro.

    L’ultimo nato a Cupertino è uno smartphone che, finalmente, rivoluziona il modo di vedere i telefonini da parte del costruttore. E questa rivoluzione sembra essere solo l’inizio di un nuovo percorso che aveva già visto i primi vagiti su macchine come il P30 Huawei o gli ultimi Oppo, ma ha assunto una precisa fisionomia solo con l’iPhone 11 Pro, le sue tre camere e la spiccata predisposizione alla creatività video.

    (altro…)
  • Carriera: gli elementi importanti per cambiare

    Carriera: gli elementi importanti per cambiare

    Mi sta succedendo una cosa strana quanto meravigliosa: molti colleghi mi contattano e desiderano collaborare con me per cambiare la loro carriera.

    Una sensazione molto particolare e una cosa davvero soddisfacente a livello personale, oltre che professionale. Mi sono ritrovato in questo ambito senza accorgermene fino in fondo, come risultato dell’evoluzione che ho progettato e perseguito nello studio e nella divulgazione della mobile content creation. La cultura del lavoro creativo con le device mobili, infatti, è solo uno strumento in più, nuovo e moderno, per il professionista dell’industria dei media, della comunicazione e della creatività.

    Se non è associato, tuttavia, a una serie di operazioni legate allo sviluppo e alla generazione di occasioni di miglioramento professionale resta lettera morta. Per questo ho creato delle occasioni pubbliche, dal mio speech sul mobile journalism e il business fatto a Mojo Italia 2018, per insegnare e divulgare anche la parte che riguarda l’uso lavorativo della mobile content creation. La cosa ha avuto effetto, nel giro di pochi mesi.

    Le cose di cui hai bisogno.

    Certo, non riesco a immaginarmi come un professional life coach e non pretendo di esserlo. Però conosco le cose di cui hai bisogno per poter cambiare la tua carriera. La mobile content creation è una di quelle. Dopo quel workshop romano, piano, piano, sono arrivate a me alcune decine di persone che si sono giovate dei miei consigli e della mia consulenza non solo per imparare il mobile journalism (o la mobile creation), ma anche per trasformare il mojo in occasioni di carriera.

    D’altronde, molto umilmente, posso dire che la mia carriera è esempio toccabile di come la mia cultura sia uno strumento che apre molte possibilità e il mio modo di renderla fruttuosa sia stato messo in campo con organizzazione del lavoro, capacità autoimprenditoriali, tecniche di marketing, elementi di personal branding, riprogettazione dei prodotti, individuazione di nuovi mercati e organizzazione manageriale di budget e costi. Tutto quello che ho messo vicino per iniziare una didattica con cui iniziare ad aiutare i colleghi sono cose che ho provato io. Sulla mia pelle.

    Cambiare senza invadere.

    Già dopo quello speech a Roma, tre persone si erano rivolte a me, ringraziandomi, con questa frase: “Lei ci ha fatto da coach”. Sinceramente non avevo capito bene cosa volesse dire questa frase, ma ora ho compreso. Sono arrivate una, tre, cinque, dieci, venti persone che mi hanno chiesto della carriera o hanno cercato consulenza per migliorarla. Io mi sono inserito nei loro progetti senza invaderli, senza cambiarli. Ho suggerito le armi, le app, i libri per apprendere, gli schemi per progettare, realizzare, far crescere la loro nuova carriera. Ho preso quello che avevano dentro e l’ho tirato fuori e messo davanti ai loro occhi.

    La Teoria dei Giochi.

    Sono stato pagato per questo, ma ho anche giocato sulla Teoria dei Giochi di John Nash che prevede di essere sempre fruttuoso per il contesto di gruppo in cui ti trovi, come via più duratura per raggiungere risultati economici per te. Insomma, ho suonato la mia musica, senza stonare nei momenti di difficoltà della carriera e senza esaltarmi per i momenti brutti. La carriera è come la musica: non devi mai smettere di suonarla, al tuo ritmo e con il tuo talento, ma ben sapendo che nessuno deve farti cambiare lo spartito almeno che non sia tu a sceglierlo, perché magari ti accorgi che hai sbagliato canzone.

    Foto di TeroVesalainen da Pixabay