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Piccolo manuale di resilienza digitale

Ho messo alla prova la mia resilienza.

Ho avuto e ho un serio problema di salute. No, non te ne parlo, ti dico solo che sono passati 14 giorni e sono già sulla via del recupero. Ho pensato molto a cosa potevo dirti di questa difficoltà che sto attraversando e ho concluso una cosa: posso raccontarti come ho messo alla prova la mia resilienza e di come questo possa esserti utile nel lavoro. Di questa capacità dell’uomo di trarre vantaggio immediato dalle difficoltà ho parlato qui, ma anche qui.

Decidere subito

Dopo il fatto imprevisto che mi ha portato questo problema ho dovuto prendere una decisione in pochi minuti. La messa in campo della resilienza comincia dal momento in cui prendi quella decisione. La domanda cui devi rispondere è questa: dopo questo fatto, da che parte vai? Che direzione prendi? Ok, accogli il fatto, guardando davanti a te e non dietro. Insomma, quello che è successo è successo, tu puoi incidere solo su quello che succederà. La decisione di pensare a quello che succederà devi prenderla subito. E poi fermarti.

La resilienza è analisi

Se il fatto te lo permette, devi analizzare l’accaduto per capire se c’è una tua responsabilità, poi mettere in fila le cose che devi fare per iniziare il percorso di ripristino della realtà che avevi. Non è una cosa facile, perché magari il fatto ti condiziona. Ho un rimedio: chi è dotato di resilienza in questi momenti spezza il problemone in tanti piccoli problemini. Risolvi il primo, poi il secondo, poi il terzo e via così. Non guardare la cosa nell’insieme, ma in pezzi piccoli. Conta le cose risolte, osserva i passi avanti.

Elimina tutto quello che non è indispensabile

La resilienza è anche l’arte di viaggiare leggeri. Se hai perso quota a causa di un fatto inaspettato, per ricominciare a volare devi buttare tutti i pesi non indispensabili. Stabilisci anche delle perdite sostenibili fra le cose che potrebbero essere importanti, ma sta attento a conservare tutto quello che ti sarà indispensabile per tornare alla quota di volo che avevi prima. Se il fatto accaduto ti fa perdere soldi, clienti, lavoro, non puoi farci molto. Imposta prima il tuo recupero, poi il tuo ritorno.

La tecnologia aiuta

Se le condizioni in cui ti trovi ti hanno fatto perdere determinate parti della tua operatività, ricordati che c’è sempre la tecnologia che può aiutarti. Il momento in cui subisce un inaspettato stop a causa di un fatto, è anche il momento in cui puoi imparare cose nuove e puoi imparare a fare il tuo lavoro in un modo nuovo. Costretto dalla necessità, infatti, devi saper elaborare dei workaround per ottenere gli stessi risultati e per fare le stesse cose che facevi prima, magari senza poter approfittare della tua condizione ottimale. Il fatto di essere obbligato, a causa della necessità, a trovare nuove soluzioni, ti cambierà per sempre. E’ lì che chi ha resilienza dà il meglio di sé.

Chiedi aiuto, ma…

Magari il fatto che ti è accaduto ti obbliga a chiedere aiuto. Non è assolutamente una cosa brutta. Fallo, è liberatorio e ti fa scoprire le persone importanti che ci sono attorno a te. Però ti do un avvertimento: cerca di fare da solo tutte le cose che riesci a fare da solo, anche soffrendo un po’. Saranno il tuo miglior allenamento per ritornare a le condizioni di partenza oppure per diventare migliore.

Se saprai usare adeguatamente la resilienza dopo un fatto inaspettato, in qualunque campo della tua vita, che ti mette in difficoltà, scoprirai anche molte cose nuove su di te e sul tuo modo di affrontare i problemi. Ognuno di noi attraversa situazioni di questo tipo e deve avere la capacità di reagire contando su quello che può fare per ritornare al punto di partenza, alla quota di volo che aveva prima, oppure a una migliore, una nella quale il viaggio sarà ancora più bello di quanto era prima.

Lascia stare i social

Ti faccio un ultimo, accorato appello.lascia stare i social network.in questo periodo il problema che ho avuto e che riguarda la mia salute avrebbe potuto essere, da parte mia, oggetto di tante pubblicazioni per attirarmi un po’ di benevolenza da parte di amici e conoscenti che mi osservano da lontano tramite le piattaforme di connessione sociale. Ho evitato categoricamente di mettere qualsiasi accenno, così come peraltro ho fatto qui lungo questa colonna di testo, che riguardasse la mia salute. In cambio ho riscoperto il valore dei contatti autentici e la possibilità di continuare senza discontinuità a raccontare quello che sono e quello che faccio…

I social infatti sono spesso presi come vetrina della propria esistenza, ma devono diventare sempre di più la piattaforma con la quale ti racconti i racconti la tua progettualità. Il problema di salute, il brusco stop causato da altre difficoltà, l’imprevisto sul lavoro, la repentina deviazione dal tuo percorso non devono e non possono cambiare in senso di quello che sei stato, sei e sarai.

Mostrare la tua difficoltà per attirare un pochino di considerazione in momenti difficili, è un segno di debolezza che non possiamo permetterci anche perché il percorso di una vita e di un lavoro tra il proprio in questi momenti il meglio per diventare nuovo e più forte.

Pensaci e, se puoi, lascia fuori le difficoltà della tua vita dalle vetrine dei social network.

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